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Frico friulano: storia, versioni e ricetta tradizionale

Il frico è la preparazione più identitaria della cucina friulana: formaggio Montasio, a diverse stagionature, sciolto in padella fino a formare una crosta dorata. Esistono due famiglie principali: il frico croccante, sottile e friabile, fatto di solo formaggio, e il frico morbido con patate e cipolla, più diffuso nelle zone montane della Carnia. Si serve tradizionalmente con la polenta.

Frico friulano croccante di formaggio Montasio dorato in padella
Frico friulano croccante appena tolto dalla padella.
Origine
Udine
Regione
Friuli Venezia Giulia
Categoria
Secondo piatto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del frico friulano

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 20 minCottura 20 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 400 g di formaggio Montasio semistagionato o stagionato, grattugiato grossolanamente
  • Per la versione morbida: 300 g di patate lessate e 1 cipolla
  • Un filo di olio extravergine di oliva o una noce di burro
  • Pepe nero q.b.

Preparazione

  1. Per il frico croccante

    scaldare una padella antiaderente, distribuire uno strato sottile e uniforme di formaggio grattugiato e lasciarlo sciogliere a fuoco medio-basso.

  2. Attendere che si formi una crosta dorata sul fondo, quindi girare la frittata di formaggio con l'aiuto di un piatto e cuocere anche dall'altro lato.

  3. Per il frico morbido

    rosolare la cipolla affettata in olio o burro, unire le patate lessate e schiacciate grossolanamente e amalgamare.

  4. Aggiungere il formaggio grattugiato e mescolare a fuoco medio finché si scioglie e si forma un composto compatto.

  5. Lasciare che il fondo diventi dorato e croccante, quindi girare il composto come una frittata e dorare anche dall'altro lato.

  6. Servire caldo, tagliato a spicchi, accompagnato da polenta

La versione tradizionale prevede
  • formaggio Montasio semistagionato o stagionato, grattugiato grossolanamente
  • Per la versione morbida: 300 g di patate lessate e 1 cipolla
  • Un filo di olio extravergine di oliva o una noce di burro
  • Pepe nero q.b.
Cosa non prevede
  • Farina o uova nell'impasto
  • Formaggi freschi non stagionati come base principale
  • Panna
Storia e origine

Dal recupero degli scarti di formaggio al piatto identitario

Il frico nasce come piatto di recupero delle famiglie contadine e malghesi della Carnia e delle vallate friulane, che utilizzavano i ritagli e le forme di formaggio più vecchie o avanzate, altrimenti destinate allo scarto, facendole sciogliere in padella.

La versione più antica, priva di patate, corrisponde al frico croccante: un procedimento essenziale che richiede solo formaggio stagionato fatto fondere e poi rosolare fino a formare una crosta.

Le caratteristiche in breve

Crosta dorata e croccante nella versione senza patate.
Consistenza morbida e filante all'interno nella versione con patate e cipolla.
Uso di formaggio a stagionatura media o avanzata, mai fresco.
Cottura in padella antiaderente o di ferro, senza aggiunta di farina o uova.

3 errori da evitare

  1. 01
    Fuoco troppo alto, che brucia il formaggio prima che formi la crosta.
  2. 02
    Formaggio troppo fresco, che non rilascia il grasso necessario alla crosta.
  3. 03
    Girare la frittata troppo presto, prima che si sia formata una base solida.

Domande frequenti

Che formaggio si usa per il frico?

Il riferimento tradizionale è il Montasio DOP a stagionatura media o avanzata, ma nelle zone di montagna si usano anche formaggi di latteria locali della stessa famiglia produttiva.

Qual è la differenza tra frico croccante e frico morbido?

Il frico croccante è composto solo da formaggio fuso e rosolato fino a diventare friabile come una cialda. Il frico morbido aggiunge patate lessate e cipolla, risultando più denso e filante all'interno, con la sola crosta esterna croccante.

Il frico si può conservare e riscaldare?

Si mantiene un giorno in frigorifero coperto, ma perde parte della croccantezza; per recuperarla conviene scaldarlo in padella antiaderente a fuoco medio, evitando il microonde che lo rende gommoso.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Agroalimentare, produzioni tradizionali e denominazioni regionali www.regione.fvg.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.