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Marrone di Castel del Rio IGP: la castagna della valle del Santerno

Il Marrone di Castel del Rio IGP è la castagna della valle del Santerno, nell'Appennino bolognese. Si distingue per la pezzatura grande, la forma ellittica, la buccia lucida con striature scure e la pellicola interna che si stacca facilmente, caratteristica tipica dei marroni.

Marroni di Castel del Rio IGP grandi con buccia lucida striata
Marroni di Castel del Rio IGP di grande pezzatura con buccia lucida.

Caratteristiche del prodotto

  • Pezzatura grande, con pochi frutti per riccio.
  • Forma ellittica e faccia piana ben definita.
  • Buccia lucida, con striature scure evidenti.
  • Polpa dolce e croccante, con pellicola che si separa facilmente.

Territorio di produzione

  • Comune di Castel del Rio e aree della valle del Santerno individuate dal disciplinare, nell'Appennino bolognese.
  • I castagneti da frutto secolari sono l'elemento paesaggistico caratterizzante della zona.

Materie prime

  • Ecotipo locale di marrone selezionato nei castagneti della valle.
  • Frutti raccolti esclusivamente nei castagneti della zona delimitata.

Lavorazione

  1. La raccolta autunnale avviene a mano o con mezzi che non danneggiano i frutti.
  2. Segue la cernita per eliminare i frutti bacati o difettosi.
  3. La curatura tradizionale in acqua consente di igienizzare i marroni e prolungarne la conservazione.
  4. Dopo l'asciugatura i frutti vengono calibrati e confezionati.

Stagionatura

  • Non è prevista stagionatura: il prodotto è fresco stagionale.
  • La curatura in acqua e la successiva asciugatura sono determinanti per la durata.
  • L'essiccazione nei metati tradizionali consente la produzione di castagne secche e farina.

Disciplinare

  • Indicazione Geografica Protetta registrata a livello europeo.
  • Il disciplinare definisce zona, ecotipo, calibri e pratiche di raccolta e curatura.
  • Le castagne generiche non possono essere commercializzate con la denominazione.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Arrostite nella tradizionale padella forata, uso autunnale più diffuso.
  • Lessate con alloro o finocchio selvatico.
  • In purè e creme, come accompagnamento di carni.
  • Nei dolci: castagnaccio, marron glacé e ripieni come quello dei sabadoni romagnoli.

Conservazione

  • In frigorifero in sacchetto areato per alcune settimane.
  • Congelate dopo un breve trattamento, per l'uso invernale.
  • Essiccate, in contenitori ermetici al riparo dall'umidità.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra marrone e castagna?
Il marrone ha pezzatura maggiore, forma più regolare e pellicola interna che si stacca con facilità; la castagna comune è più piccola e spesso ha la pellicola aderente alla polpa.
A cosa serve la curatura in acqua?
È una pratica tradizionale che riduce le infestazioni e permette una conservazione più lunga senza trattamenti chimici.
Quando si raccoglie?
In autunno, indicativamente fra la fine di settembre e ottobre, secondo l'andamento stagionale.

Fonti

  • Commissione Europea — eAmbrosia, Marrone di Castel del Rio IGP — Registro europeo DOP/IGP ec.europa.eu. Consultato il 30 luglio 2026.
  • Fondazione Qualivita, Atlante Qualivita delle produzioni agroalimentari e vitivinicole DOP, IGP e STG www.qualivita.it. Consultato il 30 luglio 2026.
  • Regione Emilia-Romagna — Assessorato Agricoltura, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) dell'Emilia-Romagna agricoltura.regione.emilia-romagna.it. Consultato il 30 luglio 2026.

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Ultima revisione editoriale: 30 luglio 2026.