PizzaNapoliSTG 2010

Pizza napoletana: storia, disciplinare STG e ricetta tradizionale

La Pizza napoletana è un disco di pasta lievitata cotto ad alta temperatura in forno a legna, riconosciuto come Specialità Tradizionale Garantita (STG) dall'Unione Europea nel 2010. Il disciplinare tutela due sole varianti storiche: Marinara e Margherita. Impasto morbido con cornicione pronunciato, pomodoro e — nella Margherita — mozzarella e basilico.

Pizza Margherita napoletana con cornicione alto, pomodoro rosso, mozzarella e basilico
Pizza Margherita napoletana con cornicione alto e pomodoro San Marzano.
Origine
Napoli, Napoli
Regione
Campania
Categoria
Pizza · street food
Certificazione
STG 2010
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dell'Pizza napoletana

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 30 minCottura 2 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • Per l'impasto (4 pizze): 500 g di farina 00 o 0
  • 325 ml di acqua a temperatura ambiente
  • 15 g di sale marino
  • 1-3 g di lievito di birra fresco (o proporzione equivalente di lievito madre)
  • Per la Margherita: 200 g di pomodori pelati o passata di pomodoro (preferibilmente Pomodoro San Marzano DOP)
  • 200 g di Mozzarella di Bufala Campana DOP o fiordilatte, sgocciolata
  • Basilico fresco, olio extravergine di oliva, sale

Preparazione

  1. Impasto

    sciogliere il lievito in poca acqua tiepida; unire il resto dell'acqua alla farina, aggiungere il sale e infine il lievito. Impastare fino a ottenere un composto liscio ed elastico.

  2. Lievitazione

    coprire e lasciare lievitare a temperatura ambiente per 2 ore, quindi formare panetti da circa 200-250 g e lasciarli lievitare ancora 4-6 ore (fino a 24 ore in cella o frigorifero).

  3. Stesura

    stendere ciascun panetto a mano su un piano infarinato, partendo dal centro verso l'esterno e lasciando integro un cornicione di circa 1-2 cm.

  4. Condimento Margherita

    distribuire il pomodoro, aggiungere la mozzarella a pezzetti, alcune foglie di basilico e un filo di olio extravergine.

  5. Cottura

    infornare su piastra rovente in forno a legna a circa 430-480 °C per 60-90 secondi, ruotando la pizza per uniformare la doratura. In forno domestico: massima temperatura possibile, con pietra refrattaria preriscaldata.

La versione tradizionale prevede
  • Per l'impasto (4 pizze): 500 g di farina 00 o 0
  • acqua a temperatura ambiente
  • sale marino
  • 1-3 g di lievito di birra fresco (o proporzione equivalente di lievito madre)
  • Per la Margherita: 200 g di pomodori pelati o passata di pomodoro (preferibilmente Pomodoro San Marzano DOP)
  • Mozzarella di Bufala Campana DOP o fiordilatte, sgocciolata
Cosa non prevede
  • Cottura in teglia o padella
  • Impasti «alla romana» sottili e croccanti
  • Farciture con salumi, funghi o verdure (non previste dalla STG)
  • Uso di mattarello o macchine stendipasta
  • Base di ananas, ketchup o altre reinterpretazioni non tradizionali
Storia e origine

Da Amatrice a Roma

La pizza napoletana nasce come cibo popolare della città di Napoli tra XVIII e XIX secolo, quando i «pizzaioli» servivano dischi di pasta conditi con strutto, aglio, sale e in seguito pomodoro, arrivato dalle Americhe.

La leggenda più diffusa attribuisce la Margherita a Raffaele Esposito, pizzaiolo della pizzeria Brandi, che nel 1889 avrebbe preparato per la regina Margherita di Savoia una pizza con i colori della bandiera italiana. La documentazione storica non permette di confermare la scena in tutti i dettagli, ma il legame tra la Margherita e la fine del XIX secolo è ampiamente attestato.

  1. XVIII sec.
    A Napoli si diffondono i dischi di pasta lievitata cotti nei forni delle friggitorie.
  2. 1889
    Prima citazione documentata della Margherita, attribuita a Raffaele Esposito.
  3. 1984
    Fondazione a Napoli dell'Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN).
  4. 2010
    L'Unione Europea registra «Pizza Napoletana» come STG (Reg. UE 97/2010).
  5. 2017
    L'UNESCO iscrive l'arte del pizzaiuolo napoletano nel patrimonio culturale immateriale.

Le caratteristiche in breve

Impasto a base di farina di grano tenero tipo 0 o 00, acqua, sale marino e lievito (di birra o madre).
Lunga lievitazione controllata (fino a 24 ore complessive).
Stesura manuale, senza mattarello, con cornicione (o «cornicione alto») ben pronunciato.
Cottura in forno a legna, con superficie della piastra oltre i 400 °C, per 60-90 secondi.
Base morbida, elastica, con caratteristiche macchie brune («leopardatura»).

5 errori da evitare

  1. 01
    Cottura a temperatura insufficiente

    il disciplinare richiede la piastra a oltre 400 °C.

  2. 02
    Stesura con mattarello

    comprime i gas e appiattisce il cornicione.

  3. 03
    Uso di mozzarella non sgocciolata

    rilascia acqua e bagna la base.

  4. 04
    Lievito in eccesso

    impasto sviluppato troppo in fretta, meno digeribile.

  5. 05
    Confondere la Marinara napoletana (aglio, origano, pomodoro) con «pizza ai frutti di mare»

    nulla a che vedere.

Marinara e Margherita a confronto

Marinara

  • Pomodoro, aglio, origano, olio extravergine
  • Nessun formaggio
  • Nome dalla tradizione dei marinai partiti dal porto
  • Prevista dal disciplinare STG

Margherita

  • Pomodoro, mozzarella, basilico, olio extravergine
  • Fiordilatte o Mozzarella di Bufala Campana DOP
  • Variante Extra: San Marzano DOP + Bufala DOP
  • Prevista dal disciplinare STG

Curiosità

L'Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) certifica pizzerie in Italia e nel mondo che rispettano il disciplinare e la tecnica tradizionale.
Nel 2017 l'UNESCO ha inserito «L'Arte del pizzaiuolo napoletano» nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

Abbinamenti

Birra chiara di bassa fermentazione, tradizionale accompagnamento partenopeo della pizza.
Bianchi campani come Falanghina del Sannio DOP o Fiano di Avellino DOCG, freschi e minerali.

Domande frequenti

Che cos'è la STG della Pizza Napoletana?

È la Specialità Tradizionale Garantita riconosciuta dall'Unione Europea nel 2010 con il Regolamento (UE) n. 97/2010. Tutela la preparazione tradizionale della «Pizza Napoletana» conforme al disciplinare, non ogni pizza cotta a Napoli.

Qual è la differenza tra Marinara e Margherita?

La Marinara è condita con pomodoro, aglio, origano e olio extravergine; non contiene formaggio. La Margherita aggiunge mozzarella e basilico. Entrambe rientrano nel disciplinare STG.

Serve la mozzarella di bufala?

Il disciplinare STG accetta sia il fiordilatte sia la Mozzarella di Bufala Campana DOP. La variante «Margherita Extra» richiede espressamente la Mozzarella di Bufala Campana DOP.

Che pomodoro usare?

Sono ammessi pomodori pelati o passata di pomodoro; la variante «Margherita Extra» richiede Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP.

Si può cuocere la pizza napoletana nel forno di casa?

Sì, ma il risultato non sarà «Pizza Napoletana STG»: il disciplinare richiede forno a legna e temperature superiori a 400 °C. In forno domestico si consiglia pietra refrattaria e massima temperatura disponibile.

La pizza napoletana è alta o bassa?

Ha un cornicione alto e pronunciato («cornicione alveolato»), mentre la parte centrale resta sottile e morbida. È molto diversa dalla pizza romana in teglia o dalla pizza al taglio.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Unione Europea, Regolamento (UE) n. 97/2010 — registrazione «Pizza Napoletana» come STG eur-lex.europa.eu. Consultato il 27 luglio 2026. Fonte primaria del riconoscimento STG e disciplinare europeo.
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Prodotti STG italiani — Pizza Napoletana www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026. Elenco italiano ufficiale delle Specialità Tradizionali Garantite.
  • UNESCO, Arte dei pizzaiuoli napoletani — Patrimonio culturale immateriale (2017) ich.unesco.org. Consultato il 27 luglio 2026. Iscrizione UNESCO dell'arte del pizzaiuolo napoletano.
  • Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), Disciplinare internazionale della Vera Pizza Napoletana www.pizzanapoletana.org. Consultato il 27 luglio 2026. Tecnica, temperature e ingredienti della tradizione partenopea.

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Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.