
Saltimbocca alla romana
Fettine di vitello con prosciutto crudo e salvia cotte in padella con burro e vino bianco.
Leggi la scheda →I secondi piatti della tradizione italiana: specialità regionali, ingredienti distintivi e ricette che raccontano il territorio.

Fettine di vitello con prosciutto crudo e salvia cotte in padella con burro e vino bianco.
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Stufato di coda di manzo del quinto quarto romano, cotto lentamente con pomodoro, sedano, pinoli e uvetta.
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Trippa di bovino in umido con pomodoro, mentuccia romana e Pecorino Romano: il piatto del sabato delle trattorie della capitale.
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Costolette di Abbacchio Romano IGP grigliate rapidamente su brace ardente, con olio EVO, sale, rosmarino e limone.
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Piatto del Ferragosto romano: pollo cotto in casseruola con pomodoro e peperoni carnosi rossi e gialli.
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Interiora di abbacchio romano cotte con carciofi romaneschi, cipolla e vino bianco: secondo pasquale della cucina pastorale del Lazio.
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Piatto marinaro del Golfo di Gaeta con pesci del Tirreno, cozze, vongole e calamari in sugo di pomodoro, servito con bruschette di pane casareccio.
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Piatto povero della cucina rurale del Lazio: uova sbattute con mentuccia romana (nepitella) fresca cotte in padella, servita tiepida o fredda.
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Involtini di interiora di agnello o capretto avvolti da budella, cotti alla brace o in umido: piatto pasquale delle campagne del Salento e della Valle d'Itria (PAT).
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Polpette di formaggio (pecorino stagionato) e uova, senza carne, fritte e poi ripassate nel sugo di pomodoro: piatto povero della cucina contadina abruzzese.
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Zuppa di pesce misto della Costa dei Trabocchi cotta in tegame di coccio con pomodoro, aglio, olio extravergine e peperoncino: identità marinara del Vastese.
Leggi la scheda →Variante pescarese del brodetto adriatico: pesci di paranza cotti con pomodoro maturo, olio e peperone dolce, serviti con crostoni di pane casareccio.
Leggi la scheda →Stufato del maiale intero (piedini, cotenne, orecchie, muso, costine) cotto lentamente con aglio, alloro, rosmarino, aceto e peperoncino: piatto invernale del Chietino.
Leggi la scheda →Piatto della macellazione del maiale: ritagli di lonza e pancetta rosolati con aglio, peperoncino e rosmarino, sfumati con vino bianco.
Leggi la scheda →Suino intero disossato e cotto in forno a legna, aromatizzato con rosmarino, aglio e pepe: la porchetta di Campli è tradizione della provincia di Teramo.
Leggi la scheda →Interiora di agnello (fegato, cuore, polmone) rosolate con cipolla, aglio e vino bianco: piatto pasquale della pastorizia appenninica abruzzese.
Leggi la scheda →Carne di castrato di pecora cotta a lungo con sedano, cipolla, pomodoro e vino rosso: piatto della cucina della transumanza.
Leggi la scheda →Polpi cotti in coccio di terracotta con pomodoro, aglio, olio extravergine e molto peperoncino piccante: piatto marinaro tipico della costa vastese.
Leggi la scheda →Spezzatino di agnello rosolato con uova sbattute, pecorino grattugiato e succo di limone: piatto pasquale abruzzese, diffuso soprattutto nel Chietino.
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Melanzane fritte con sedano, cipolla, capperi, olive verdi, pomodoro e salsa agrodolce di aceto e zucchero: contorno o piatto unico simbolo della cucina siciliana.
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Melanzane fritte a fette, stratificate con salsa di pomodoro, caciocavallo o mozzarella, basilico e parmigiano, cotte al forno: preparazione tipica anche del Sud Italia.
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Sarde fresche aperte, farcite con mollica atturrata, pinoli, uvetta e prezzemolo, arrotolate e cotte al forno con foglie d'alloro e succo d'arancia: piatto storico palermitano.
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Fette sottili di pesce spada arrotolate con mollica, capperi, olive, formaggio e prezzemolo, spiedinate con foglia d'alloro e grigliate: specialità dello Stretto di Messina.
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Trance di pesce spada cotte in umido con pomodoro, olive verdi, capperi, cipolla, sedano e patate: tradizione della cucina di mare messinese.
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Stoccafisso (merluzzo essiccato) cotto in umido con pomodoro, olive verdi, capperi, patate, sedano e pinoli: piatto identitario di Messina, in particolare della frazione di Mazzarrà Sant'Andrea.
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Grande rollata di vitello o manzo farcita con uova sode, salame, formaggio, mollica e piselli, cotta in umido nel sugo di pomodoro: piatto della domenica siciliana.
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Piccoli involtini di fettine sottili di vitello (o maiale) farciti con mollica atturrata, caciocavallo, cipolla e alloro, spiedinati e arrostiti: classico dei mercati palermitani.
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Melanzane fritte a strati con pomodoro San Marzano, fior di latte, parmigiano e basilico, gratinate al forno in tegame di terracotta.
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Polpo cotto lentamente in coccio con pomodorini, olive di Gaeta, capperi, aglio e prezzemolo: ricetta storica del borgo di Santa Lucia.
Leggi la scheda →Cime di rapa napoletane (friarielli) saltate con aglio e peperoncino, servite con salsiccia di maiale grigliata o in padella.
Leggi la scheda →Totani stufati con patate a tocchetti, pomodorini, aglio, olio e prezzemolo: piatto rustico della Penisola Sorrentina.
Leggi la scheda →Baccalà infarinato e fritto, poi ripassato in salsa di pomodoro con olive di Gaeta, capperi, pinoli e uvetta: piatto della vigilia di Natale.
Leggi la scheda →Coniglio da fossa cotto in coccio con vino bianco, pomodorini, aglio, timo serpillo e peperoncino: piatto simbolo dell'isola di Ischia.
Leggi la scheda →Involtini di carne di manzo ripieni di pinoli, uvetta, prezzemolo, aglio e formaggio, cotti a lungo nel sugo del ragù napoletano.
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Involtini salentini di interiora d'agnello e capretto avvolti nella rete di maiale (omento) e cotti alla brace: piatto di macelleria-fornello.
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Zuppa di scorfano, cernia, cozze e vongole in brodo di pomodoro e vino bianco, servita su pane bruscato: tradizione dei pescatori di Gallipoli.
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Fettine di melanzana passate in uovo e pangrattato, farcite con prosciutto e formaggio, chiuse e fritte: piatto della cucina povera salentina.
Leggi la scheda →Fettine di cavallo impanate e fritte, tradizione tarantina della macelleria equina, servite con limone e verdure di stagione.
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Involtini di interiora di agnello legati con budella, cotti in umido con funghi cardoncelli e pomodoro: tradizione altamurana e murgiana.
Leggi la scheda →Fettina di vitello impanata e fritta, coperta con prosciutto crudo e Parmigiano Reggiano e ripassata con poco brodo fino alla fusione del formaggio.
Leggi la scheda →Insaccato ferrarese di carni suine, vino e spezie, cotto lentamente sospeso in acqua e servito al cucchiaio con purè di patate. Prodotto IGP.
Leggi la scheda →Anguilla delle Valli di Comacchio cotta allo spiedo e conservata in salamoia con aceto e alloro secondo la lavorazione storica della Manifattura dei Marinati.
Leggi la scheda →Zuppa di pesce dell'Adriatico romagnolo con pesci poveri, seppie, canocchie e pomodoro, servita con pane abbrustolito.
Leggi la scheda →Brodetto dell'Adriatico molisano con pesci di scoglio, seppie, scorfano e pomodoro fresco, cotto in tegame di coccio e servito con pane abbrustolito.
Leggi la scheda →Baccalà dissalato gratinato al forno con pangrattato, uva passa, noci, aglio e prezzemolo: piatto della vigilia nel Basso Molise.
Leggi la scheda →Carne di maiale a pezzi condita con peperone rosso dolce e piccante, aglio e aceto, cotta lentamente nel forno a legna: specialità di San Martino in Pensilis.
Leggi la scheda →Involtini di interiora di agnello o capretto avvolte nel budello e cotte allo spiedo o in forno: piatto pastorale delle aree interne.
Leggi la scheda →Agnello rosolato e finito con una crema di uova sbattute e pecorino che si rapprende sulla carne: piatto pasquale della tradizione molisana.
Leggi la scheda →Coniglio disossato e farcito con uova, pecorino, salsiccia ed erbe, legato e cotto in forno o in casseruola con vino bianco.
Leggi la scheda →Fettine di vitello arrotolate su motsetta e Fontina, rosolate nel burro e cotte con poco vino bianco: secondo di festa legato al borgo di Fénis.
Leggi la scheda →Noce di vitello tagliata a pezzi e brasata lentamente con cipolla, rosmarino, erbe di montagna e vino bianco, servita con la polenta o con le patate lesse.
Leggi la scheda →Trota di torrente cotta appena pescata in un court-bouillon acidulato, che le conferisce il caratteristico riflesso bluastro, servita con burro fuso, limone e patate.
Leggi la scheda →Frittata morbida di uova e cime di ortica raccolte in primavera nei prati di montagna, spesso arricchita con una scaglia di Fontina o di toma.
Leggi la scheda →Teglia di pere Martin Sec, rape, patate, cipolle e formaggio d'alpeggio cotta al forno: piatto della festa di San Martino a Verrayes, fra dolce e salato.
Leggi la scheda →Frittata alta e compatta di uova, pecorino e rafano grattugiato, cotta in forno o in padella: piatto di Carnevale del Materano, dal caratteristico gusto pungente.
Leggi la scheda →Stufato primaverile di carciofi, fave fresche, patate e cipolle cotto in umido con poco pomodoro e pancetta: contorno-piatto unico della campagna lucana.
Leggi la scheda →Carne di pecora cotta a lungo in acqua con patate, cipolla, sedano, pomodoro ed erbe aromatiche dentro il calderone: piatto della transumanza lucana.
Leggi la scheda →Pecora cotta nella pignata di terracotta con patate, pomodoro, pecorino e aromi, sigillata e lasciata sotto la cenere del camino per diverse ore.
Leggi la scheda →Baccalà dissalato e rosolato in padella con aglio, olio e peperoni di Senise croccanti: piatto della vigilia e delle feste in tutta la regione.
Leggi la scheda →Involtini di interiora di agnello o capretto avvolti nel budello con prezzemolo, aglio e pecorino, cotti alla brace o in umido: piatto pastorale dell'Appennino lucano.
Leggi la scheda →Peperoni carnosi farciti con mollica di pane, capperi, olive, acciughe e pecorino, cotti in forno o in tegame con olio.
Leggi la scheda →Grosso involtino di frattaglie di agnello con pancetta, prezzemolo e pecorino, legato con il budello e cotto lentamente al forno.
Leggi la scheda →Cespi di scarola ripiegati su un ripieno di olive, capperi, acciughe, uva passa e mollica, brasati in tegame: piatto delle feste d'inverno.
Leggi la scheda →Patate della Sila tagliate sottili e cotte a lungo in padella con olio e cipolla finché si attaccano fra loro formando una crosta dorata.
Leggi la scheda →Trance di pesce spada dello Stretto cotte con olio, limone, origano, capperi e prezzemolo: preparazione essenziale della costa viola.
Leggi la scheda →Stoccafisso ammollato nelle acque di Mammola e cotto in umido con patate, olive, capperi, pomodoro e peperoncino.
Leggi la scheda →Alici fresche disposte a raggiera in teglia con mollica di pane, aglio, origano e olio, gratinate al forno pochi minuti.
Leggi la scheda →Melanzane svuotate e farcite con la loro polpa, mollica, pecorino, uova e basilico, cotte al forno o in umido nel sugo.
Leggi la scheda →Baccalà infarinato e fritto, poi ripassato con peperoni, patate, pomodoro e olive: piatto della vigilia nelle aree interne.
Leggi la scheda →Capretto cotto al forno con patate della Sila, funghi porcini, erbe di montagna e vino bianco: piatto pasquale dell'altopiano.
Leggi la scheda →Formaggio Montasio a diverse stagionature sciolto in padella: croccante nella versione sottile, morbido quando è preparato con patate e cipolla e servito con la polenta.
Leggi la scheda →Rape macerate nella vinaccia, grattugiate e stufate, servite con il muset, il cotechino friulano cotto lentamente: piatto identitario dell'inverno friulano.
Leggi la scheda →Spezzatino di manzo cotto a lungo con molta cipolla, paprica dolce, maggiorana e cumino: eredità mitteleuropea della cucina giuliana, servito con polenta o gnocchi.
Leggi la scheda →Brodetto di Grado senza pomodoro: pesce cotto in olio, aglio, aceto e pepe nero abbondante, servito con la polenta bianca.
Leggi la scheda →Alici del Golfo di Trieste infarinate, fritte e marinate con cipolla stufata nell'aceto: si consumano dopo almeno un giorno di riposo.
Leggi la scheda →Polpa di grancevola condita con olio, limone e prezzemolo e servita nel proprio carapace: antipasto classico delle feste sul golfo.
Leggi la scheda →Fette spesse di salame fresco cotte in padella e sfumate con aceto, servite con la polenta: piatto quotidiano della campagna friulana.
Leggi la scheda →Tasca di pancia di vitello farcita con un ripieno di carne, animelle, piselli, uova e maggiorana, cucita e cotta lessata, poi pressata e servita fredda a fette: piatto delle feste della cucina genovese.
Leggi la scheda →Coniglio rosolato e brasato con olive taggiasche, pinoli, aglio, rosmarino e vino bianco, talvolta con l'aggiunta di funghi secchi: piatto domenicale diffuso in tutta la Liguria.
Leggi la scheda →Stoccafisso e patate lessati insieme, poi 'cujunati', cioè mantecati a lungo con olio extravergine, aglio e prezzemolo scuotendo il tegame: piatto tipico del Ponente ligure e dell'entroterra imperiese.
Leggi la scheda →Stoccafisso in umido con pomodoro, patate, funghi secchi, pinoli e olive, cotto lentamente in tegame: piatto marinaro genovese dal nome di probabile origine provenzale.
Leggi la scheda →Stoccafisso cotto in umido con pomodoro, patate, olive taggiasche, pinoli e funghi secchi, ammorbidito da una lunga cottura: specialità della cucina spezzina.
Leggi la scheda →Involtini di carne di vitello farciti con animelle, funghi secchi, pinoli, maggiorana e mollica di pane, brasati in umido con pomodoro: piatto delle feste della cucina genovese.
Leggi la scheda →Acciughe aperte a libro farcite con mollica di pane, pinoli, maggiorana e formaggio, poi impanate e fritte o gratinate al forno: piatto della Riviera di Levante.
Leggi la scheda →Torta rustica di patate a fette sottili, porri o cipolla, formaggio e olio, cotta in forno tra due sfoglie di pasta: piatto contadino tipico della Val di Vara e dell'entroterra spezzino.
Leggi la scheda →Impasto di patate lesse, fagiolini, uova e formaggio grattugiato, cotto in forno o in padella fino a formare una crosta dorata: piatto povero della cucina domestica genovese, spesso condito con pesto.
Leggi la scheda →Fette di stinco di vitello con l'osso brasate in umido con vino bianco e brodo, guarnite con la gremolada di prezzemolo, aglio e scorza di limone.
Leggi la scheda →Costoletta di vitello con osso, impanata nel pangrattato e fritta nel burro chiarificato: croccante fuori, morbida all'interno.
Leggi la scheda →Stufato invernale di verze e parti povere del maiale — costine, piedini, cotenne, verzini — cotto a lungo in un unico tegame.
Leggi la scheda →Trippa in umido con fagioli borlotti, verdure e pomodoro, servita con una spolverata di grana: piatto povero della tradizione meneghina.
Leggi la scheda →Polpette milanesi di carne bollita avanzata, pane raffermo, uovo e aromi, appiattite e fritte nel burro: piatto di recupero per antonomasia.
Leggi la scheda →Involtini o bocconcini di vitello rosolati nel burro e poi "affogati" (negaa) in un fondo di cottura con vino bianco e brodo.
Leggi la scheda →Luccio di lago lessato e condito con una salsa di acciughe, capperi, prezzemolo e olio: piatto storico dei laghi di Mantova.
Leggi la scheda →Selezione di carni bollite (manzo, gallina, cotechino) servite con mostarda e salsa verde: piatto conviviale della bassa lombarda.
Leggi la scheda →Taglio di manzo cotto lentamente in olio, acciughe e aromi, servito a fette con la sua salsa densa: specialità della Franciacorta.
Leggi la scheda →Carni miste (pollo, coniglio, maiale, uccellini) infilzate allo spiedo e cotte a lungo girando lentamente sulla brace, con burro e salvia.
Leggi la scheda →Agoni essiccati e pressati (missoltini), tipici del Lago di Como, scaldati alla brace o in padella e serviti con polenta e aceto.
Leggi la scheda →Tinca del Lago d'Iseo farcita con pangrattato ed erbe, cotta al forno: piatto legato alla sagra della tinca ripiena di Clusane.
Leggi la scheda →Filetti di pesce persico del Lago di Garda infarinati, fritti e marinati in una salsa agra di aceto, cipolla e alloro.
Leggi la scheda →Zuppa di pesce misto dell'Adriatico marchigiano cotta in un unico passaggio con pomodoro, aceto e peperone verde, servita con crostini di pane: la versione anconetana del brodetto.
Leggi la scheda →Variante piceno del brodetto, con pomodoro più concentrato e seppie che rilasciano il nero in cottura: piatto marinaro nato dagli scarti del pescato quotidiano dei paranzelli.
Leggi la scheda →Coniglio disossato e farcito con finocchio selvatico, aglio, pancetta e talvolta le sue stesse interiora, arrostito allo spiedo o al forno: piatto delle sagre di tutto l'entroterra marchigiano.
Leggi la scheda →Stoccafisso ammollato e cotto in tegame con patate, pomodoro, olive e alici sotto sale, insaporito da erbe aromatiche: piatto simbolo della cucina povera del porto di Ancona.
Leggi la scheda →Coniglio a pezzi rosolato e cotto in umido con rosmarino, aglio, vino bianco e pomodoro: il potacchio, condimento tipico marchigiano, si prepara anche con pollo o baccalà.
Leggi la scheda →Budella di maiale arrotolate a spirale e cotte alla brace o in tegame con finocchio selvatico: piatto povero della norcineria contadina del Fermano.
Leggi la scheda →Polpette di pane raffermo, formaggio pecorino e uova, cotte in umido nel sugo di pomodoro: piatto povero condiviso con l'Abruzzo confinante e diffuso nel Piceno.
Leggi la scheda →Piccioni selvatici o colombacci cotti allo spiedo o in tegame con un ricco intingolo di fegatini, acciughe, olive, capperi e vino rosso: piatto autunnale della tradizione venatoria umbra.
Leggi la scheda →Carne di cinghiale marinata nel vino rosso con erbe aromatiche e poi brasata a lungo con pomodoro e olive nere: piatto forte della tradizione venatoria dei boschi della Valnerina.
Leggi la scheda →Interiora di agnello (cuore, fegato, polmone) tagliate a pezzi e saltate in padella con carciofi, aglio e vino bianco: piatto della cucina povera contadina umbra, tipico della primavera.
Leggi la scheda →Zuppa di più specie di pesce di lago (persico, luccio, tinca, anguilla) cotte insieme in tegame con pomodoro, aglio e vino bianco: piatto tradizionale dei pescatori del Trasimeno.
Leggi la scheda →Carpa regina del lago Trasimeno pulita, aromatizzata con finocchio selvatico, aglio e pancetta e cotta al forno come una porchetta di pesce: ricetta tipica delle sponde lacustri.
Leggi la scheda →Salsicce di fegato di maiale impastate con pinoli, uvetta, scorza d'arancia e talvolta zucchero, cotte alla griglia o in forno: prodotto della norcineria tipico dell'entroterra umbro.
Leggi la scheda →Salsiccia fresca di carne di cinghiale macinata con spezie e vino, cotta alla brace: specialità dei ristoranti della Valnerina, terra di cacciagione e norcineria.
Leggi la scheda →Carne di capra a pezzi rosolata e brasata a lungo con vino bianco, aglio e alloro fino a intenerirsi: piatto della tradizione pastorale della Valnerina e dei Monti Sibillini umbri.
Leggi la scheda →Fettine di vitello farcite con prosciutto, formaggio e prezzemolo, arrotolate e cotte in umido con pomodoro: secondo tradizionale delle trattorie ternane.
Leggi la scheda →Maialetto da latte arrostito lentamente allo spiedo o in forno con mirto, servito con la cotenna croccante: il piatto delle feste dell'intera isola, detto "porcheddu" in logudorese.
Leggi la scheda →Agnello di Sardegna IGP cotto in umido con finocchietto selvatico e cipolla, spesso legato con uova e pecorino a fine cottura: piatto pasquale delle zone interne.
Leggi la scheda →Pecora bollita a lungo con patate, cipolle e verdure in un brodo profumato: piatto pastorale della Barbagia, in sardo "pecora a su cappottu", nato per valorizzare le carni delle pecore adulte.
Leggi la scheda →Treccia di interiora di agnello o capretto avvolta nel budello, cotta con piselli e pomodoro oppure arrostita: preparazione della cucina povera sarda, detta anche "tratalia" quando è allo spiedo.
Leggi la scheda →Stufato invernale di fave secche con cotiche, salsiccia, lardo, finocchietto e cavolo, servito su fette di pane: piatto di Carnevale del Sassarese e del Logudoro.
Leggi la scheda →Gattuccio di mare lessato e marinato in una salsa di noci, aglio, aceto e fegato del pesce, servita fredda dopo un giorno di riposo: antipasto-secondo storico di Cagliari.
Leggi la scheda →Zuppa di pesce e crostacei con pomodoro, aglio e peperoncino servita con pane abbrustolito: piatto della marina di Cagliari di chiara ascendenza iberica.
Leggi la scheda →Aragosta rossa lessata servita fredda con pomodoro, cipolla dolce, olio e limone: piatto simbolo di Alghero, città di lingua catalana della Riviera del Corallo.
Leggi la scheda →Anguilla dello stagno di Cabras arrostita sulla brace e profumata con foglie di alloro o mirto: preparazione della laguna del Sinis, legata alla pesca lagunare tradizionale.
Leggi la scheda →Tonno rosso dell'isola di San Pietro cotto con pomodoro, capperi e olive oppure servito appena scottato: cucina tabarchina di Carloforte, erede della tradizione delle tonnare.
Leggi la scheda →Muggine dello stagno lessato in acqua salata e avvolto in erba palustre ("ziba") che lo conserva e lo profuma: preparazione antichissima dei pescatori del Sinis, servita fredda.
Leggi la scheda →Capretto cotto lentamente con pomodoro, cipolla, alloro e vino rosso, oppure arrostito allo spiedo nelle feste: piatto dell'allevamento caprino delle zone interne e dell'Ogliastra.
Leggi la scheda →Stoccafisso ammollato, cotto lentamente nel latte con cipolla, acciughe, formaggio grana e olio fino a diventare cremoso: nonostante il nome, si prepara con lo stoccafisso essiccato, non con il baccalà salato.
Leggi la scheda →Stoccafisso lessato e montato a filo d'olio fino a diventare una crema soffice, servito su crostini o polenta bianca: antipasto simbolo dei bacari veneziani.
Leggi la scheda →Sarde fritte marinate con cipolle stufate in aceto, uvetta e pinoli, servite fredde dopo un riposo di almeno un giorno: piatto di conservazione nato per i lunghi imbarchi dei marinai veneziani.
Leggi la scheda →Fegato di vitello tagliato sottile e saltato con abbondante cipolla bionda stufata lentamente, servito tradizionalmente con la polenta: piatto storico delle osterie veneziane.
Leggi la scheda →Spezzatino di carne di cavallo marinato e cotto a lungo nel vino rosso con spezie e verdure, servito con la polenta: piatto storico veronese legato alla tradizione della macellazione equina.
Leggi la scheda →Piccoli granchi della laguna colti nella fase della muta, quando il carapace è ancora tenero, infarinati e fritti interi: specialità stagionale legata alla pesca lagunare veneziana e di Burano.
Leggi la scheda →Anguilla del Polesine cotta in tegame con pomodoro, alloro e vino bianco: piatto delle Valli di Adria e del Delta del Po, legato alla pesca nelle valli da vallicoltura.
Leggi la scheda →Carne di montone salata e affumicata, importata anticamente dalla Dalmazia, lessata con verza: piatto rituale della Festa della Madonna della Salute a Venezia, il 21 novembre.
Leggi la scheda →Giovani colombi allevati in torre arrostiti allo spiedo con lardo e foglie di salvia, serviti su crostoni di polenta: piatto delle colline trevigiane fra Asolo e il Montello.
Leggi la scheda →Coscette d'anatra cotte e conservate sotto strutto in vasi di terracotta: tecnica di conservazione tipica del Polesine, dove il grasso protegge la carne per i mesi invernali.
Leggi la scheda →Bollito misto veronese servito con la peara, salsa densa di midollo di bue, pane grattugiato e abbondante pepe: piatto invernale delle campagne della Bassa veronese.
Leggi la scheda →Seppie stufate nel proprio nero con cipolla, aglio e prezzemolo, servite tradizionalmente con la polenta bianca: piatto marinaro fra i più conosciuti della cucina veneziana.
Leggi la scheda →Cotechino di muso e cotenna di maiale lessato a lungo e servito con verza stufata: piatto invernale diffuso nel Padovano, spesso preparato per la vigilia di Natale.
Leggi la scheda →Salsiccia fresca a spirale di puro suino, cotta alla griglia o in tegame e servita con fette di polenta abbrustolita: piatto quotidiano della campagna vicentina.
Leggi la scheda →Grande frittella rustica di patate grattugiate, farina, speck e cipolla, cotta in padella fino a formare una crosta dorata: piatto contadino delle Giudicarie e della Val di Non.
Leggi la scheda →Fesa di manzo marinata a crudo con sale grosso, aromi e ginepro per alcuni giorni, servita affettata sottile con fagioli o rucola: piatto tipico dell'intera provincia di Trento.
Leggi la scheda →Spezzatino di manzo stufato a lungo con abbondante cipolla, paprica dolce e cumino, servito con canederli o polenta: eredità mitteleuropea della cucina sudtirolese.
Leggi la scheda →Salsiccia fresca di puro suino, cotta alla griglia o in umido con polenta: presente nella tradizione contadina trentina fin dal Medioevo, il nome deriva dal latino lucanica.
Leggi la scheda →Torta salata di farina, latte, uova e luganega, cotta al forno fino a formare una crosta dorata: piatto povero della Valle di Cembra, il cui nome dialettale significa "ammazza la fame".
Leggi la scheda →Selvaggina marinata nel vino rosso con aromi e bacche di ginepro, poi stufata a lungo nella stessa marinatura: piatto delle valli alpine trentine legato alla tradizione venatoria.
Leggi la scheda →Polenta di mais servita con luganega cotta in umido nel sugo di pomodoro o alla griglia: abbinamento classico della cucina contadina trentina.
Leggi la scheda →Trippa di manzo cotta in umido con pomodoro, aromi e formaggio grattugiato, servita ben calda: piatto della tradizione popolare trentina, diffuso soprattutto nelle osterie cittadine.
Leggi la scheda →Coniglio a pezzi rosolato e cotto in umido con vino bianco, rosmarino e pancetta: piatto domenicale della cucina contadina della Valsugana.
Leggi la scheda →Piccole polpette di carne suina macinata grossolanamente e affumicata, appiattite e cotte alla griglia o in padella: prodotto e piatto tradizionale della Val di Non.
Leggi la scheda →Taglio di carne bovina piemontese marinato e brasato lentamente nel Barolo con verdure e spezie, fino a diventare tenerissimo: piatto simbolo delle Langhe, servito con polenta o purè.
Leggi la scheda →Girello di vitello cotto e raffreddato, tagliato sottilissimo e coperto da una salsa di tonno, acciughe e capperi: antipasto-secondo delle feste piemontesi, in dialetto "vitel tonné".
Leggi la scheda →Grande piatto di carni bovine lessate — tagli magri, gelatinosi e ammennicoli — servite con i bagnetti verde e rosso, la salsa al cren e la mostarda: rito conviviale dell'inverno piemontese.
Leggi la scheda →Successione di elementi impanati e fritti — carni, frattaglie, verdure, semolino dolce e amaretti — servita in più portate: piatto delle grandi occasioni della campagna astigiana e monferrina.
Leggi la scheda →Umido ricco di frattaglie e tagli poveri — creste, animelle, filoni, funghi e piselli — sfumato con Marsala o aceto: piatto storico della cucina sabauda, oggi presidio delle trattorie torinesi.
Leggi la scheda →Carne d'asino battuta a coltello e cotta lentamente con vino rosso, aglio, alloro e spezie: piatto simbolo di Borgomanero, nel Novarese, servito con la polenta.
Leggi la scheda →Coniglio lessato, sfilacciato e conservato sott'olio con salvia e aglio: nonostante il nome non contiene pesce, ma richiama la consistenza del tonno in scatola. Tipico del Monferrato.
Leggi la scheda →Involtini di foglie di verza o di cavolo ripieni di carne, salsiccia, pane e formaggio, cotti in tegame: piatto di recupero delle campagne astigiane e monferrine.
Leggi la scheda →Chiocciole spurgate e cotte in umido con aglio, prezzemolo, vino bianco e talvolta pomodoro: specialità di Cherasco, sede dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura.
Leggi la scheda →Spezzatino di vitello cotto lentamente con cipolla, carota e sedano e legato con il suo fondo: piatto domestico della cucina piemontese quotidiana, servito con polenta o patate.
Leggi la scheda →Taglio alto con l'osso a T ricavato dalla lombata di razza Chianina, cotto alla brace di carbone pochi minuti per lato e servito al sangue, condito solo con sale e un filo d'olio: piatto identitario della cucina fiorentina.
Leggi la scheda →Spezzatino di manzo cotto lentamente in vino rosso con grandi quantità di pepe nero in grani e aglio: nato, secondo la tradizione, come pasto dei fornaciai di Impruneta che lo cuocevano vicino alle fornaci delle terrecotte.
Leggi la scheda →Carne di cinghiale marinata nel vino rosso con erbe aromatiche e poi brasata a lungo con pomodoro e verdure, fino a diventare morbida: piatto di caccia diffuso in Maremma e sulle colline della Toscana interna.
Leggi la scheda →Trippa di manzo tagliata a listarelle e cotta in umido con pomodoro, cipolla, carota e sedano, gratinata con parmigiano: piatto popolare fiorentino, tradizionalmente venduto anche nei chioschi dei "trippai" in strada.
Leggi la scheda →Quarto stomaco bovino (abomaso) lessato a lungo in un brodo aromatico e servito tagliato a listarelle nel panino, con salsa verde o piccante: street food storico dei chioschi ambulanti fiorentini, i "lampredottai".
Leggi la scheda →Lombo di maiale arrostito intero con aglio, rosmarino e chiodi di garofano infilati nella carne: si serve tagliato a fette spesse, anche freddo, ed è un classico della domenica toscana.
Leggi la scheda →Umido misto di più carni — pollo, coniglio, manzo, maiale — cotte insieme lentamente in un sugo di pomodoro e vino rosso, servito su fette di pane tostato: piatto del Casentino, nato per unire carni diverse in un solo tegame.
Leggi la scheda →Baccalà infarinato e fritto, poi finito in umido con pomodoro, aglio e prezzemolo: piatto della tradizione marinara livornese, spesso preparato anche in versione più semplice, solo fritto.
Leggi la scheda →Triglie di scoglio cotte in tegame con pomodoro, aglio e prezzemolo, nello stesso stile del baccalà e delle altre preparazioni "alla livornese": piatto rapido della cucina di mare labronica.
Leggi la scheda →Piatto di recupero del lesso avanzato, sminuzzato e insaporito in umido con cipolla e pomodoro: nato per non sprecare la carne del bollito, è entrato stabilmente nella cucina popolare fiorentina.
Leggi la scheda →Seppie cotte in umido con bietole o spinaci, pomodoro e vino bianco, insaporite dal nero di seppia che scurisce il sugo: piatto costiero diffuso fra Pisa e la costa livornese, spesso servito con crostoni di pane.
Leggi la scheda →Spezzatino di carne bovina salmistrata, cotta lentamente con cipolla e vino rosso della valle fino a diventare morbidissima: piatto invernale servito tradizionalmente con la polenta.
Leggi la scheda →Costoletta di vitello impanata, farcita con Fontina DOP e prosciutto cotto, fritta nel burro fino a dorarsi: variante valdostana della cotoletta, pensata per esaltare il formaggio locale.
Leggi la scheda →Carne di camoscio marinata a lungo nel vino rosso con erbe aromatiche e poi brasata con il suo sugo scuro, addensato con il sangue dell'animale: piatto di caccia delle valli laterali del Gran Paradiso.
Leggi la scheda →Fontina DOP fusa lentamente con latte e tuorlo d'uovo fino a diventare una crema vellutata, servita calda con crostini di pane: piatto conviviale che valorizza il formaggio simbolo della regione.
Leggi la scheda →Crespelle sottili farcite con prosciutto cotto e Fontina DOP, arrotolate e gratinate in forno con besciamella: piatto delle occasioni festive nato dall'incontro fra tradizione francofona e casearia locale.
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