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Asparago Verde di Canino IGP: caratteristiche, produzione e territorio
L'Asparago Verde di Canino IGP è un asparago di colore verde intenso, dal turione sodo e uniforme, coltivato nel Comune di Canino e in comuni limitrofi dell'Alto Lazio (provincia di Viterbo). Ha ottenuto il riconoscimento IGP dall'Unione Europea. Si caratterizza per il sapore deciso, la scarsa fibrosità e la buona conservabilità.

Caratteristiche del prodotto
- Turione dritto, di colore verde intenso e uniforme.
- Punte compatte, ben chiuse.
- Basso contenuto di fibra alla base.
- Sapore erbaceo, deciso e persistente.
- Calibro medio-grande.
Territorio di produzione
- Comuni di Canino, Cellere, Piansano, Tessennano, Arlena di Castro e altri comuni dell'Alto Lazio (provincia di Viterbo) indicati dal disciplinare.
- Terreni di origine vulcanica dei Monti di Canino e della Maremma laziale.
Materie prime
- Piante di asparago delle cultivar ammesse dal disciplinare (in prevalenza selezioni di Asparagus officinalis L.).
- Impianti coltivati secondo tecniche agronomiche indicate.
Lavorazione
- Preparazione dell'asparagaia con impianti duraturi (fino a 10-12 anni di produzione).
- Raccolta manuale in primavera (marzo-giugno) dei turioni al di sopra dei calibri minimi.
- Legatura in mazzi di peso uniforme e calibratura.
- Confezionamento presso aziende autorizzate.
Stagionatura
- Prodotto fresco, non stagionato.
- Stagionalità: raccolta principale da marzo a giugno.
Disciplinare
- Riconoscimento IGP con Regolamento della Commissione Europea, come da registro eAmbrosia.
- Il disciplinare definisce cultivar, area, tecnica di coltivazione, calibratura e caratteristiche del prodotto.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Cotti al vapore o bolliti, conditi con olio extravergine e uova sode.
- In risotti primaverili, spesso con Pecorino Romano.
- In frittate e torte salate.
- Grigliati con guanciale o pancetta croccante.
Conservazione
- Conservare in frigorifero avvolti in un panno umido, con le basi immerse in poca acqua.
- Consumo consigliato entro pochi giorni per preservare consistenza e sapore.
- Si possono sbollentare e congelare per periodi più lunghi.
Curiosità
L'introduzione dell'asparagicoltura nell'Alto Lazio risale al secondo dopoguerra ed è legata alle politiche di sviluppo agricolo della Maremma laziale.
Canino è nota anche per la produzione di olio extravergine DOP: le due filiere coesistono nello stesso territorio.
Domande frequenti
- Quali cultivar si usano?
- Selezioni di Asparagus officinalis L. adatte alle condizioni pedoclimatiche dell'Alto Lazio, indicate dal disciplinare.
- In che periodo si trova?
- Da marzo a giugno, con picco in primavera.
- Come si distingue quello IGP?
- Le confezioni devono riportare denominazione «Asparago Verde di Canino IGP», logo europeo IGP e codice di rintracciabilità.
- Serve pelare la base?
- Sì: per gli asparagi con basi più fibrose è consigliabile pelare i primi centimetri e scartare la parte legnosa.
Fonti
- Commissione Europea — eAmbrosia, Registro DOP · IGP · STG — Asparago Verde di Canino IGP — ec.europa.eu. Consultato il 27 luglio 2026. Registro ufficiale dell'Unione Europea delle denominazioni protette.
- MASAF — Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco italiano DOP · IGP · STG — ortofrutticoli — www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- ARSIAL — Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, Atlante dei prodotti tipici e tradizionali del Lazio — www.arsial.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Regione Lazio — Assessorato Agricoltura, Prodotti a denominazione del Lazio — www.regione.lazio.it. Consultato il 27 luglio 2026.
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Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.