Pasta di Gragnano IGP: territorio, disciplinare e utilizzi
La Pasta di Gragnano IGP è una pasta secca di semola di grano duro trafilata al bronzo, essiccata lentamente a bassa temperatura, prodotta esclusivamente nel territorio del Comune di Gragnano (Napoli). Ha ottenuto il riconoscimento IGP dell'Unione Europea nel 2013. Il disciplinare tutela materia prima, trafilatura, essiccazione e area di produzione.

Caratteristiche del prodotto
- Pasta secca di semola di grano duro, colore giallo paglierino uniforme.
- Superficie ruvida, dovuta alla trafilatura al bronzo, che favorisce l'aderenza dei condimenti.
- Tenuta di cottura elevata: la pasta mantiene la propria consistenza anche al dente.
- Ampia gamma di formati storici: paccheri, ziti, mezzani, tortiglioni, fusilli, spaghetti, linguine.
Territorio di produzione
- Territorio del Comune di Gragnano, in provincia di Napoli, storicamente vocato alla produzione di pasta grazie al microclima ventilato e all'acqua di sorgente di ottima qualità.
- Il disciplinare limita rigorosamente la produzione al perimetro comunale.
Materie prime
- Semola di grano duro selezionato, con caratteristiche di proteine e glutine specificate dal disciplinare.
- Acqua della falda locale di Gragnano.
Lavorazione
- Impasto: la semola viene miscelata con acqua fino a ottenere un impasto omogeneo, senza aggiunta di additivi.
- Trafilatura al bronzo: l'impasto viene estruso attraverso trafile di bronzo, che conferiscono alla pasta la caratteristica superficie ruvida.
- Essiccazione lenta a bassa temperatura, per un periodo compreso tra alcune ore e alcuni giorni a seconda del formato; l'essiccazione avviene tipicamente tra 40 e 80 °C secondo le fasi del disciplinare.
- Confezionamento all'interno dell'area IGP.
Stagionatura
- La Pasta di Gragnano IGP è un prodotto secco a lunga conservazione: non ha stagionatura in senso stretto.
- Può essere conservata per lunghi periodi in luogo fresco e asciutto, secondo le indicazioni riportate in etichetta.
Disciplinare
- La Pasta di Gragnano è tutelata dal Regolamento di esecuzione (UE) n. 1085/2013 del 13 ottobre 2013 che ne ha riconosciuto l'Indicazione Geografica Protetta.
- Il disciplinare, gestito dal Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano, definisce materie prime, tecniche di lavorazione, essiccazione, area di produzione e confezionamento.
- Il controllo è affidato a un organismo indipendente autorizzato dal Ministero dell'Agricoltura.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Ideale con sughi lunghi e strutturati: ragù napoletano, Genovese, sughi di pesce.
- Formati grandi (paccheri, ziti, candele) per preparazioni della cucina partenopea che richiedono formati capaci di trattenere il sugo.
- Formati lunghi (spaghetti, linguine) per condimenti a base di pomodoro, vongole, aglio-olio-peperoncino.
- Anche in preparazioni «in bianco» come pasta e ceci o pasta e patate (tradizione napoletana).
Conservazione
- Conservare in luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce, all'interno della confezione originale.
- Verificare la data di scadenza in etichetta e utilizzare il prodotto entro i termini indicati.
Curiosità
Gragnano è storicamente nota come «città della pasta» dal XVI secolo; nel XIX secolo le sue vie erano occupate da pasta stesa ad essiccare al sole.
Il Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano ha sede nel Comune di Gragnano e coordina i pastifici che aderiscono al disciplinare IGP.
Domande frequenti
- Perché la Pasta di Gragnano IGP e non DOP?
- L'Indicazione Geografica Protetta (IGP) è la denominazione che tutela prodotti la cui reputazione è legata a un territorio e almeno una fase produttiva avviene in un'area delimitata. Per la Pasta di Gragnano il disciplinare vincola all'area del Comune di Gragnano tutte le fasi principali di produzione e confezionamento, ma la materia prima — la semola di grano duro — può provenire da più aree, motivo per cui il riconoscimento europeo è IGP e non DOP.
- Che vantaggio ha la trafilatura al bronzo?
- Conferisce alla pasta una superficie ruvida che trattiene meglio i sughi, a differenza della trafilatura al teflon che produce una superficie liscia.
- Come riconoscere una Pasta di Gragnano IGP autentica?
- In etichetta devono essere presenti il logo IGP dell'Unione Europea, il marchio del Consorzio di Tutela, il numero identificativo del pastificio e la dicitura «Pasta di Gragnano IGP».
- Quali formati sono previsti?
- Il disciplinare ammette numerosi formati della tradizione gragnanese: paccheri, ziti, candele, mezzani, tortiglioni, fusilli, spaghetti, linguine e altri. L'elenco è indicato nel disciplinare depositato presso la Commissione Europea.
Fonti
- Unione Europea, Regolamento di esecuzione (UE) n. 1085/2013 — registrazione «Pasta di Gragnano» IGP — eur-lex.europa.eu. Consultato il 27 luglio 2026.
- Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano, Disciplinare e territorio IGP — www.consorziogragnanoigp.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco italiano DOP, IGP e STG — pasta e prodotti da forno — www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Comune di Gragnano, Gragnano, città della pasta — www.comune.gragnano.na.it. Consultato il 27 luglio 2026.
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Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.