Mostaccioli leccesi: il biscotto speziato delle feste patronali del Salento
I mostaccioli leccesi (in dialetto «mustazzoli») sono biscotti romboidali molto speziati, aromatizzati con cannella, chiodi di garofano, cacao, mandorle tostate e scorza d'arancia, ricoperti da una glassa scura di cioccolato fondente. Sono il dolce simbolo delle fiere e delle feste patronali del Salento: si preparano soprattutto in autunno e per la festa di Sant'Oronzo (fine agosto) e per la fiera del Santo Natale a Lecce.

Ricetta tradizionale dell'Mostaccioli (mustazzoli) leccesi
Ingredienti e procedimento per 4 persone.
Ingredienti
Per 4 persone
- 500 g di farina 00
- 300 g di zucchero
- 150 g di miele di fichi o di zagara (in alternativa: mosto cotto)
- 150 g di mandorle intere tostate
- 50 g di cacao amaro
- 1 cucchiaino di cannella in polvere
- 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
- 1 scorza di arancia grattugiata
- 1 bustina di ammoniaca per dolci (o lievito in polvere)
- Latte tiepido q.b.
- 300 g di cioccolato fondente per la glassa
Preparazione
- Setacciare farina, cacao, spezie, lievito
Aggiungere zucchero, miele e scorza d'arancia; impastare aggiungendo latte tiepido fino a un composto sodo. Incorporare le mandorle intere tostate.
Stendere l'impasto sulla spianatoia con il matterello, spessore 1,5 cm.
- Con una rotella o un coltello ricavare rombi di 6-8 cm di diagonale
- Disporre i mostaccioli su teglia rivestita di carta da forno
cuocere a 180 °C in forno statico per 15-18 minuti.
- Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria
immergervi i mostaccioli freddi uno alla volta e riporli su una griglia per far scolare l'eccesso e solidificare la glassa.
Lasciare asciugare la glassa a temperatura ambiente per almeno 2 ore prima di consumare o confezionare.
- farina 00
- zucchero
- miele di fichi o di zagara (in alternativa: mosto cotto)
- mandorle intere tostate
- cacao amaro
- cannella in polvere
Da Amatrice a Roma
Il termine «mostacciolo» deriva dal latino «mustaceum», dolce di età romana citato da Catone («De agri cultura») come biscotto rituale a base di mosto d'uva, farina, formaggio e alloro. Nel Medioevo e in età moderna il dolce si trasforma, mantenendo il nome ma cambiando ingredienti: nel Salento acquisisce spezie orientali, cacao, mandorle e la glassa scura al cioccolato.
La forma romboidale è tratto distintivo della versione leccese, così come l'uso di spezie forti (cannella, chiodi di garofano) e di scorza d'arancia. Il mostacciolo diventa nel Novecento il dolce simbolo delle fiere e delle feste patronali del Salento: banchi allestiti sotto le luminarie, dolci in mostra a piramide, vendita a peso.
- Età romanaCatone descrive il «mustaceum», dolce rituale con mosto d'uva e alloro, antenato del mostacciolo.
- Medioevo-Età modernaNel Salento il dolce si arricchisce di spezie orientali, cacao e mandorle.
- XX sec.Il mostacciolo diventa dolce simbolo delle fiere e delle feste patronali salentine.
Le caratteristiche in breve
4 errori da evitare
- 01Cottura eccessiva
i mostaccioli devono restare morbidi al centro, si induriscono seccando negli 1-2 giorni successivi.
- 02Glassa troppo liquida
se il cioccolato è troppo fluido non aderisce bene. Va temperato a 30-32 °C.
- 03Omettere le spezie forti
senza cannella e chiodi di garofano il mostacciolo perde la sua identità.
- 04Usare mandorle tritate al posto delle intere
cambia consistenza e presentazione.
Domande frequenti
Sono lo stesso dei mostaccioli napoletani?
No. I mostaccioli napoletani sono dolci natalizi ripieni di marmellata o pasta di mandorle, glassati al cioccolato ma di forma diversa (romboidali più grandi) e senza le stesse spezie. Il mostacciolo leccese è più speziato, con mandorle intere nell'impasto e legato alle feste patronali salentine, non specificamente al Natale.
Perché si mangiano alle fiere?
Il mostacciolo è tradizionalmente venduto ai banchi allestiti durante le feste patronali del Salento e le fiere di paese. Le pile di mostaccioli sotto le luminarie sono uno dei tratti visivi delle feste religiose salentine.
Si conservano a lungo?
Sì. Conservati in scatola di latta a temperatura ambiente, si mantengono per settimane grazie all'assenza di uova e alla lieve cottura.
Perché sono romboidali?
La forma romboidale è tratto distintivo del mostacciolo leccese; nasce dalla praticità del taglio a rombo dell'impasto steso, ma è diventata elemento identitario del dolce.
Fonti
- Regione Puglia — Assessorato Agricoltura, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Puglia — www.regione.puglia.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco italiano dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — settore dolciario — www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Comune di Lecce — Turismo, Sant'Oronzo, feste patronali e dolci di tradizione salentina — www.comune.lecce.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Accademia Italiana della Cucina, Ricettario della cucina regionale italiana — Puglia (voce mostaccioli) — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 27 luglio 2026.
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