
Maritozzo
Panino lievitato dolce tipico della pasticceria romana, farcito con panna montata fresca.
Leggi la scheda →I dolci della tradizione italiana: specialità regionali, ingredienti distintivi e ricette che raccontano il territorio.

Panino lievitato dolce tipico della pasticceria romana, farcito con panna montata fresca.
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Dolce fritto o al forno della tradizione romana, tipico del 19 marzo (festa di San Giuseppe): bignè di pasta choux farciti con crema pasticcera.
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Dolce di Natale della tradizione capitolina: frutta secca, uvetta, canditi, miele e copertura dorata. Iscritto nei PAT del Lazio.
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Biscotti secchi della tradizione laziale (Castelli Romani, Ciociaria, Tuscia): farina, olio, vino bianco o rosso, semi di finocchio o anice.
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Il dolce simbolo del Ghetto di Roma: pasta frolla chiusa, ricotta di pecora e confettura di visciole (amarene selvatiche).
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Dolce tradizionale della Pasqua a Napoli: crostata di frolla con ripieno di ricotta di pecora, grano cotto nel latte, canditi e fiori d'arancio (PAT Campania).
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Dolce simbolo della pasticceria napoletana, nelle due versioni classiche riccia e frolla, con ripieno di ricotta, semola, canditi e fiori d'arancio.
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Piccola tortina di frolla ripiena di crema pasticcera, servita tiepida: dolce simbolo del Salento e della pasticceria leccese.
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Dolce natalizio a forma di rosa di pasta sottile fritta, ricoperto di vincotto di uva o di fichi o di miele: tradizione diffusa in tutta la Puglia (PAT).
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Biscotti romboidali speziati (cannella, chiodi di garofano, cacao) ricoperti da glassa scura al cioccolato: dolce tipico delle fiere e delle feste patronali del Salento.
Leggi la scheda →Dolce al cucchiaio di savoiardi inzuppati nel caffè, crema di mascarpone e uova e cacao amaro: la ricostruzione più documentata lo fa nascere a Treviso negli anni Sessanta-Settanta, mentre il Friuli-Venezia Giulia ne rivendica una paternità alternativa.
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Dolce a forma di cupola di semolino, mandorle e cioccolato fondente, celebrato da Gabriele D'Annunzio nel 1926: simbolo della pasticceria pescarese.
Leggi la scheda →Cialde sottili di uova, farina, zucchero e olio cotte tra due ferri incisi a mano: dolce simbolo delle case abruzzesi, comune in tutte e quattro le province.
Leggi la scheda →Torta di pan di spagna a tre cupole farcita di crema pasticcera, tipica della pasticceria di Guardiagrele (Chieti): «Le tre sise» richiamano le colline circostanti.
Leggi la scheda →Semifreddo di Sulmona con pan di spagna, mandorle tostate, cioccolato fondente, cannella e canditi: dolce storico della Valle Peligna.
Leggi la scheda →Pasticcini di frolla ripieni di cioccolato fondente, mandorle tostate e cannella: dolce tipico della Frentania (Chieti).
Leggi la scheda →Dolce di Carnevale a corona formato da palline di pasta fritte, legate col miele caldo e decorate con confettini: diffuso in tutto l'Appennino abruzzese.
Leggi la scheda →Ravioli dolci fritti ripieni di castagne, ceci, mandorle, cioccolato e mosto cotto: dolci di Natale della tradizione abruzzese.
Leggi la scheda →Dolce natalizio speziato con miele, noci, mandorle, canditi, pepe nero e cioccolato, diffuso nelle aree interne dell'Aquilano e della Marsica.
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Scorza di pasta fritta a forma di tubo, riempita al momento con ricotta di pecora zuccherata, decorata con pistacchio di Bronte, canditi e cioccolato: simbolo mondiale della pasticceria siciliana.
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Torta a base di pan di Spagna, ricotta di pecora zuccherata, pasta reale (marzapane) verde e frutta candita in decorazione barocca: eredità arabo-normanna della pasticceria palermitana.
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Cristalli finissimi di ghiaccio aromatizzato (limone, mandorla, gelso, pistacchio, caffè), consumata al mattino con la brioche col tuppo: rito estivo di Catania e Messina.
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Grande ciambella di pasta frolla ripiena di fichi secchi, uvetta, mandorle, canditi, cioccolato e spezie: dolce natalizio simbolo delle pasticcerie palermitane.
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Frutta di pasta reale (marzapane di mandorle) modellata e dipinta per imitare frutti veri: dolce della festa dei Morti (2 novembre), nato nel monastero della Martorana a Palermo.
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Frittelle soffici di pasta lievitata fritte, farcite con crema di ricotta di pecora, decorate con canditi e pistacchio di Bronte: dolce del 19 marzo (festa del papà).
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Piccolo lievitato a forma di fungo, imbevuto di sciroppo al rum, servito con panna o crema pasticcera: dolce simbolo di Napoli dal Settecento.
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Ciambelline di pasta choux fritte o al forno, farcite con crema pasticcera e amarena, preparate per la festa del papà il 19 marzo.
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Palline di pasta fritta legate con miele caldo, decorate con codette colorate e canditi: dolce tradizionale del Natale campano.
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Dolce senza farina a base di mandorle e cioccolato fondente, dalla superficie crepata e dal cuore umido: nato per caso a Capri.
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Torta di Carnevale a base di semolino, ricotta, uova e aromi di limone e fiori d'arancio: dolce contadino di origine antichissima.
Leggi la scheda →Crema di cioccolato fondente aromatizzata con cannella e canditi, servita con savoiardi: dolce tradizionale del Carnevale (versione moderna senza sangue).
Leggi la scheda →Biscotti duri a forma di ciambella con mandorle, canditi e pisto (mix di spezie): dolce natalizio partenopeo di antica tradizione monastica.
Leggi la scheda →Cupoletta di pan di Spagna imbevuta di limoncello, farcita e ricoperta di crema al limone: dolce moderno della Costiera Amalfitana.
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Piccole frittelle di pasta lievitata fritte, servite dolci con miele o vincotto e zucchero, o salate con acciughe e cavolfiori: dolce dell'Immacolata.
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Piccoli gnocchetti dolci fritti, ricoperti di miele caldo e confettini colorati: dolce natalizio salentino imparentato con gli struffoli.
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Rotolini di frittata sottile arrotolati su ripieno di ricotta zuccherata e cioccolato, spolverati di cannella: dolce pasquale pugliese.
Leggi la scheda →Dolce al cucchiaio con savoiardi bagnati nell'alchermes alternati a crema pasticcera e crema al cioccolato, diffuso fra Ferrara, Bologna e la Romagna.
Leggi la scheda →Torta ferrarese di cioccolato fondente, burro e uova: crosta sottile e cuore umido e cremoso, senza lievito.
Leggi la scheda →Panspeziale natalizio bolognese con miele, mandorle, canditi, cioccolato e mostarda, lucidato a specchio e fatto riposare settimane prima del consumo.
Leggi la scheda →Dolce di Vignola a base di cacao, caffè e mandorle, dal cuore molto umido. La ricetta è di proprietà della pasticceria che l'ha creata e non è divulgata.
Leggi la scheda →Dolce natalizio ferrarese con mandorle, frutta candita, spezie e pepe, ricoperto di cioccolato fondente. Riconosciuto come IGP.
Leggi la scheda →Ciambellone compatto da inzuppo, con granella di zucchero in superficie: si accompagna tradizionalmente all'Albana passito o al vino da dessert.
Leggi la scheda →Mezzelune di pasta frolla ripiene di mostarda bolognese (confettura di mele cotogne), tipiche della festa di San Giuseppe.
Leggi la scheda →Ravioli dolci romagnoli ripieni di saba (mosto cotto) e castagne o mostarda, fritti o al forno, legati al periodo di Natale e Carnevale.
Leggi la scheda →Dolce da inzuppo modenese a forma di esse, di pasta compatta e poco dolce, tradizionalmente bagnato nel lambrusco.
Leggi la scheda →Sfoglie sottili di Carnevale fritte e spolverate di zucchero a velo, chiamate altrove chiacchiere o frappe.
Leggi la scheda →Due cialde sottili di ostia che racchiudono un ripieno caldo di miele, noci e mandorle: dolce identitario di Agnone, in Alto Molise.
Leggi la scheda →Confetti a superficie irregolare ottenuti per lente colature di zucchero sulla mandorla, legati alla tradizione confettiera dell'Alto Molise.
Leggi la scheda →Cialde croccanti cotte fra due piastre incise, profumate all'anice o al limone: dolce delle ricorrenze in molti paesi del Molise.
Leggi la scheda →Fagottini di pasta frolla ripieni di confettura d'uva o di amarene, noci e mosto cotto, preparati per il Natale.
Leggi la scheda →Palline di pasta fritte grandi come ceci, legate con miele caldo e composte a ciambella: dolce di Carnevale dell'Italia centro-meridionale, molto radicato in Molise.
Leggi la scheda →Nastri di pasta all'uovo arrotolati a spirale, fritti e immersi nel miele: dolce natalizio del Basso Molise.
Leggi la scheda →Involucro di pasta che racchiude un ripieno di formaggio fresco, uova e zucchero, cotto in forno: dolce pasquale diffuso fra Molise e Abruzzo.
Leggi la scheda →Biscotti secchi di mandorle, cacao e liquore, dalla superficie screpolata: dolce natalizio di Avigliano, in provincia di Potenza, privo di lievito e di grassi aggiunti.
Leggi la scheda →Mezzelune di pasta sottile ripiene di crema di castagne o ceci, cacao e cannella, fritte e spolverate di zucchero: dolce del Natale lucano.
Leggi la scheda →Biscotti di farina, miele o mosto cotto e spezie, spesso glassati al cioccolato: preparati per le feste patronali e per il periodo natalizio.
Leggi la scheda →Piccoli fagottini di pasta frolla ripieni di mandorle tostate, cacao e liquore, tipici di Pisticci nel Materano.
Leggi la scheda →Croccante sottile di mandorle o noci e miele cotto, steso fra due ostie o su foglie di limone: dolce delle fiere e delle sagre.
Leggi la scheda →Ciambelline di pasta lessata e poi cotta al forno, ricoperte da una glassa bianca di zucchero e albume: dolce di Pasqua e delle ricorrenze familiari.
Leggi la scheda →Fagottino di pasta di semola ripieno di carne di maiale, pecora o vitello con patate e pepe, cotto al forno: specialità salata di Rotonda, nel Parco del Pollino, consumata come rustico da forno.
Leggi la scheda →Semifreddo modellato a mano con due gelati — nocciola e cioccolato — e un cuore di cioccolato fuso, rivestito di cacao amaro: nato nella piazza di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia.
Leggi la scheda →Rosa di sfoglie sottili arrotolate con noci, uvetta, miele, mosto cotto e spezie, cotta al forno: dolce natalizio di San Giovanni in Fiore, in Sila.
Leggi la scheda →Biscotti duri di farina e miele modellati a mano in figure simboliche — pesci, cavalli, cuori, la 'panara' — tipici di Soriano Calabro.
Leggi la scheda →Ciambella o figura di pasta dolce con uova sode incastonate e fermate da strisce di impasto, regalata ai figliocci nel periodo pasquale.
Leggi la scheda →Ravioli dolci fritti ripieni di ricotta zuccherata e cannella o di marmellata d'uva, spolverati di zucchero: dolce di Natale e Carnevale.
Leggi la scheda →Fichi essiccati aperti e composti a croce con noci, scorza d'agrume e chiodi di garofano, cotti brevemente al forno: dolce natalizio del Cosentino.
Leggi la scheda →Sottili nastri di pasta all'uovo intrecciati o attorcigliati e fritti, profumati all'anice o al vino cotto: dolce natalizio della provincia di Reggio.
Leggi la scheda →Biscotti morbidi di farina, miele e spezie ricoperti di cioccolato fondente o glassa bianca, preparati per il Natale nel Reggino.
Leggi la scheda →Dolce lievitato a chiocciola con ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa e scorze d'agrume: tipico delle Valli del Natisone e delle feste.
Leggi la scheda →Piccoli fagottini con lo stesso ripieno della gubana, fritti (strucchi fritti) o cotti al forno (strucchi lessi): dolce da fine pasto delle valli orientali.
Leggi la scheda →Dolce triestino di pasta sfoglia croccante, arrotolata a spirale attorno a un ricco ripieno di frutta secca, uvetta, spezie e rum: è legato soprattutto alla Pasqua.
Leggi la scheda →Dolce lievitato, alto e soffice, arrotolato con un ricco ripieno di noci, uvetta, cioccolato e rum: tipico delle festività fra Trieste, Gorizia e la tradizione slovena.
Leggi la scheda →Pane dolce lievitato a lungo, profumato con rum e scorza di limone, inciso a raggiera sulla superficie: dolce di Pasqua di Trieste.
Leggi la scheda →Biscotti di pasta frolla friabile a forma di S, prodotti a Raveo, in Carnia, secondo una ricetta ottocentesca.
Leggi la scheda →Piccole paste di mandorla in tre colori — bianco, rosa e marrone — preparate per il periodo di Ognissanti a Trieste.
Leggi la scheda →Sfoglia tirata sottile e arrotolata con mele, uvetta, pinoli, cannella e pangrattato tostato: dolce di casa dell'area friulana e giuliana, di matrice mitteleuropea.
Leggi la scheda →Dolce lievitato basso e compatto con uvetta, canditi, pinoli e semi di finocchio, aromatizzato con acqua di fiori d'arancio e marsala: dolce natalizio simbolo di Genova, nella versione alta e in quella bassa.
Leggi la scheda →Biscotti friabili a forma di fiore con un foro centrale, ricoperti da zucchero a velo, a base di farina, burro, uova sode e vino bianco: dolce da forno diffuso in tutta la Liguria.
Leggi la scheda →Crema pasticcera densa raffreddata a stampo, tagliata a losanghe, impanata e fritta: dolce delle feste della tradizione genovese, servito caldo e croccante fuori, morbido dentro.
Leggi la scheda →Torta a cupola di pan di Spagna imbevuto di alchermes e rum, farcita con crema al burro e zabaione: dolce da pasticceria genovese nato nell'Ottocento.
Leggi la scheda →Torta bassa di farina di castagne, acqua, olio extravergine, pinoli e rosmarino, cotta in forno fino a una superficie screpolata: dolce autunnale dell'entroterra ligure.
Leggi la scheda →Torta bassa e compatta di riso cotto nel latte, uova, zucchero e scorza di limone, con superficie dorata: dolce casalingo diffuso in tutta la Liguria, spesso preparato per recuperare il riso avanzato.
Leggi la scheda →Dolce lievitato natalizio milanese a lunga lievitazione con lievito madre, arricchito da uvetta e canditi: uno dei dolci italiani più celebri al mondo.
Leggi la scheda →Torta friabile mantovana di farina di mais e mandorle, spessa e granulosa, tradizionalmente spezzata a mano e non tagliata a fette.
Leggi la scheda →Torrone di miele, albume e mandorle tostate, racchiuso tra ostie: dolce storico legato ai matrimoni rinascimentali della corte cremonese.
Leggi la scheda →Torta soffice pavese di burro, uova, farina e fecola, dalla ricetta ottocentesca creata nel laboratorio dolciario Vigoni di Pavia.
Leggi la scheda →Pane dolce lievitato della Valtellina, morbido e profumato di burro e scorza di limone, tradizionale delle festività pasquali.
Leggi la scheda →Biscotti secchi a base di mandorle dolci e amare e albume montato, dalla crosta croccante e il cuore morbido, nati a Saronno nell'Ottocento.
Leggi la scheda →Torta bergamasca di pan di Spagna, crema al burro e cioccolato, dedicata al compositore Gaetano Donizetti.
Leggi la scheda →Dolce bergamasco a forma di semisfera dorata: pan di Spagna farcito di crema e nocciola, ricoperto di pasta di mandorle color polenta e piccoli "uccellini" di cioccolato.
Leggi la scheda →Dolce natalizio compatto a base di fichi secchi, uva passa, noci, mandorle, cacao e canditi, legati con poco pane e cotto al forno: ricetta antica diffusa in tutta la regione con molte varianti locali.
Leggi la scheda →Fagottini di pasta frolla o sfoglia ripieni di formaggio pecorino fresco, uova e zucchero, fritti o cotti al forno: dolce (o salato) pasquale tipico del Maceratese e del Fermano.
Leggi la scheda →Dolcetti fritti di pasta a base di mosto cotto o vino cotto, farina e olio, dalla forma allungata: diffusi nel Piceno soprattutto nel periodo di vendemmia e nelle feste autunnali.
Leggi la scheda →Dolce pasquale a forma di serpente attorcigliato, ripieno di mandorle, cacao e canditi: la tradizione più nota è quella di Fano, dove viene preparato ancora nei forni artigianali.
Leggi la scheda →Piccole ciambelle secche impastate con vino bianco o rosso, olio e zucchero: biscotti semplici da inzuppo diffusi in tutta la regione e legati alla tradizione vinicola locale.
Leggi la scheda →Pane dolce lievitato con uova, formaggio grattugiato e canditi, cotto in stampi alti a forma di cupola: si prepara la Settimana Santa e si mangia con il salame la mattina di Pasqua.
Leggi la scheda →Losanghe di pasta sottile fritte e spolverate di zucchero a velo, insaporite con anice o vino bianco: dolce di Carnevale comune a tutta la fascia adriatica marchigiana.
Leggi la scheda →Biscotti rustici di farina di mais e di grano, uvetta, noci e fichi secchi, cotti al forno: dolce contadino dell'entroterra, legato al periodo della vendemmia e della raccolta.
Leggi la scheda →Ciambella dolce a base di pane arricchito con uvetta, canditi, pinoli e semi di anice, preparata per la festa del patrono di Perugia il 29 gennaio: tradizione che risale al Medioevo.
Leggi la scheda →Rotolo di pasta sfogliata ripieno di mele, noci, uvetta, fichi secchi e cannella, arrotolato a spirale e cotto al forno: dolce autunnale diffuso soprattutto nell'Assisano e nel Folignate.
Leggi la scheda →Dolce a spirale di pasta sfoglia sottilissima farcita con mandorle, cacao, uvetta e liquore, arrotolata su se stessa come un serpente attorcigliato: specialità dolciaria di Todi.
Leggi la scheda →Piccoli rombi di pasta di zucchero cotta con pinoli tritati, in versione bianca e al cacao: dolce natalizio tradizionale di Perugia, spesso confezionato in coppie dei due colori.
Leggi la scheda →Variante folignate della rocciata, con pasta arrotolata a forma di serpente farcita di frutta secca e mele: dolce delle feste patronali, decorato con zucchero a velo.
Leggi la scheda →Antico dolce natalizio a base di maccheroni conditi con un composto di noci, cacao, cannella e talvolta prosciutto, e passati al forno: ricetta contadina quasi scomparsa, oggi recuperata da alcune famiglie del Perugino.
Leggi la scheda →Ciambella pasquale rossa all'Alchermes con glassa bianca e codette colorate, dalla forma che ricorda i quattro rioni di Perugia: il dolce simbolo della città, legato a un'antica leggenda popolare.
Leggi la scheda →Grande raviolo di semola e strutto ripieno di formaggio fresco acidulo e scorza di limone, fritto e ricoperto di miele amaro: il dolce simbolo della Sardegna, detto anche sebadas.
Leggi la scheda →Cestini di pasta sottile con ripieno di ricotta o formaggio fresco, zafferano, scorza d'agrume e uva passa, cotti al forno: dolce pasquale del Campidano, chiamato casadinas nel Nord dell'isola.
Leggi la scheda →Biscotti a rombo di pasta ricca di uva passa ("papassa"), mandorle e noci, ricoperti di glassa bianca e confettini: dolce di Ognissanti diffuso in tutta l'isola con il nome di pabassinas.
Leggi la scheda →Dolcetti morbidi di mandorle dolci e amare, zucchero e albume, cotti al forno e avvolti in carta velina: preparazione diffusa nell'Oristanese e nel Sarcidano, servita nelle feste.
Leggi la scheda →Torrone bianco di miele, albume e mandorle o nocciole lavorato a lungo in caldaia senza zuccheri aggiunti: specialità storica di Tonara, in Barbagia di Belvì.
Leggi la scheda →Scorze d'arancia tagliate a filetti candite nel miele con mandorle a lamelle, servite in pirottini: dolce storico di Nuoro legato alle nozze e alle grandi ricorrenze.
Leggi la scheda →Palline di pasta di mandorle profumate al limone e ricoperte di glassa di zucchero, avvolte in carta colorata: dolce di Ozieri, nel Logudoro, tipico dei matrimoni.
Leggi la scheda →Palline di pasta di mandorle aromatizzate all'acqua di fiori d'arancio o al limone, incartate come caramelle: dolce da cerimonia del Campidano, detto anche sospiros in area logudorese.
Leggi la scheda →Nastri di pasta sottile intrecciati a ferro di cavallo e ripieni di sapa o miele con mandorle e scorze d'agrume: dolce delle feste del Logudoro e del Sassarese.
Leggi la scheda →Dolce lievitato a forma di stella tronco-conica, ricco di burro e uova e privo di canditi, spolverato di zucchero a velo: nato a Verona a fine Ottocento, è oggi uno dei dolci natalizi simbolo d'Italia.
Leggi la scheda →Grande dolce lievitato a cupola, simile a un panettone senza canditi ma più burroso e profumato di scorza d'agrume: si prepara per Pasqua nel Veronese e nel Vicentino.
Leggi la scheda →Torta friabile di pasta frolla alle mandorle, cotta in una sola sfoglia spessa e spezzata a mano a tavola invece di essere tagliata: dolce tradizionale della Marca trevigiana.
Leggi la scheda →Biscotti rustici di farina di mais e frumento con uvetta ammollata nella grappa, dal caratteristico colore giallo ("zaeti" in veneziano): dolce da credenza dei bacari veneziani.
Leggi la scheda →Sottilissimi biscotti da colazione ricavati da un filoncino lievitato tagliato a fette e ribiscottato al forno: dolce storico veneziano, un tempo imbarcato sulle navi per la lunga conservazione.
Leggi la scheda →Dolce rustico di farina di mais e frumento con frutta secca, uvetta, fichi e semi di finocchio, cotto tradizionalmente per l'Epifania e in origine bruciato nei falò del "pan e vin".
Leggi la scheda →Frittelle di pasta lievitata con uvetta, pinoli e scorza di limone, fritte e spolverate di zucchero: il dolce di Carnevale più antico di Venezia, documentato già dal Cinquecento.
Leggi la scheda →Sottili sfoglie di pasta dolce fritte fino a diventare croccanti e spolverate di zucchero a velo: le chiacchiere di Carnevale del Veneto, dette anche crostoli nel Trevigiano e nel Bellunese.
Leggi la scheda →Biscotti da credenza a forma di S, friabili e burrosi, tipici dell'isola di Burano: si servono tradizionalmente inzuppati nel vino dolce o nello zabaione.
Leggi la scheda →Involucro di pasta sottilissima farcito con mele, uvetta, pinoli e cannella, cotto al forno: dolce simbolo dell'Alto Adige, diretto discendente dell'Apfelstrudel di tradizione asburgica.
Leggi la scheda →Dolce natalizio compatto a base di frutta secca e canditi legati con poco impasto di farina e lievito, aromatizzato con grappa e spezie: tradizione delle famiglie sudtirolesi per le feste.
Leggi la scheda →Frittata dolce con mele a fette cotte nell'impasto di uova e farina, spolverata di zucchero: dolce contadino trentino consumato spesso a merenda.
Leggi la scheda →Losanghe di pasta sottile fritte e spolverate di zucchero a velo, aromatizzate con grappa o scorza di limone: dolce di Carnevale diffuso in tutto il Trentino.
Leggi la scheda →Bombe di pasta lievitata fritte, farcite con marmellata di albicocche o crema, spolverate di zucchero: dolce di Carnevale di tradizione asburgica diffuso in tutto il Sudtirolo.
Leggi la scheda →Torta rustica di farina di grano saraceno farcita con confettura di mirtilli rossi, tipica della Val Pusteria e delle valli di montagna, nota come Schwarzplententorte in tedesco.
Leggi la scheda →Canederli di patate racchiudono un'intera albicocca, poi lessati e passati nel burro con pangrattato e zucchero: dolce estivo di tradizione tirolese, i Marillenknödel.
Leggi la scheda →Torta compatta a base di noci tritate, uova e poco zucchero, spesso farcita con confettura: dolce delle valli trentine servito nelle occasioni festive.
Leggi la scheda →Budino cotto al forno a bagnomaria con uova, latte, cacao, amaretti sbriciolati e rum, servito con il caramello: dolce al cucchiaio simbolo delle Langhe e del Monferrato.
Leggi la scheda →Due cupolette friabili di farina di nocciole o mandorle unite da un velo di cioccolato fondente: pasticceria secca nata a Tortona e diffusa in tutto il Piemonte.
Leggi la scheda →Cioccolatini a lingotto rovesciato di pasta gianduia, impasto di cacao, zucchero e nocciole del Piemonte: nati a Torino nell'Ottocento e legati alla maschera del Gianduja.
Leggi la scheda →Torta bassa e umida a base di nocciole tostate macinate, spesso senza farina, servita con zabaione: dolce dell'Alta Langa, patria della Nocciola Piemonte IGP.
Leggi la scheda →Biscotti di frolla con farina di mais (meliga) e burro, dalla superficie rigata e dalla consistenza sabbiosa: si inzuppano tradizionalmente nello zabaione o nel Moscato.
Leggi la scheda →Biscotti a bastoncino ricurvo di farina, burro, zucchero e uova, senza lievito: creati a Casale Monferrato nell'Ottocento, la forma richiama i baffi di Vittorio Emanuele II.
Leggi la scheda →Mezze pesche svuotate e farcite con amaretti, cacao e la polpa stessa, cotte al forno: dolce estivo delle campagne fra Alessandrino, Astigiano e Cuneese.
Leggi la scheda →Crema montata a caldo di tuorli, zucchero e vino — tradizionalmente Marsala o Moscato — servita tiepida da sola o con i biscotti di meliga: preparazione storica piemontese.
Leggi la scheda →Marroni canditi lentamente in sciroppo di zucchero e poi glassati: lavorazione lunga e delicata, specialità delle pasticcerie di Cuneo e della Valle di Susa.
Leggi la scheda →Cialde sottili e croccanti cotte fra due piastre incise, oppure biscotti di nocciola e cioccolato secondo la variante biellese e del Canavese: dolce da sagra delle valli alpine.
Leggi la scheda →Torta bassa di farina di castagne, acqua, olio, pinoli, uvetta e rosmarino, cotta in forno fino a formare una superficie screpolata: dolce autunnale delle zone di montagna toscane, senza zucchero aggiunto.
Leggi la scheda →Torta bassa e soffice aromatizzata con arancia, spolverata di zucchero a velo con il giglio di Firenze disegnato al centro: dolce tradizionale del periodo di Carnevale.
Leggi la scheda →Focaccia dolce a due strati farcita con uva da vino nera, cotta in forno con zucchero e talvolta rosmarino: dolce autunnale legato al periodo della vendemmia nel Chianti e nel Fiorentino.
Leggi la scheda →Dolce freddo a cupola di pan di Spagna imbevuto di liquore, farcito con crema, panna e frutta secca: la forma richiama uno zucchetto ecclesiastico, da cui deriva il nome.
Leggi la scheda →Torta di pasta frolla ripiena di riso, cioccolato, frutta candita e liquore, con il bordo increspato in punte dette "bischeri": dolce tradizionale del territorio pisano, in particolare di Pontasserchio.
Leggi la scheda →Crespelle sottili di farina di castagne cotte fra due testi caldi, farcite con ricotta fresca e arrotolate: dolce povero della Garfagnana, legato alla civiltà della castagna delle valli lucchesi.
Leggi la scheda →Biscotti duri a base di miele, canditi, noci e anice, aromatizzati con spezie: uno dei dolci più antichi della pasticceria senese, tradizionalmente legato al periodo natalizio.
Leggi la scheda →Dolce compatto di miele, frutta secca, canditi, spezie e pepe nero, considerato l'antenato del panforte: la presenza del pepe, oggi meno marcata, dà il nome alla preparazione.
Leggi la scheda →Biscotti di frolla profumati di anice o vaniglia, ritagliati in forme decorative e colorati con zuccherini, preparati nel periodo dell'Epifania: tradizione della Versilia e della provincia di Lucca.
Leggi la scheda →Frittelle dolci a base di riso cotto nel latte, uova e scorza di limone, fritte e spolverate di zucchero: dolce tipico del periodo di Carnevale e della festa di San Giuseppe in Toscana.
Leggi la scheda →Pane dolce a ciambella o filone aromatizzato con semi di anice e uvetta, dalla crosta lucida: dolce tradizionale lucchese offerto un tempo agli ospiti e ai pellegrini della città.
Leggi la scheda →Biscotti sottili e croccanti a base di albume, zucchero, nocciole e mandorle, dalla forma irregolare che ricorda una tegola: dolce da tè diffuso in tutta la valle, semplice e privo di lievito.
Leggi la scheda →Piccoli biscotti a forma di anello attorcigliato, ricoperti di zucchero caramellato, preparati con burro e lievito naturale: dolce tradizionale legato in particolare alla zona di Saint-Vincent.
Leggi la scheda →Crema calda simile a uno zabaione, a base di tuorli d'uovo, zucchero, latte e scorza di limone, cotta a bagnomaria: dolce tipico della Valle di Cogne, servito con biscotti secchi.
Leggi la scheda →Crema fredda montata di panna, tuorli d'uovo, zucchero e génépy, servita in coppette come dessert: variante più densa e alcolica del fiandolein, diffusa nella stessa area di Cogne.
Leggi la scheda →Pane dolce lievitato a forma di brioche, arricchito con burro, uvetta e scorza di limone: si prepara tradizionalmente per le feste comandate nella Valle di Cogne.
Leggi la scheda →Pane dolce compatto di farina di segale e frumento, arricchito con fichi secchi, uvetta, noci e castagne: dolce povero della Bassa Valle, legato alla conservazione della frutta secca invernale.
Leggi la scheda →Focaccia rustica di farina di segale e frumento, uvetta e talvolta noci, cotta nel forno a legna: pane dolce contadino diffuso in diverse valli laterali, spesso preparato per le feste patronali.
Leggi la scheda →Dolce freddo mantecato a partire da latte, panna, zucchero e ingredienti freschi (frutta, frutta secca, cacao), prodotto in laboratorio e conservato a temperatura di servizio: si distingue dal gelato industriale per la percentuale d'aria incorporata, la freschezza degli ingredienti e la produzione giornaliera.
Leggi la scheda →Dolce al cucchiaio di panna fresca scaldata con zucchero e vaniglia, addensata con gelatina e raffreddata in stampo: la tradizione la colloca in Piemonte, dove è censita tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, servita al naturale o con caramello, frutti di bosco o cioccolato.
Leggi la scheda →Dolci secchi di albume montato e zucchero, cotti a bassa temperatura fino a diventare bianchi, leggerissimi e friabili. In Italia la tradizione più radicata è piemontese, dove la meringa si serve con panna montata e cioccolata calda e diventa base di torte e semifreddi.
Leggi la scheda →Dolce al cucchiaio congelato a base di acqua, zucchero e frutta o succhi, senza latte, panna né uova. La tecnica di raffreddare sciroppi aromatizzati arriva in Sicilia con la dominazione araba, grazie alla neve dell'Etna e dei Nebrodi conservata nelle neviere: da qui il sorbetto si diffonde in Toscana e in Europa fra Cinque e Seicento.
Leggi la scheda →Lievitato sfogliato a mezzaluna della colazione italiana: impasto più dolce e ricco di uova del croissant francese, mollica morbida e superficie dorata. Deriva dal kipferl mitteleuropeo, entrato in Italia attraverso i territori legati all'Impero austriaco, e assume la forma attuale nel Novecento con la diffusione dei bar e dell'espresso.
Leggi la scheda →Dessert composto da gelato fiordilatte, crema o vaniglia con un espresso caldo versato al momento del servizio. Nasce dall'incontro fra la tradizione italiana del gelato e quella dell'espresso e non ha un luogo di nascita documentato: è una pratica di gelateria e caffetteria diffusa nel Novecento.
Leggi la scheda →Dolce freddo da stampo composto da strati di gelato o di crema semifreddo di gusti diversi, spesso con canditi, frutta secca e un cuore più morbido, sformato e tagliato a fette. Diffuso nel Sud Italia e legato in particolare alla tradizione dei gelatieri napoletani fra Otto e Novecento, con versioni documentate anche in Puglia e Calabria.
Leggi la scheda →Preparazione dolciaria fredda ottenuta alleggerendo una base di uova e zucchero con panna montata e congelandola in stampo, senza mantecazione: resta morbida al taglio anche a temperatura di freezer. È una tecnica di pasticceria ormai nazionale; la codifica moderna si lega alla scuola dolciaria piemontese e alla diffusione dei semifreddi al torrone, alla nocciola e allo zabaione.
Leggi la scheda →Lievitato fritto di forma tonda e piena, senza foro, passato nello zucchero semolato e farcito con crema pasticcera o confettura. Diffuso in tutta Italia come dolce da colazione, ha nella Toscana il suo riferimento tradizionale più forte; resta distinto dal Krapfen altoatesino, di matrice mitteleuropea.
Leggi la scheda →Dolce fritto di Carnevale a sfoglia sottilissima, tagliata a strisce o rettangoli, fritta fino a diventare croccante e bollosa e servita con abbondante zucchero a velo. È diffuso in tutta Italia con denominazioni differenti — chiacchiere, frappe, bugie, cenci, crostoli, galani, sfrappe, sfrappole — che indicano la stessa famiglia gastronomica, con varianti locali di forma, aromi e preparazione.
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Confetti di mandorla con guscio zuccherino prodotti a Sulmona dal XV secolo. Il capoluogo peligno è la «città dei confetti» e produce le famose composizioni floreali. PAT dell'Abruzzo.
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Cioccolato a lavorazione «a freddo» (senza concaggio) di eredità azteca giunta via Spagna nel Seicento: cristalli di zucchero visibili nella pasta di cacao. IGP dell'Unione Europea dal 2018.
Vai alla scheda →Croccante di semi di sesamo, mandorle e miele, steso e tagliato a losanghe: prodotto dolciario di tradizione araba diffuso in tutta l'isola, tipico delle feste e delle fiere.
Vai alla scheda →Torrone sannita prodotto a Benevento dal Medioevo, nelle versioni Cupedia (duro con miele e mandorle) e torrone morbido al cioccolato.
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Piccole cupolette di pan di Spagna farcite di crema pasticcera al limone e ricoperte di glassa bianca: dolce nato in un convento di clausura.
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Piccola cupola di pan di Spagna farcita di crema pasticcera e ricoperta di zucchero a velo, di origine conventuale altamurana.
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Confettura solida di mele cotogne fatta essiccare in formine di terracotta con motivi in rilievo: tradizione dolciaria salentina.
Vai alla scheda →Torrone di mandorle, miele e zucchero lavorato a Bagnara Calabra nelle versioni Martiniana e Torrefatto glassato, con copertura di cacao, cannella e chiodi di garofano.
Vai alla scheda →Biscotti figurati di farina e miele, modellati a mano in forme simboliche (pesce, cuore, cavallo, paniere) e tradizionalmente legati alle fiere e alle feste religiose del Vibonese.
Vai alla scheda →Pasticcino di nocciole tostate, miele, cacao e albume, cotto in due cupolette poi unite da una crema al cioccolato: prodotto dolciario nato nelle pasticcerie di Alassio, in provincia di Savona.
Vai alla scheda →Amaretti morbidi di mandorle e armelline prodotti a Sassello, nell'entroterra savonese: impasto umido avvolto in carta, senza farina, tra i prodotti dolciari tradizionali della Liguria.
Vai alla scheda →Fichi secchi tritati e impastati con noci, mandorle, anice e talvolta cioccolato, pressati in un salume dolce a forma di lonza: conserva autunnale diffusa nel Fermano e nel Piceno.
Vai alla scheda →Torrone marchigiano di miele, albume, mandorle e nocciole, prodotto a Camerino nell'entroterra maceratese: consistenza friabile e forte legame con il miele appenninico.
Vai alla scheda →Dolce a forma di salame composto da cioccolato fondente, biscotti secchi sbriciolati e frutta secca, legati con burro e uova: rielaborazione dolce della tradizione norcina della salumeria.
Vai alla scheda →Dolce natalizio ternano a base di mandorle, nocciole, pinoli, uvetta, cacao, miele, mosto cotto, canditi e pepe, cotto in forma tondeggiante e ricoperto di cioccolato fondente.
Vai alla scheda →Torrone morbido di miele, zucchero, albume e mandorle lavorato in caldaia, prodotto da generazioni a Cologna Veneta nella Bassa veronese: dolce tradizionale delle feste di fine anno.
Vai alla scheda →Liquore dolce a base di infuso di nocciole tostate del Piemonte, creato a Chivasso a fine Ottocento: si serve freddo a fine pasto o con i dolci alla nocciola.
Vai alla scheda →Biscotti secchi alle mandorle, cotti due volte per ottenere la caratteristica croccantezza: si servono a fine pasto intinti nel Vin Santo, in tutta la Toscana.
Vai alla scheda →Dolcetti morbidi a base di pasta di mandorle, zucchero e albume, dalla forma a losanga e ricoperti di zucchero a velo: dolce natalizio storico della pasticceria senese.
Vai alla scheda →Dolce compatto e speziato di miele, frutta candita, mandorle e spezie, ricoperto di zucchero a velo: discendente del panpepato medievale, tradizionalmente legato al Natale senese.
Vai alla scheda →Cialde sottili e croccanti aromatizzate all'anice, cotte fra due piastre roventi: dolce da sagra nato nel convento delle suore brigidine di Lamporecchio, in provincia di Pistoia.
Vai alla scheda →Dolce pasquale cavo ottenuto colando cioccolato temperato in stampi a mezzo uovo, saldati attorno a una sorpresa. La tecnica si è consolidata nella cioccolateria torinese fra Ottocento e primo Novecento, ma la diffusione è nazionale: non esiste alcuna denominazione DOP, IGP o STG che lo tuteli.
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