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Mostaccioli leccesi: il biscotto speziato delle feste patronali del Salento

I mostaccioli leccesi (in dialetto «mustazzoli») sono biscotti romboidali molto speziati, aromatizzati con cannella, chiodi di garofano, cacao, mandorle tostate e scorza d'arancia, ricoperti da una glassa scura di cioccolato fondente. Sono il dolce simbolo delle fiere e delle feste patronali del Salento: si preparano soprattutto in autunno e per la festa di Sant'Oronzo (fine agosto) e per la fiera del Santo Natale a Lecce.

Mostaccioli leccesi romboidali glassati al cioccolato fondente su piatto di ceramica
Mostaccioli leccesi romboidali glassati al cioccolato fondente. · Redazione Piatto Tipico · Licenza riservata — uso editoriale su Piatto Tipico
Origine
Lecce, Lecce
Regione
Puglia
Categoria
Biscotti da fiera
Certificazione
PAT — Regione Puglia
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dell'Mostaccioli (mustazzoli) leccesi

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 40 minCottura 18 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 500 g di farina 00
  • 300 g di zucchero
  • 150 g di miele di fichi o di zagara (in alternativa: mosto cotto)
  • 150 g di mandorle intere tostate
  • 50 g di cacao amaro
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 1 scorza di arancia grattugiata
  • 1 bustina di ammoniaca per dolci (o lievito in polvere)
  • Latte tiepido q.b.
  • 300 g di cioccolato fondente per la glassa

Preparazione

  1. Setacciare farina, cacao, spezie, lievito

    Aggiungere zucchero, miele e scorza d'arancia; impastare aggiungendo latte tiepido fino a un composto sodo. Incorporare le mandorle intere tostate.

  2. Stendere l'impasto sulla spianatoia con il matterello, spessore 1,5 cm.

  3. Con una rotella o un coltello ricavare rombi di 6-8 cm di diagonale

  4. Disporre i mostaccioli su teglia rivestita di carta da forno

    cuocere a 180 °C in forno statico per 15-18 minuti.

  5. Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria

    immergervi i mostaccioli freddi uno alla volta e riporli su una griglia per far scolare l'eccesso e solidificare la glassa.

  6. Lasciare asciugare la glassa a temperatura ambiente per almeno 2 ore prima di consumare o confezionare.

La versione tradizionale prevede
  • farina 00
  • zucchero
  • miele di fichi o di zagara (in alternativa: mosto cotto)
  • mandorle intere tostate
  • cacao amaro
  • cannella in polvere
Storia e origine

Da Amatrice a Roma

Il termine «mostacciolo» deriva dal latino «mustaceum», dolce di età romana citato da Catone («De agri cultura») come biscotto rituale a base di mosto d'uva, farina, formaggio e alloro. Nel Medioevo e in età moderna il dolce si trasforma, mantenendo il nome ma cambiando ingredienti: nel Salento acquisisce spezie orientali, cacao, mandorle e la glassa scura al cioccolato.

La forma romboidale è tratto distintivo della versione leccese, così come l'uso di spezie forti (cannella, chiodi di garofano) e di scorza d'arancia. Il mostacciolo diventa nel Novecento il dolce simbolo delle fiere e delle feste patronali del Salento: banchi allestiti sotto le luminarie, dolci in mostra a piramide, vendita a peso.

  1. Età romana
    Catone descrive il «mustaceum», dolce rituale con mosto d'uva e alloro, antenato del mostacciolo.
  2. Medioevo-Età moderna
    Nel Salento il dolce si arricchisce di spezie orientali, cacao e mandorle.
  3. XX sec.
    Il mostacciolo diventa dolce simbolo delle fiere e delle feste patronali salentine.

Le caratteristiche in breve

Forma romboidale di circa 6-8 cm di diagonale, spessore 1,5-2 cm.
Impasto scuro e molto profumato di spezie: cannella, chiodi di garofano, cacao amaro.
Presenza di mandorle intere tostate e scorza d'arancia grattugiata.
Glassa spessa e lucida di cioccolato fondente che ricopre completamente la superficie.
Consistenza compatta ma non dura: il morso è deciso, con aroma persistente di spezie e cioccolato.

4 errori da evitare

  1. 01
    Cottura eccessiva

    i mostaccioli devono restare morbidi al centro, si induriscono seccando negli 1-2 giorni successivi.

  2. 02
    Glassa troppo liquida

    se il cioccolato è troppo fluido non aderisce bene. Va temperato a 30-32 °C.

  3. 03
    Omettere le spezie forti

    senza cannella e chiodi di garofano il mostacciolo perde la sua identità.

  4. 04
    Usare mandorle tritate al posto delle intere

    cambia consistenza e presentazione.

Domande frequenti

Sono lo stesso dei mostaccioli napoletani?

No. I mostaccioli napoletani sono dolci natalizi ripieni di marmellata o pasta di mandorle, glassati al cioccolato ma di forma diversa (romboidali più grandi) e senza le stesse spezie. Il mostacciolo leccese è più speziato, con mandorle intere nell'impasto e legato alle feste patronali salentine, non specificamente al Natale.

Perché si mangiano alle fiere?

Il mostacciolo è tradizionalmente venduto ai banchi allestiti durante le feste patronali del Salento e le fiere di paese. Le pile di mostaccioli sotto le luminarie sono uno dei tratti visivi delle feste religiose salentine.

Si conservano a lungo?

Sì. Conservati in scatola di latta a temperatura ambiente, si mantengono per settimane grazie all'assenza di uova e alla lieve cottura.

Perché sono romboidali?

La forma romboidale è tratto distintivo del mostacciolo leccese; nasce dalla praticità del taglio a rombo dell'impasto steso, ma è diventata elemento identitario del dolce.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Puglia — Assessorato Agricoltura, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Puglia www.regione.puglia.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco italiano dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — settore dolciario www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Comune di Lecce — Turismo, Sant'Oronzo, feste patronali e dolci di tradizione salentina www.comune.lecce.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario della cucina regionale italiana — Puglia (voce mostaccioli) www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 27 luglio 2026.

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Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.