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Cesanese del Piglio DOCG: il grande rosso della Ciociaria

Il Cesanese del Piglio DOCG (denominazione ufficiale anche «Piglio DOCG») è l'unico vino rosso del Lazio a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, riconosciuto nel 2008. È prodotto in Ciociaria (provincia di Frosinone) dal vitigno autoctono Cesanese di Affile, con eventuali piccole percentuali di Cesanese Comune, in cinque comuni: Piglio, Serrone, Acuto, e parte dei territori di Anagni e Paliano.

Calice di vino rosso Cesanese del Piglio DOCG con panorama dei vigneti della Ciociaria al tramonto
Calice di Cesanese del Piglio DOCG davanti alle colline vinicole della Ciociaria.Redazione Piatto Tipico · Immagine editoriale illustrativa realizzata per Piatto Tipico — non raffigura bottiglie o confezioni commerciali. · fonte: Immagine editoriale generata dalla redazione a scopo illustrativo.

Caratteristiche del prodotto

  • Colore rosso rubino intenso con riflessi violacei da giovane, granato con l'evoluzione.
  • Profumo caratteristico: piccoli frutti rossi (ciliegia, prugna), spezie dolci, note floreali di viola.
  • Sapore asciutto, di corpo, morbido e sapido, con tannini presenti ma equilibrati.
  • Titolo alcolometrico minimo 12,5% vol; 13% per la tipologia Superiore; 13,5% per la Riserva.
  • Tipologie previste: Cesanese del Piglio DOCG, Superiore, Superiore Riserva.

Territorio di produzione

  • Comuni di Piglio, Serrone, Acuto e parti dei territori di Anagni e Paliano, in provincia di Frosinone (Ciociaria).
  • Suoli calcarei e argilloso-calcarei di origine appenninica.
  • Altitudini tra 200 e 500 m s.l.m., con esposizioni collinari.

Materie prime

  • Cesanese di Affile (vitigno autoctono a bacca nera) minimo 90%.
  • Cesanese Comune (o altre varietà a bacca nera autorizzate) fino al 10%.

Lavorazione

  1. Vendemmia in genere a fine settembre / inizio ottobre a completa maturazione fenolica.
  2. Vinificazione in rosso con macerazione sulle bucce per l'estrazione di colore, tannini e aromi.
  3. Fermentazione alcolica e malolattica; affinamento in vasca di acciaio o in botte di legno secondo lo stile aziendale.
  4. Per la tipologia Riserva è previsto un periodo minimo di affinamento in cantina definito dal disciplinare.

Stagionatura

  • Cesanese del Piglio DOCG «base»: pronto dopo qualche mese di affinamento, consumo consigliato entro 3–5 anni.
  • Superiore e Riserva: profili più strutturati, adatti a un affinamento di 5–8 anni.

Disciplinare

  • DOCG riconosciuta con decreto del 28 luglio 2008 (Gazzetta Ufficiale), prima DOCG del Lazio.
  • Il disciplinare definisce area di produzione, uvaggio, rese massime, gradazione minima, tipologie e prescrizioni di affinamento.
  • Tutela affidata al Consorzio Tutela Vini Cesanese del Piglio.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Ideale con la cucina ciociara e laziale di terra: abbacchio arrosto e scottadito, coratella, coniglio, cinghiale in umido.
  • Buon compagno di primi piatti al ragù e paste al forno.
  • Formaggi di media e lunga stagionatura, in particolare il Pecorino di Picinisco DOP.
  • Servire a 16–18 °C in calici da vino rosso strutturato.

Conservazione

  • Ambiente fresco (12–14 °C), buio, umidità 65–75%, bottiglia orizzontale.
  • Le versioni Superiore e Riserva possono affinare in cantina per diversi anni.

Curiosità

Il Cesanese è il principale vitigno rosso autoctono del Lazio: se ne trova traccia già in documenti medievali dell'area di Piglio e Affile.

Nel 2008 il Cesanese del Piglio è stato il primo vino laziale a ottenere la DOCG.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra Cesanese del Piglio e Cesanese di Affile?
«Cesanese di Affile» è il nome del vitigno; «Cesanese del Piglio DOCG» è la denominazione del vino prodotto nell'area di Piglio, Serrone, Acuto, Anagni e Paliano. Esistono anche le DOC «Cesanese di Affile» e «Cesanese di Olevano Romano», con aree distinte.
È l'unica DOCG rossa del Lazio?
Sì. Il Cesanese del Piglio DOCG è l'unica Denominazione di Origine Controllata e Garantita di vino rosso della regione.
Quali abbinamenti classici?
Cucina ciociara di carne (abbacchio, cinghiale, coratella), primi al ragù, formaggi stagionati come il Pecorino di Picinisco DOP.

Fonti

  • MASAF — Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale delle DOP e IGP dei vini italiani www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Regione Lazio — Assessorato Agricoltura, Le denominazioni dei vini del Lazio www.regione.lazio.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Federdoc — Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani, Registro dei Consorzi di tutela vini a denominazione www.federdoc.com. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Decreto 28 luglio 2008 — Riconoscimento DOCG Cesanese del Piglio www.gazzettaufficiale.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Consorzio Tutela Vini Cesanese del Piglio, Disciplinare di produzione Cesanese del Piglio DOCG www.cesanesedelpigliodocg.com. Consultato il 27 luglio 2026.

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Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.