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Carciofo Romanesco del Lazio IGP: caratteristiche, produzione e territorio
Il Carciofo Romanesco del Lazio IGP è un carciofo di forma tondeggiante, senza spine, dalla brattea larga e serrata, coltivato lungo il litorale laziale. È stato riconosciuto IGP dall'Unione Europea nel 2002. Le cultivar ammesse sono «Castellammare» e «Campagnano» e le loro selezioni. È ingrediente cardine di due preparazioni romane simbolo: carciofi alla romana e carciofi alla giudia.

Caratteristiche del prodotto
- Capolino di forma sferica o leggermente allungata.
- Brattee esterne larghe, ravvicinate e di colore verde con sfumature violacee.
- Assenza di spine, con apice non pungente.
- Cuore tenero, carnoso, con basso contenuto di fibra.
- Sapore leggermente amaro e note vegetali.
Territorio di produzione
- Comuni delle province di Roma, Viterbo e Latina indicati dal disciplinare, principalmente lungo la fascia costiera e nelle aree pianeggianti retrostanti.
- Cerveteri, Ladispoli, Civitavecchia, Montalto di Castro, Tarquinia, Sezze e Priverno sono tra i comuni tradizionalmente vocati.
Materie prime
- Piante di carciofo delle cultivar «Castellammare» e «Campagnano» e loro selezioni («Castellammare precoce», «Castellammare tardivo», «Campagnano precoce», ecc.).
- Terreni di natura vulcanica e alluvionale.
- Tecniche di coltivazione tradizionali, con conduzione manuale della raccolta.
Lavorazione
- Coltivazione secondo le pratiche agronomiche indicate dal disciplinare.
- Raccolta manuale, capolino per capolino, con selezione in base alla maturazione.
- Pulizia, calibratura e confezionamento presso strutture autorizzate del territorio.
Stagionatura
- Prodotto fresco, non stagionato.
- Stagionalità: raccolta principale da febbraio a maggio.
Disciplinare
- Riconoscimento IGP con Regolamento (CE) n. 2066/2002 del 21 novembre 2002.
- Il disciplinare definisce cultivar ammesse, area di coltivazione, tecnica agronomica, calibratura e caratteristiche del prodotto.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Carciofi alla romana: cotti interi in casseruola con mentuccia, aglio, olio extravergine e acqua.
- Carciofi alla giudia: fritti interi in olio bollente secondo la tradizione della cucina giudaico-romanesca.
- In frittate, torte salate e paste (rigatoni con carciofi, cacio e pepe con carciofi).
- Crudi tagliati sottili con olio extravergine, limone e Pecorino Romano DOP.
Conservazione
- Conservare in frigorifero avvolti in un panno umido, per pochi giorni.
- Al momento della pulizia, immergere in acqua acidulata con limone per evitare l'ossidazione.
- Possono essere sbianchiti e conservati sott'olio per periodi più lunghi.
Curiosità
Il nome «cimarolo» indica il capolino apicale, primo a maturare, che raggiunge le dimensioni maggiori ed è tradizionalmente il più pregiato.
La Sagra del Carciofo Romanesco di Ladispoli, che si tiene ogni primavera, è tra le manifestazioni gastronomiche laziali più partecipate.
Domande frequenti
- Qual è la differenza con altri carciofi italiani?
- Il Carciofo Romanesco del Lazio IGP è tondo, senza spine e coltivato in un'area delimitata del Lazio. Si distingue da carciofi come lo Spinoso di Sardegna DOP (spinoso, allungato) o il Violetto di Toscana.
- In che periodo è disponibile?
- La raccolta principale va da febbraio a maggio; il primo capolino («cimarolo») matura tra febbraio e marzo.
- Si può mangiare crudo?
- Sì: le brattee tenere si consumano crude, tagliate sottili, condite con olio, limone e Pecorino Romano.
- Come riconoscere quello IGP?
- In etichetta o sul confezionamento devono comparire denominazione «Carciofo Romanesco del Lazio IGP» e logo europeo IGP.
Fonti
- Commissione Europea — eAmbrosia, Registro DOP · IGP · STG — Carciofo Romanesco del Lazio IGP — ec.europa.eu. Consultato il 27 luglio 2026. Registro ufficiale dell'Unione Europea delle denominazioni protette.
- Unione Europea, Regolamento (CE) n. 2066/2002 — registrazione IGP «Carciofo Romanesco del Lazio» — eur-lex.europa.eu. Consultato il 27 luglio 2026.
- MASAF — Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco italiano DOP · IGP · STG — ortofrutticoli — www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- ARSIAL — Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, Atlante dei prodotti tipici e tradizionali del Lazio — www.arsial.it. Consultato il 27 luglio 2026.
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Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.