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Risotto al Castelmagno

Il risotto al Castelmagno è un primo piatto delle valli cuneesi in cui il riso viene mantecato con il Castelmagno DOP sciolto a fine cottura, che lascia un sapore intenso, sapido e leggermente piccante a seconda della stagionatura.

Risotto al Castelmagno, primo piatto cremoso delle valli cuneesi
Risotto mantecato con Castelmagno DOP.
Origine
Cuneo
Regione
Piemonte
Categoria
Primo piatto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del risotto al Castelmagno

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 10 minCottura 25 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 320 g di riso Carnaroli
  • 180 g di Castelmagno DOP
  • 1 litro di brodo vegetale o di carne leggero
  • 1 scalogno
  • 50 g di burro
  • 80 ml di vino bianco secco
  • Sale e pepe q.b.

Preparazione

  1. Tritare finemente lo scalogno e farlo appassire a fuoco dolce in una noce di burro, senza colorirlo.

  2. Unire il riso, tostarlo per due o tre minuti mescolando, quindi sfumare con il vino bianco e lasciarlo evaporare.

  3. Proseguire la cottura per circa 16-18 minuti aggiungendo il brodo caldo poco alla volta e mescolando regolarmente.

  4. Nel frattempo eliminare la crosta del Castelmagno e sbriciolarlo grossolanamente.

  5. A fuoco spento, mantecare con il burro freddo e il formaggio sbriciolato, mescolando finché si scioglie e lega il risotto.

  6. Regolare di pepe, assaggiare prima di salare per via della sapidità del formaggio, e servire subito.

La versione tradizionale prevede
  • riso Carnaroli
  • Castelmagno DOP
  • brodo vegetale o di carne leggero
  • 1 scalogno
  • burro
  • vino bianco secco
Storia e origine

Un formaggio d'alpeggio nella cucina di valle

Il Castelmagno è un formaggio a denominazione di origine protetta prodotto nei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, in Valle Grana, nel Cuneese.

L'impiego del formaggio come base di condimento per paste e risotti appartiene alla cucina di valle, dove il prodotto d'alpeggio era la principale fonte di grasso e sapidità disponibile.

Le caratteristiche in breve

Sapore deciso e leggermente piccante, che cresce con la stagionatura del formaggio.
Mantecatura con formaggio sbriciolato, senza panna nella versione tradizionale.
Consistenza all'onda e servizio molto caldo.
Condimento sobrio: il formaggio è l'unico protagonista.

3 errori da evitare

  1. 01
    Aggiungere il formaggio a fuoco acceso, che lo fa filare e separare invece di legarsi.
  2. 02
    Salare prima di aver assaggiato

    il Castelmagno è già molto sapido.

  3. 03
    Usare panna per aumentare la cremosità, estranea alla preparazione tradizionale.

Abbinamenti

Rossi piemontesi strutturati come Nebbiolo d'Alba, oppure un Arneis se si preferisce un bianco.

Domande frequenti

Che cos'è il Castelmagno DOP?

È un formaggio a denominazione di origine protetta prodotto in Valle Grana, nei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, in provincia di Cuneo, con stagionature che ne modificano intensità e piccantezza.

Serve la panna per mantecare?

No: la versione tradizionale prevede la sola mantecatura con burro freddo e formaggio sbriciolato fuori dal fuoco.

Quanto formaggio serve per quattro persone?

Indicativamente 180 g di Castelmagno DOP privato della crosta, dose che garantisce un sapore netto senza coprire del tutto il riso.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Consorzio per la Tutela del Formaggio Castelmagno DOP, Castelmagno DOP — Disciplinare di produzione www.politicheagricole.it. Consultato il 04 agosto 2026. Riferimento al disciplinare della DOP registrata presso il MASAF e la Commissione Europea.
  • Camera di commercio di Cuneo, Camera di commercio di Cuneo — Valorizzazione delle produzioni agroalimentari www.cn.camcom.gov.it. Consultato il 04 agosto 2026. Ente camerale della provincia di Cuneo, attivo nella promozione di nocciola, carne piemontese e formaggi DOP.
  • Regione Piemonte, Regione Piemonte — Agricoltura e cibo, prodotti tipici e tradizioni www.regione.piemonte.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Piemonte per agricoltura, produzioni agroalimentari e tradizioni locali.

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