Radicchio di Verona IGP
Radicchio rosso a cespo compatto e ovale coltivato nel Veronese e in aree limitrofe di Vicenza e Padova, nelle tipologie precoce e tardiva: foglie rosso scuro con costa bianca e sapore amarognolo.
Vai alla scheda →Gli ortaggi della tradizione italiana: specialità regionali, ingredienti distintivi e ricette che raccontano il territorio.
Radicchio rosso a cespo compatto e ovale coltivato nel Veronese e in aree limitrofe di Vicenza e Padova, nelle tipologie precoce e tardiva: foglie rosso scuro con costa bianca e sapore amarognolo.
Vai alla scheda →Cipollotto bianco dell'Agro nocerino-sarnese raccolto ancora immaturo: bulbo tenero, sapore dolce e poco pungente, coltivato in Campania da epoca romana nelle terre vulcaniche del Sarno.
Vai alla scheda →Cipolla bianca coltivata sui terreni sabbiosi del litorale fra Margherita di Savoia, Zapponeta e Manfredonia: bulbo croccante, dolce e poco lacrimogeno, raccolto in più epoche da marzo all'estate.
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Carciofo precoce a capolino violetto coltivato nella provincia di Brindisi (varietà Brindisino). IGP dell'Unione Europea, raccolto tra novembre e aprile.
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Bulbi di cipollotto selvatico (Muscari comosum) dal sapore amarognolo, consumati lessati, sott'olio o al forno. Prodotto tradizionale (PAT) tipico della cucina povera pugliese.
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Carciofo tondo senza spine (varietà «cimarolo» o «mammola») coltivato nelle province di Roma, Viterbo e Latina. IGP dell'Unione Europea dal 2002.
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Peperone corno rosso allungato di Pontecorvo (Frosinone), dolce e digeribile grazie a buccia sottile. DOP dell'Unione Europea dal 2010.
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Sedano da coste bianche e croccanti coltivato nella piana di Sperlonga (Latina) sui terreni alluvionali del fiume Itri. IGP dell'Unione Europea dal 2010.
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Asparago verde a turione lungo coltivato nei comuni di Canino, Cellere, Ischia di Castro e altri della Tuscia (Viterbo). IGP dell'Unione Europea dal 2014.
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Patata coltivata sui terreni di origine vulcanica dei comuni dell'Alto Viterbese intorno al Lago di Bolsena. IGP dell'Unione Europea dal 2014.
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Patate coltivate sull'ex bacino del Lago del Fucino, in Marsica (L'Aquila), su terreni alluvionali particolarmente fertili. IGP dell'Unione Europea dal 2016.
Vai alla scheda →Carote di grande dolcezza coltivate sull'Altopiano del Fucino (L'Aquila), su terreni argillosi-calcarei ex-lacustri. IGP dell'Unione Europea dal 2007.
Vai alla scheda →Ecotipo abruzzese di aglio con tuniche esterne bianche e bulbilli rosso violacei, coltivato nella Valle Peligna. Presidio Slow Food, PAT dell'Abruzzo.
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Pomodoro coltivato nell'area di Pachino, Portopalo, Ispica e Noto (Ragusa e Siracusa) nelle tipologie ciliegino, tondo liscio, costoluto e a grappolo. IGP dell'Unione Europea dal 2003.
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Carota primaverile precoce coltivata nella piana di Ispica (Ragusa e Siracusa). IGP dell'Unione Europea dal 2012: dolcezza, croccantezza e alto contenuto di beta-carotene.
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Boccioli floreali di Capparis spinosa raccolti a mano nelle isole Eolie (Salina, Lipari, Filicudi) e conservati sotto sale marino. DOP dell'Unione Europea dal 2019.
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Boccioli di cappero raccolti a mano sull'isola di Pantelleria (Trapani), essiccati e conservati sotto sale marino. IGP dell'Unione Europea dal 1996, prima IGP europea per il cappero.
Vai alla scheda →Cultivar Tondo di Paestum, senza spine, dal capolino compatto: tradizionalmente proposto crudo, ripieno o alla parmigiana.
Vai alla scheda →Cipolla dorata coltivata in Alto Casertano, dal sapore delicato: si consuma cruda in insalata o cotta al forno con il pane.
Vai alla scheda →Cultivar salentina precoce dal capolino violaceo: consumata cruda in pinzimonio, fritta in pastella o al forno con patate.
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Erba spontanea della macchia mediterranea pugliese raccolta a mazzi: fronde, germogli e ombrelle profumate d'anice insaporiscono taralli, focacce, zuppe e verdure. Iscritto all'elenco PAT della Regione Puglia come «Finocchio selvatico», è la materia prima da cui si ricava anche il liquore al finocchietto.
Vai alla scheda →Aglio bianco delle terre ferraresi di Voghiera, dal bulbo rotondo e regolare e dal sapore delicato, poco pungente.
Vai alla scheda →Patata della varietà Primura coltivata nella pianura bolognese: pasta gialla compatta, adatta a purè, gnocchi e fritture.
Vai alla scheda →Cipolla dorata della pianura bolognese, croccante e dolce, coltivata nei terreni limosi dell'area di Medicina.
Vai alla scheda →Asparago verde coltivato nelle terre sabbiose fra Bologna e Ferrara, dal turione tenero e dal gusto dolce, protagonista della primavera emiliana.
Vai alla scheda →Scalogno coltivato nelle vallate collinari romagnole, propagato per bulbo e usato in soffritti, salse e conserve sott'olio.
Vai alla scheda →Cipolla rosso-ramata di forma appiattita coltivata nell'area di Isernia, dolce e serbevole, tradizionalmente venduta a trecce nella fiera di fine giugno.
Vai alla scheda →Ecotipo locale di patata dal tubero allungato e dalla pasta gialla compatta, coltivato sui terreni d'altura di San Biase, in provincia di Campobasso.
Vai alla scheda →Peperone dolce a polpa sottile coltivato nell'area di Senise e nel bacino del Sinni: essiccato in collane al sole, diventa il celebre peperone crusco, fritto pochi secondi in olio bollente.
Vai alla scheda →Melanzana di forma tondeggiante e colore rosso-arancio, originaria dell'Africa e acclimatata nel Parco del Pollino: sapore piccante e leggermente amarognolo, tradizionalmente conservata sott'olio.
Vai alla scheda →Sedano a coste bianche e croccanti coltivato negli orti irrigui della Val d'Agri, usato nelle zuppe di legumi e nel soffritto della cucina lucana.
Vai alla scheda →Cipolla dolce dal bulbo rosso violaceo coltivata sulla fascia costiera tirrenica fra Nicotera e Campora San Giovanni: bassa piccantezza, alta serbevolezza nelle trecce.
Vai alla scheda →Patata coltivata oltre i 1.000 metri sull'altopiano silano: pasta soda e asciutta, ideale per le patate 'mpacchiuse e per i piatti al forno.
Vai alla scheda →Le varietà piccanti coltivate ed essiccate in tutta la regione, dalla forma a cornetto alla ciliegia: base di 'nduja, sardella, conserve sott'olio e polveri.
Vai alla scheda →Rape bianche macerate per almeno trenta giorni nella vinaccia di vitigni friulani e poi grattugiate: unico prodotto DOP europeo ottenuto con questa tecnica di fermentazione.
Vai alla scheda →Ecotipo di aglio coltivato nella Val Resia, dai bulbi piccoli e rosati e dall'aroma intenso, conservato in trecce.
Vai alla scheda →Radicchio invernale a forma di bocciolo di rosa, rosso intenso, coltivato negli orti di Gorizia e raccolto a mano: si consuma crudo in insalata.
Vai alla scheda →Asparago coltivato sotto terra nei comuni a nord di Udine: turione bianco e tenero, tradizionalmente servito con uova sode e aceto.
Vai alla scheda →Cipolla dal bulbo rosso e dalla polpa dolce coltivata nelle pedemontana pordenonese, conservata in trecce e usata cruda o in agrodolce.
Vai alla scheda →Basilico a foglia piccola e tenera, dal profumo delicato privo di note di menta, coltivato nell'entroterra e sulla costa genovese: ingrediente insostituibile del pesto genovese.
Vai alla scheda →Carciofo dalle brattee spinose coltivato sui terrazzamenti dell'entroterra di Perinaldo, nell'Imperiese: cuore tenero e sapore delicato, raccolto in primavera.
Vai alla scheda →Patata coltivata sugli altopiani dell'entroterra savonese, fra Calizzano e Murialdo, su terreni sciolti di media montagna: polpa soda adatta a lunghe cotture.
Vai alla scheda →Carciofo violetto coltivato nelle campagne collinari di Montelupone, nel Maceratese, dal cuore tenero: usato fresco in primavera in numerose ricette locali.
Vai alla scheda →Varietà locale di sedano dalle coste scure, coltivata a Trevi e imbianchita ricoprendo le piante di terra prima della raccolta: ingrediente tipico della cucina spoletina e trevana.
Vai alla scheda →Cipolla dolce dalle forme dorata, rossa e bianca coltivata nei terreni alluvionali di Cannara: celebrata ogni anno dalla omonima sagra settembrina, tra le più antiche dell'Umbria.
Vai alla scheda →Patata a buccia rossa e pasta gialla coltivata sull'altopiano carsico di Colfiorito, tra Umbria e Marche, a oltre 750 metri di quota: apprezzata per la consistenza soda e il sapore intenso.
Vai alla scheda →Carciofo di piccole dimensioni coltivato nelle campagne collinari intorno a Panicale, sulle rive del Trasimeno: tenero e privo di spine, si consuma crudo in pinzimonio o cotto in umido.
Vai alla scheda →Carciofo dalle brattee appuntite e dal cuore tenero, coltivato nel Campidano e nel Sassarese: DOP riconosciuta, si consuma anche crudo in pinzimonio.
Vai alla scheda →Cicoria dalle foglie rosso vinoso e dalla costa bianca, disponibile nelle tipologie Precoce e Tardivo: quest'ultimo, sottoposto a imbianchimento in acqua corrente, ha foglie arricciate e sapore amarognolo.
Vai alla scheda →Cicoria dalle foglie giallo crema screziate di rosso, ottenuta con lo stesso imbianchimento del radicchio tardivo di Treviso: sapore più delicato e croccante, coltivata fra Castelfranco Veneto e Treviso.
Vai alla scheda →Aglio dalla tunica bianca coltivato nelle terre alluvionali del Polesine, apprezzato per la conservabilità e l'aroma delicato: DOP legata alle province di Rovigo e Venezia.
Vai alla scheda →Asparago coltivato completamente al buio nei terreni sabbiosi del Bassanese, raccolto appena spunta dal terreno: turione bianco, tenero e privo di fibrosità, celebrato ogni primavera.
Vai alla scheda →Asparago bianco e violetto coltivato nella pianura alluvionale del Piave, fra Cimadolmo e i comuni limitrofi: turioni teneri raccolti a mano, disponibili anche nella variante verde.
Vai alla scheda →Lattughe da serra e da pieno campo coltivate nelle terre sabbiose del Polesine attorno a Lusia, disponibili tutto l'anno: foglie croccanti e dolci grazie ai terreni ben drenati.
Vai alla scheda →Fagiolo borlotto coltivato nelle valli bellunesi attorno a Lamon, dalla buccia sottilissima e dalla polpa cremosa: base della pasta e fagioli di montagna veneta.
Vai alla scheda →Cicoria dal cespo tondo e compatto, rosso intenso, coltivata nelle campagne fra Chioggia e il basso Veneziano: più diffusa e meno stagionale del radicchio di Treviso, si consuma cruda o saltata.
Vai alla scheda →Antica varietà orticola dalle terre sabbiose del litorale chioggiotto, dalla forma tondeggiante e dal colore rosso-arancio intenso: coltivazione storica recuperata dagli orticoltori locali.
Vai alla scheda →Zucca dalla buccia verde scura bitorzoluta e dalla polpa arancione compatta, coltivata storicamente nelle campagne sabbiose di Chioggia: usata per gnocchi, risotti e minestre autunnali.
Vai alla scheda →Patate coltivate nei terreni d'alta quota della Val di Fiemme, apprezzate per la consistenza soda: ingrediente base di tortel di patate e canederli.
Vai alla scheda →Ortaggio a radice coltivato nella Bassa Atesina intorno a Egna, utilizzato tradizionalmente per il ripieno dei casunziei e come contorno lessato con aceto.
Vai alla scheda →Asparago bianco coltivato nei terreni sabbiosi della Bassa Atesina attorno a Terlano, raccolto in primavera: prodotto tradizionale celebrato ogni anno con una sagra dedicata.
Vai alla scheda →Peperone coltivato nella pianura torinese attorno a Carmagnola in quattro tipologie storiche — quadrato, corno di bue, trottola e tumaticot — dalla polpa spessa e dolce.
Vai alla scheda →Cardo imbiancato dalla curvatura naturale ottenuta con la ricopertura in terra delle piante: tenero e consumabile crudo, è l'ortaggio principe della bagna cauda astigiana.
Vai alla scheda →Asparago verde con punta violacea coltivato nei terreni sabbiosi attorno a Santena, nel Torinese: raccolto in primavera e celebrato da una sagra storica.
Vai alla scheda →Porro dal fusto lungo e bianchissimo coltivato nei terreni sabbiosi di Cervere, nel Cuneese: dolce e digeribile, protagonista della fiera autunnale del paese.
Vai alla scheda →Ecotipo locale di sedano dalle coste rossastre coltivato attorno a Orbassano, nella cintura torinese: le coste vengono imbiancate con la rincalzatura prima della raccolta.
Vai alla scheda →Aglio bianco della Valle Grana coltivato attorno a Caraglio, dai bulbi serrati e dall'aroma persistente: ingrediente storico della bagna cauda cuneese.
Vai alla scheda →Varietà di aglio dai bulbi molto grandi coltivata nella Val di Chiana, dal sapore dolce e privo dell'allicina che rende pungente l'aglio comune: ingrediente base del sugo dei pici all'aglione.
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