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Rosa di Gorizia: il radicchio a forma di rosa del Goriziano

La Rosa di Gorizia è un radicchio invernale coltivato nella campagna goriziana, in particolare nei comuni di Gorizia e Savogna d'Isonzo. Dopo la raccolta le radici vengono forzate al buio in ambienti umidi, un processo che fa aprire le foglie interne in una caratteristica forma a rosa dai toni rosso vinaccia e bianco crema. Appartiene alla stessa famiglia dei radicchi da forzatura del Veneto, ma se ne distingue per la lavorazione a mano radicchio per radicchio e per una minor diffusione commerciale.

Radicchio Rosa di Gorizia con foglie rosso vinaccia aperte a forma di rosa
Cespi di Rosa di Gorizia con le foglie aperte a formare una corolla.

Caratteristiche del prodotto

  • Foglie interne che si aprono a corolla, ricordando la forma di una rosa.
  • Colore rosso vinaccia intenso alternato a nervature bianco crema.
  • Sapore amarognolo con una nota croccante, meno marcata rispetto ad altri radicchi da forzatura.
  • Raccolta e lavorazione concentrate nei mesi invernali.
  • Ogni cespo viene rifinito a mano, foglia per foglia, prima della vendita.

Territorio di produzione

  • La campagna goriziana, in particolare i comuni di Gorizia e Savogna d'Isonzo, su terreni ghiaiosi e ben drenati.

Materie prime

  • Cichorium intybus, varietà locale selezionata nel tempo dai coltivatori della zona di Gorizia.

Lavorazione

  1. Semina in campo tra estate e inizio autunno.
  2. Prima gelata che segna l'avvio della raccolta delle piante intere, radice compresa.
  3. Forzatura: le piante vengono interrate o poste in ambienti bui e umidi, spesso in fosse o cantine, per alcune settimane.
  4. Durante la forzatura le foglie interne si aprono formando la caratteristica rosa; segue la mondatura manuale.

Stagionatura

  • Non è previsto un affinamento: il prodotto va consumato fresco dopo la forzatura, nell'arco di pochi giorni.

Disciplinare

  • Prodotto incluso nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Friuli Venezia Giulia.
  • La coltivazione e la forzatura seguono pratiche tramandate dai radicchiai della zona, senza un disciplinare DOP o IGP.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Consumata cruda in insalata, condita semplicemente con olio, sale e aceto.
  • Grigliata o saltata in padella come contorno per carni e polenta.
  • Impiegata in risotti e come guarnizione di antipasti freddi.
  • Abbinata a formaggi freschi o a lamelle di grana per bilanciarne la nota amarognola.

Conservazione

  • In frigorifero, avvolta in un panno umido, per pochi giorni dopo l'acquisto.
  • Da consumare in prossimità della raccolta, poiché non è un prodotto adatto a lunghe conservazioni.

Curiosità

La coltivazione della Rosa di Gorizia è tramandata da poche famiglie di radicchiai della zona, che ne custodiscono le tecniche di forzatura.

La forzatura richiede manodopera specializzata e non è meccanizzabile, motivo per cui la produzione resta limitata e in gran parte locale.

Domande frequenti

Perché si chiama Rosa di Gorizia?
Per la forma che le foglie interne assumono dopo la forzatura al buio, che ricorda la corolla aperta di una rosa.
Quando si trova la Rosa di Gorizia?
È un prodotto invernale, disponibile generalmente da dicembre a marzo, in base all'andamento stagionale delle gelate.
In cosa si differenzia dal radicchio di Treviso?
La Rosa di Gorizia si apre in una corolla compatta simile a un fiore, mentre il Treviso mantiene foglie più allungate e affusolate; anche il metodo di forzatura e l'area di coltivazione sono distinti.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Agroalimentare, produzioni tradizionali e denominazioni regionali www.regione.fvg.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.