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Piadina Romagnola IGP: disciplinare, formati e differenze territoriali

La Piadina Romagnola IGP è una sfoglia di farina di grano tenero, acqua, sale e grasso (strutto o olio extravergine di oliva), cotta su piastra. Il disciplinare distingue la tipologia classica, più spessa, e quella «alla Riminese», più sottile e di diametro maggiore.

Piadine romagnole IGP appena cotte con bolle scure sulla superficie
Piadine romagnole IGP appena cotte, impilate sulla piastra.

Caratteristiche del prodotto

  • Superficie chiara con bolle scure irregolari lasciate dalla piastra.
  • Consistenza morbida e pieghevole nella tipologia classica.
  • Spessore ridotto e diametro maggiore nella tipologia alla Riminese.
  • Sapore neutro e sapido, pensato per accogliere farciture.

Territorio di produzione

  • Zona di produzione limitata alle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e a parte della provincia di Bologna, secondo il disciplinare.
  • La piadina è radicata nella cultura alimentare quotidiana della Romagna, dalla costa all'entroterra.

Materie prime

  • Farina di grano tenero.
  • Acqua e sale.
  • Strutto oppure olio extravergine di oliva come materia grassa.
  • Agenti lievitanti ammessi in quantità limitata dal disciplinare.

Lavorazione

  1. Gli ingredienti vengono impastati fino a ottenere una massa liscia.
  2. L'impasto riposa, poi viene diviso in palline di peso costante.
  3. Ogni pallina viene stesa con il matterello o con macchine dedicate fino allo spessore previsto.
  4. La cottura avviene su piastra rovente, con foratura della superficie per evitare grandi bolle.

Stagionatura

  • Prodotto fresco: non è previsto alcun periodo di stagionatura.
  • Va consumato in giornata o conservato secondo le indicazioni della confezione.

Disciplinare

  • Indicazione Geografica Protetta registrata a livello europeo.
  • Il disciplinare fissa ingredienti ammessi, spessore e diametro delle due tipologie.
  • Le piadine industriali con ingredienti non previsti non possono usare la denominazione.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Farcita con Squacquerone di Romagna DOP e rucola, abbinamento classico.
  • Con prosciutto crudo, salumi e formaggi freschi.
  • Nella versione «cassone» o «crescione», ripiegata e farcita prima della cottura.
  • Come pane di accompagnamento a salumi e verdure.

Conservazione

  • Consumo preferibilmente immediato, ancora tiepida.
  • Le piadine confezionate si conservano secondo la data indicata e si riscaldano brevemente sulla piastra.
  • Il congelamento è possibile: vanno separate con carta forno.

Domande frequenti

Qual è la differenza fra piadina classica e alla Riminese?
La classica è più spessa e di diametro minore; quella alla Riminese è sottile e più larga. Entrambe rientrano nel disciplinare IGP.
Si può fare con l'olio invece dello strutto?
Sì: il disciplinare ammette sia lo strutto sia l'olio extravergine di oliva; cambia la fragranza del prodotto finito.
Che cos'è il crescione?
È la piadina ripiegata a mezzaluna e farcita prima della cottura, tipicamente con erbe di campo, zucca o formaggio.

Fonti

  • Commissione Europea — eAmbrosia, Piadina Romagnola / Piada Romagnola IGP — Registro europeo DOP/IGP ec.europa.eu. Consultato il 30 luglio 2026.
  • Fondazione Qualivita, Atlante Qualivita delle produzioni agroalimentari e vitivinicole DOP, IGP e STG www.qualivita.it. Consultato il 30 luglio 2026.
  • Regione Emilia-Romagna — Assessorato Agricoltura, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) dell'Emilia-Romagna agricoltura.regione.emilia-romagna.it. Consultato il 30 luglio 2026.

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Ultima revisione editoriale: 30 luglio 2026.