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Gramigna con la salsiccia: il primo piatto bolognese di ogni giorno

La gramigna è un formato di pasta corta e arricciata, forata al centro, tipico di Bologna e Modena. Il condimento classico è il sugo di salsiccia: la carne viene sbriciolata, rosolata e sfumata con vino bianco, con o senza pomodoro, poi mantecata con Parmigiano Reggiano.

Piatto di gramigna con sugo di salsiccia e Parmigiano grattugiato
Gramigna condita con sugo di salsiccia e Parmigiano Reggiano.
Origine
Bologna
Regione
Emilia-Romagna
Categoria
Primo piatto di pasta corta
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale della gramigna con la salsiccia

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 15 minCottura 35 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 400 g di gramigna (all'uovo o di semola)
  • 350 g di salsiccia fresca di suino
  • 1 cipolla dorata piccola
  • 1 carota piccola
  • 100 ml di vino bianco secco
  • 250 g di passata di pomodoro (facoltativa, per la versione rossa)
  • 150 ml di panna fresca (facoltativa, versione moderna)
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 60 g di Parmigiano Reggiano DOP grattugiato
  • Sale e pepe q.b.

Preparazione

  1. Tritare finemente cipolla e carota e farle appassire nell'olio a fuoco dolce per 8-10 minuti.

  2. Privare la salsiccia del budello, sbriciolarla e unirla al soffritto

    rosolare a fuoco vivo finché è ben colorita.

  3. Sfumare con il vino bianco e lasciar evaporare completamente

  4. Per la versione rossa, aggiungere la passata e cuocere 25 minuti a fuoco basso; per la versione bianca proseguire con poca acqua di cottura.

  5. Regolare di sale e pepe

    la salsiccia è già sapida, assaggiare prima di correggere.

  6. Lessare la gramigna in acqua salata, scolandola un minuto prima del tempo indicato.

  7. Saltare la pasta nel sugo con un mestolo di acqua di cottura

    se si sceglie la variante con panna, unirla ora a fuoco spento.

  8. Mantecare con il Parmigiano Reggiano e servire subito

La versione tradizionale prevede
  • gramigna (all'uovo o di semola)
  • salsiccia fresca di suino
  • dorata piccola
  • piccola
  • vino bianco secco
  • passata di pomodoro (facoltativa, per la versione rossa)
Storia e origine

Il formato che prende il nome dall'erba

Il nome deriva dalla somiglianza del formato con i rizomi dell'erba gramigna, che si intrecciano nel terreno.

È un formato relativamente recente rispetto alla pasta ripiena: si diffonde con i torchi domestici e poi con la produzione artigianale fra Otto e Novecento.

Le caratteristiche in breve

Formato corto e arricciato, con foro centrale che raccoglie il sugo.
Consistenza soda anche dopo la mantecatura.
Sugo di salsiccia dalla grana visibile: la carne non deve essere ridotta in crema.
Sapore ricco ma non pesante, con la sfumatura acida del vino bianco.

3 errori da evitare

  1. 01
    Non rosolare a sufficienza la salsiccia

    il sugo resta pallido e privo di sapore.

  2. 02
    Sfumare con vino rosso

    altera l'equilibrio del piatto, che vuole un bianco secco.

  3. 03
    Salare senza assaggiare

    la salsiccia contiene già sale.

Abbinamenti

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC con la versione rossa.
Colli Bolognesi Pignoletto DOCG con la versione bianca.

Domande frequenti

La panna fa parte della ricetta tradizionale?

No: è un'aggiunta della ristorazione del secondo Novecento. La versione storica prevede salsiccia, soffritto, vino bianco ed eventualmente pomodoro.

Meglio gramigna all'uovo o di semola?

Entrambe sono usate. Quella all'uovo, tipica dei pastifici emiliani, ha una superficie più porosa e trattiene meglio il sugo.

Che salsiccia usare?

Salsiccia fresca di suino, non stagionata e non affumicata, con una buona quota di grasso per dare morbidezza al sugo.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Emilia-Romagna — Assessorato Agricoltura, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) dell'Emilia-Romagna agricoltura.regione.emilia-romagna.it. Consultato il 30 luglio 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario della cucina regionale italiana — Emilia-Romagna www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 30 luglio 2026.

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Ultima revisione editoriale: 30 luglio 2026.