PescaraDolce delle festePAT Abruzzo

Parrozzo: il dolce pescarese di mandorle e cioccolato

Il parrozzo è il dolce simbolo di Pescara: un impasto a cupola di mandorle tritate, semolino, uova e zucchero, ricoperto di cioccolato fondente. Nato all'inizio del Novecento, richiama nella forma e nel colore il «pan rozzo» di mais dei contadini abruzzesi.

Parrozzo abruzzese a cupola ricoperto di cioccolato fondente
Parrozzo pescarese a cupola, con copertura di cioccolato fondente.
Origine
Pescara
Regione
Abruzzo
Categoria
Dolci
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del parrozzo

Ingredienti e procedimento per 8 persone.

8 porzioniPrep 35 minCottura 45 min

Ingredienti

Per 8 persone

  • 200 g di mandorle pelate
  • 50 g di mandorle amare o 3 gocce di aroma di mandorla amara
  • 150 g di zucchero
  • 6 uova (tuorli e albumi separati)
  • 100 g di semolino di grano duro
  • 50 g di fecola di patate
  • 80 g di burro fuso
  • 200 g di cioccolato fondente per la copertura

Preparazione

  1. Tritare finemente le mandorle con metà dello zucchero fino a ottenere una farina.

  2. Montare i tuorli con lo zucchero rimanente finché il composto è chiaro e spumoso.

  3. Unire la farina di mandorle, il semolino e la fecola setacciata, mescolando dal basso verso l'alto.

  4. Incorporare il burro fuso tiepido e l'aroma di mandorla amara

  5. Montare gli albumi a neve ferma e unirli delicatamente all'impasto

  6. Versare in uno stampo semisferico imburrato e infarinato

  7. Cuocere in forno statico a 170 °C per circa 45 minuti

    verificare con uno stecchino.

  8. Sformare e far raffreddare completamente su una griglia

  9. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e colarlo sulla cupola, ricoprendola uniformemente; lasciare rapprendere.

La versione tradizionale prevede
  • mandorle pelate
  • mandorle amare o 3 gocce di aroma di mandorla amara
  • zucchero
  • (tuorli e albumi separati)
  • semolino di grano duro
  • fecola di patate
Cosa non prevede
  • Farina di grano tenero come base
  • Lievito chimico in quantità dominante
  • Copertura al cioccolato al latte nella versione classica
Storia e origine

Dal pane rozzo al dolce di Natale

Il parrozzo viene ideato a Pescara nei primi decenni del Novecento dal pasticciere Luigi D'Amico, che rielabora in chiave dolce il «pan rozzo», il pane rustico di mais dei contadini.

La forma a cupola e il colore giallo dell'impasto ricordano il pane originario, mentre la copertura di cioccolato sostituisce la crosta bruciacchiata della cottura a legna.

Le caratteristiche in breve

Impasto umido e profumato di mandorla amara.
Superficie completamente ricoperta di cioccolato fondente.
Forma a cupola ottenuta con stampo semisferico.
In cucina

Errori e soluzioni

  1. 01
    Albumi smontati

    Conseguenza: Il dolce resta basso e compatto.

    Soluzione: Incorporarli in tre volte con movimenti dal basso verso l'alto.

  2. 02
    Cioccolato colato sul dolce ancora tiepido

    Conseguenza: La copertura scivola e non si fissa.

    Soluzione: Attendere il raffreddamento completo.

Domande frequenti

Perché si chiama parrozzo?

Il nome deriva da «pan rozzo», il pane rustico di mais dei contadini abruzzesi, che il dolce richiama nella forma a cupola e nel colore giallo.

Contiene farina?

La versione tradizionale usa mandorle tritate, semolino e fecola: non farina di grano tenero come ingrediente principale.

Quando si mangia?

È il dolce natalizio abruzzese per eccellenza, ma si trova nelle pasticcerie tutto l'anno.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Abruzzo www.masaf.gov.it. Consultato il 03 agosto 2026. Riconoscimento ufficiale delle preparazioni tradizionali abruzzesi.
  • Regione Abruzzo — Abruzzo Turismo, Enogastronomia e piatti della tradizione abruzzese www.abruzzoturismo.it. Consultato il 03 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane — Abruzzo www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 03 agosto 2026. Riferimento per le formulazioni tradizionali e la loro documentazione.

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