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Fricandò piemontese

Il fricandò piemontese è uno spezzatino di vitello cotto lentamente con cipolla, carota e sedano e legato con il proprio fondo di cottura. È un piatto della cucina domestica quotidiana, servito con polenta o patate.

Fricandò piemontese, spezzatino di vitello con verdure e fondo di cottura
Fricandò piemontese, spezzatino di vitello in umido.
Origine
Cuneo
Regione
Piemonte
Categoria
Secondo piatto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del fricandò piemontese

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 20 minCottura 1h 40min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 800 g di polpa di vitello a cubi (spalla, muscolo o cappello del prete)
  • 1 cipolla, 2 carote, 2 coste di sedano
  • 150 ml di vino bianco secco
  • 500 ml di brodo di carne
  • Farina q.b. per infarinare la carne
  • 50 g di burro e olio extravergine di oliva q.b.
  • 1 foglia di alloro, sale e pepe q.b.

Preparazione

  1. Tagliare la carne a cubi regolari di circa tre centimetri e infarinarli leggermente scuotendo l'eccesso.

  2. Rosolare la carne in tegame con burro e olio a fuoco vivace, fino a doratura uniforme su tutti i lati, quindi metterla da parte.

  3. Nello stesso tegame far appassire cipolla, carote e sedano tritati, a fuoco dolce, per circa dieci minuti.

  4. Rimettere la carne, sfumare con il vino bianco e lasciarlo evaporare completamente.

  5. Bagnare con il brodo caldo fino quasi a coprire, unire l'alloro, coprire e cuocere a fuoco molto dolce per circa un'ora e mezza.

  6. Regolare di sale e pepe, scoperchiare negli ultimi minuti per restringere il fondo e servire caldo con polenta o patate.

La versione tradizionale prevede
  • polpa di vitello a cubi (spalla, muscolo o cappello del prete)
  • 1 cipolla, 2 carote, 2 coste di sedano
  • vino bianco secco
  • brodo di carne
  • Farina q.b. per infarinare la carne
  • burro e olio extravergine di oliva q.b.
Storia e origine

Lo stufato quotidiano della cucina piemontese

Il fricandò appartiene alla famiglia delle carni stufate, cotture lente in tegame nate per rendere teneri tagli non adatti alla griglia o all'arrosto.

Nella cucina piemontese è il secondo domestico per eccellenza, meno cerimoniale del brasato ma diffuso in tutte le case, in particolare nel Cuneese.

Le caratteristiche in breve

Cottura lenta in tegame coperto, di almeno un'ora e mezza.
Fondo legato naturalmente dalle verdure e dal collagene.
Assenza di marinature: si distingue in questo dal brasato.
Sapore delicato, adatto al consumo quotidiano.

3 errori da evitare

  1. 01
    Rosolare la carne in una sola volta in tegame affollato

    si lessa invece di dorarsi.

  2. 02
    Aggiungere brodo freddo, che blocca la cottura e indurisce le fibre.
  3. 03
    Usare addensanti a fine cottura invece di lasciare restringere il fondo.

Abbinamenti

Rossi piemontesi come Dolcetto o Barbera; in accompagnamento polenta o purè.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra fricandò e brasato?

Il brasato prevede un pezzo intero di carne marinato nel vino rosso e cotto per diverse ore; il fricandò è uno spezzatino a cubi, senza marinatura, con cottura più breve e sapore più delicato.

Quale taglio di vitello usare?

Tagli adatti allo stufato come spalla, muscolo o cappello del prete, ricchi di tessuto connettivo che si scioglie durante la cottura lenta.

Come si lega il fondo?

Naturalmente: le verdure si disfano e il collagene della carne addensa la salsa. Basta scoperchiare il tegame negli ultimi minuti per far restringere il liquido.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Consorzio di Tutela della Razza Piemontese (COALVI), Razza bovina piemontese — Tutela e disciplinare di produzione www.coalvi.it. Consultato il 04 agosto 2026. Consorzio di tutela della carne di razza bovina piemontese, riferimento per tagli e utilizzi tradizionali.
  • Regione Piemonte, Regione Piemonte — Agricoltura e cibo, prodotti tipici e tradizioni www.regione.piemonte.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Piemonte per agricoltura, produzioni agroalimentari e tradizioni locali.
  • Accademia Italiana della Cucina, Accademia Italiana della Cucina — Ricettario e tutela della cucina regionale www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura, impegnata nella documentazione delle ricette tradizionali italiane.

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