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Pane Casareccio di Genzano IGP: caratteristiche, produzione e territorio

Il Pane Casareccio di Genzano IGP è un pane a lievitazione naturale prodotto nel Comune di Genzano di Roma, nei Castelli Romani, con farine di grano tenero, acqua, lievito madre e sale. Presenta pezzatura da forma o filone tra 500 g e 2,5 kg, crosta scura e croccante spolverata di crusca, mollica soffice e alveolata. È stato il primo pane italiano a ottenere il riconoscimento IGP dall'Unione Europea, nel 1997.

Pane Casareccio di Genzano IGP con crosta scura spolverata di crusca e mollica alveolata
Pane Casareccio di Genzano IGP con crosta scura e mollica alveolata su tagliere di legno.Redazione Piatto Tipico · Immagine editoriale illustrativa realizzata per Piatto Tipico — non rappresenta una confezione commerciale certificata. · fonte: Immagine editoriale generata dalla redazione a scopo illustrativo.

Caratteristiche del prodotto

  • Forma tonda («forma») oppure allungata («filone»), da 500 g a 2,5 kg.
  • Crosta croccante di colore scuro, uniforme, con leggera velatura di crusca in superficie.
  • Mollica soffice, elastica, con alveolatura irregolare e ben sviluppata.
  • Profumo intenso di grano tostato e lievitazione naturale; sapore pieno, leggermente acidulo.
  • Conservabilità superiore a molti pani industriali, fino a una settimana in ambiente asciutto.

Territorio di produzione

  • L'intero ciclo di produzione avviene nel territorio del Comune di Genzano di Roma, in provincia di Roma, nei Castelli Romani.
  • La zona è caratterizzata da suoli vulcanici del complesso dei Colli Albani, che storicamente hanno favorito la coltivazione di grano tenero e la macinazione.

Materie prime

  • Farine di grano tenero di tipo 0 o 00 conformi al disciplinare.
  • Acqua potabile della rete locale.
  • Lievito madre (pasta acida) rinnovato con cadenza regolare.
  • Sale marino.
  • È vietato l'impiego di lievito di birra come unico agente lievitante.

Lavorazione

  1. Preparazione dell'impasto con farina, acqua, lievito madre e sale.
  2. Prima lievitazione della massa a temperatura controllata (in genere non inferiore a un'ora).
  3. Formatura manuale in pezzi di forma o filone, con eventuale spolverata di crusca sulla superficie.
  4. Seconda lievitazione delle pagnotte fino al raddoppio di volume.
  5. Cottura in forno a legna o a platea in mattoni refrattari, con temperatura elevata iniziale e progressiva riduzione.

Stagionatura

  • Prodotto fresco: consumo consigliato entro 3-5 giorni dalla cottura.
  • La lievitazione naturale e la cottura ad alta temperatura permettono conservazione fino a circa una settimana in ambiente asciutto.
  • Non è un prodotto stagionato in senso tecnico.

Disciplinare

  • Riconoscimento IGP con Regolamento (CE) n. 2325/97 del 24 novembre 1997.
  • Il disciplinare definisce area di produzione, materie prime ammesse, tempi di lievitazione, modalità di cottura, forme e pezzature.
  • La vigilanza è affidata a un organismo di controllo autorizzato dal MASAF.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Pane da tavola tradizionale dei Castelli Romani, servito con formaggi (Pecorino Romano DOP, Caciotta romana), salumi e affettati.
  • Base ideale per bruschette con olio extravergine e per fettine tostate («fettunte»).
  • Impiegato in preparazioni della cucina povera romana come panzanella, acquacotta e ribollite adattate.
  • Adatto a farciture con verdure grigliate, alici, mortadella o porchetta di Ariccia.

Conservazione

  • Conservare in sacchetto di carta o di lino traspirante, in ambiente asciutto.
  • Evitare buste di plastica sigillate: causano ammollo della crosta.
  • Il pane raffermo si valorizza in ricette tipiche laziali (pancotto, polpette di pane, bruschette).

Curiosità

Il Pane di Genzano è stato il primo pane in assoluto a essere riconosciuto IGP dall'Unione Europea, nel 1997.

La tradizione panificatoria di Genzano è documentata sin dal XIX secolo, con forni familiari alimentati a legna di castagno delle colline circostanti.

Domande frequenti

Perché è chiamato «casareccio»?
Il termine indica un pane di tipo casalingo, a pezzatura grande, con crosta spessa e lunga conservazione, tipico della panificazione domestica dei Castelli Romani.
Che differenza c'è con altri pani a lievito madre?
Il Pane Casareccio di Genzano IGP si distingue per l'origine geografica ristretta al Comune di Genzano di Roma, l'uso obbligatorio di lievito madre e la cottura in forni a legna o a platea di mattoni refrattari secondo il disciplinare.
Come si riconosce quello certificato?
Il pane IGP deve riportare il logo europeo IGP e la denominazione «Pane Casareccio di Genzano IGP» sulla confezione o sull'etichetta del panificio autorizzato.
Quanto dura?
In condizioni corrette (sacchetto di carta, ambiente asciutto) si mantiene fino a circa una settimana.

Fonti

  • Commissione Europea — eAmbrosia, Registro DOP · IGP · STG — Pane Casareccio di Genzano IGP ec.europa.eu. Consultato il 27 luglio 2026. Registro ufficiale dell'Unione Europea delle denominazioni protette.
  • Unione Europea, Regolamento (CE) n. 2325/97 — registrazione IGP «Pane Casareccio di Genzano» eur-lex.europa.eu. Consultato il 27 luglio 2026.
  • MASAF — Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco italiano DOP · IGP · STG — prodotti da forno www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • ARSIAL — Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, Atlante dei prodotti tipici e tradizionali del Lazio www.arsial.it. Consultato il 27 luglio 2026.

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Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.