Ricotta forte pugliese: la ricotta fermentata dal sapore intenso
La ricotta forte pugliese (in dialetto «ricotta scanta») è una ricotta lavorata a lungo, salata e fatta fermentare per mesi in vasi di terracotta o vetro: pasta cremosa color avorio dal sapore forte, sapido e piccante. È un prodotto tradizionale (PAT) tipico di tutta la Puglia, con particolare diffusione nel Salento e nella provincia di Bari. Nasce dalla necessità di conservare la ricotta fresca in eccesso, trasformandola in un prodotto di lunga durata; oggi è un ingrediente amato della cucina pugliese tradizionale.

Caratteristiche del prodotto
- Consistenza cremosa, spatolabile, di colore avorio o giallo paglierino.
- Odore intenso, ammoniacale e caratteristico, che richiama i formaggi erborinati.
- Sapore forte, sapido, piccante, con note complesse e persistenti.
- Contenuto di sale elevato, funzionale alla conservazione.
- Prodotto artigianale: il profilo aromatico varia in funzione della durata della fermentazione (da 3 mesi a oltre un anno).
Territorio di produzione
- Diffusa in tutta la Puglia; particolarmente radicata nel Salento (province di Lecce, Brindisi, Taranto) e nella provincia di Bari.
- Produzione tradizionalmente casalinga e in piccoli caseifici artigianali.
- Iscrizione negli elenchi regionali dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Puglia.
Materie prime
- Ricotta fresca di latte ovino (di pecora) o bovino (di vacca), spesso in miscela.
- Sale marino grosso.
- Nessun'aggiunta di fermenti industriali: la fermentazione è spontanea e naturale.
Lavorazione
- Partenza da ricotta fresca ben scolata.
- Salatura con sale grosso e lavorazione manuale o meccanica per amalgamare.
- Trasferimento in vasi di terracotta o di vetro; compattamento senza aria residua.
- Fermentazione a temperatura ambiente per almeno 30-60 giorni; rimestatura periodica (settimanale) per uniformare la fermentazione.
- Prosecuzione della stagionatura fino a 3-12 mesi in ambienti freschi e umidi.
Stagionatura
- Fase iniziale (30-60 giorni): la ricotta inizia a sviluppare acidità e aromi caratteristici.
- Fase intermedia (3-6 mesi): sapore più intenso, colore che vira all'avorio-giallo.
- Stagionatura lunga (oltre 6 mesi): profilo pungente, complesso, con note di ammoniaca ben percepibili.
- Il prodotto commerciale è generalmente stagionato almeno 3-6 mesi.
Disciplinare
- La ricotta forte pugliese è iscritta nell'elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Puglia, ai sensi del D.M. 350/1999.
- Non è al momento riconosciuta come DOP o IGP dall'Unione Europea.
- Le tecniche di lavorazione seguono la tradizione, senza un disciplinare unico: ogni produttore mantiene la propria «madre» di fermentazione.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Su bruschette di pane pugliese, con un filo di olio EVO Terra d'Otranto DOP.
- In condimento per la pasta: cavatelli, orecchiette, spaghetti. La ricotta forte è sciolta a fine cottura, spesso con pomodoro fresco e origano.
- Nel ripieno di pasta fresca (ravioli, panzerotti al forno).
- In insalate rustiche, per dare intensità di sapore.
- Attenzione: usare in piccole quantità — il sapore è molto intenso e prevale su preparazioni delicate.
Conservazione
- Conservare in frigorifero (4-6 °C), in vaso di vetro ben chiuso.
- Coprire la superficie con un velo d'olio EVO per proteggere dall'ossidazione.
- Consumare entro 30-60 giorni dall'apertura del vaso.
- Prima del consumo, mescolare per uniformare la consistenza.
Curiosità
Il nome dialettale «ricotta scanta» significa «ricotta impazzita»: si riferisce al processo di fermentazione spontanea che «trasforma» la ricotta fresca in un prodotto molto diverso.
Come tutti i formaggi fermentati intensi, la ricotta forte è amata o odiata: ricorda l'atteggiamento verso i formaggi erborinati (Gorgonzola, Roquefort) o i formaggi puzzolenti d'oltralpe.
Ogni famiglia salentina o barese tradizionalmente conservava la propria «madre» di ricotta forte, tramandata di generazione in generazione come un lievito madre.
Domande frequenti
- Perché ha un sapore così forte?
- Il sapore intenso deriva dalla fermentazione spontanea prolungata (da 3 mesi a oltre un anno) e dall'elevato contenuto di sale. La fermentazione produce composti aromatici complessi, tra cui note ammoniacali caratteristiche.
- Come si mangia?
- Tradizionalmente su bruschette, come condimento per la pasta (in piccole dosi, a fine cottura), nel ripieno di pasta fresca o in insalate rustiche. Sempre in quantità moderate perché il sapore prevale su preparazioni delicate.
- È simile a un formaggio erborinato?
- L'intensità aromatica è comparabile a un Gorgonzola stagionato o a un Roquefort, ma senza l'erborinatura tipica di quei formaggi (la ricotta forte non contiene muffe). Il profilo aromatico è diverso: più cremoso e con note ammoniacali distintive.
- Si trova facilmente in commercio?
- In Puglia è disponibile in caseifici artigianali, macellerie e negozi di prodotti tipici. Fuori dalla Puglia è più raro: si trova in negozi specializzati in prodotti pugliesi o online, direttamente dai produttori.
- Si può fare in casa?
- Sì, ma richiede tempo (mesi di fermentazione) e attenzione (rimestatura periodica, controllo della temperatura). Molte famiglie salentine e baresi conservano ancora la tradizione familiare.
Fonti
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Puglia — www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026. Fonte istituzionale PAT.
- Regione Puglia — Assessorato Agricoltura, Elenco regionale PAT — latticini e formaggi — www.regione.puglia.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Accademia Italiana della Cucina, Ricettario della cucina regionale italiana — Puglia (voce ricotta forte) — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Slow Food — Atlante dei prodotti regionali, Ricotta forte pugliese — www.slowfood.it. Consultato il 27 luglio 2026.
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Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.