Regione

Piatti e prodotti tipici del Piemonte

Dalle Langhe al Monferrato, da Torino alle risaie del Vercellese: agnolotti del plin, tajarin al tartufo bianco d'Alba, bagna cauda, vitello tonnato, brasato al Barolo, bonet, Castelmagno DOP, Nocciola Piemonte IGP e i grandi vini da Nebbiolo.

Piatti tipici del Piemonte con agnolotti del plin, tartufo bianco d'Alba, Castelmagno, nocciole e un calice di Barolo sullo sfondo delle colline delle Langhe
  • Capoluogo
    Torino
  • Province
    8
  • Piatti pubblicati
    40
  • Prodotti pubblicati
    32

Il territorio e la cucina del Piemonte

Il Piemonte è la regione in cui la cucina di corte e quella contadina si sono incontrate più a lungo che altrove. Da un lato Torino, capitale sabauda e poi prima capitale d'Italia, ha prodotto una cucina di impronta borghese e francesizzante — la finanziera, il vitello tonnato, l'insalata russa, i grissini, il vermouth; dall'altro le campagne di Langhe, Roero, Monferrato, Canavese e delle valli alpine hanno costruito una gastronomia di recupero, fondata su carni bovine, verdure invernali, riso, castagne e nocciole.

A tenere insieme i due mondi è la materia prima: la razza bovina piemontese, base della carne cruda all'albese e del gran bollito; il riso delle risaie fra Vercelli, Novara e Biella, unico in Italia a fregiarsi di una DOP con il Riso di Baraggia; il tartufo bianco d'Alba, che ogni autunno trasforma le Langhe in una destinazione internazionale; la Nocciola Piemonte IGP, all'origine della pasta gianduia e della pasticceria secca. Sul piano enologico il Piemonte è la regione con il maggior numero di DOCG d'Italia, dal Barolo al Barbaresco fino al Moscato d'Asti.

La cucina del Piemonte

Langhe, Roero e Monferrato: la cucina del vino

Nelle colline vitate riconosciute patrimonio UNESCO la cucina ruota attorno al vino e alla carne. Il brasato al Barolo, il risotto al Barolo e gli agnolotti del plin conditi con il sugo d'arrosto nascono dalla stessa logica: usare il vino come ingrediente e recuperare le carni già cotte per farne un ripieno. I tajarin, tagliolini sottilissimi ricchi di tuorli, sono il formato di pasta che meglio accoglie il burro e le lamelle di tartufo bianco.

La bagna cauda, salsa calda di aglio, acciughe e olio, è il rito conviviale autunnale del territorio: richiama la via del sale che portava le acciughe liguri verso l'interno e mette al centro le verdure invernali, dal cardo gobbo di Nizza Monferrato ai peperoni, dai topinambur alle cipolle al forno.

Torino e la cucina sabauda

La cucina torinese conserva la traccia della corte: la finanziera, umido ricco di frattaglie e creste di gallo, il vitello tonnato con la sua salsa di tonno e capperi, la tartrà, sformatino di uova e panna antenato dei flan moderni. Attorno al caffè storico si sono formati inoltre alcuni prodotti diventati simboli cittadini: i grissini, il bicerin, il gianduiotto e il vermouth, nato a fine Settecento come vino aromatizzato all'artemisia.

Anche la pasticceria torinese è figlia di questa storia: i marron glacé, i cioccolatini di pasta gianduia e lo zabaione montato a caldo appartengono a un repertorio urbano che convive con i dolci più rustici delle colline, come il bonet e la torta di nocciole.

Le risaie fra Vercelli, Novara e Biella

Nella pianura irrigua le risaie hanno generato piatti unici e sostanziosi: la panissa vercellese, con fagioli di Saluggia e salam d'la duja, e la paniscia novarese, più ricca di verdure. Il riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, coltivato su terreni argillosi, è l'unico riso italiano a denominazione di origine protetta e regge cotture lunghe senza scuocere.

Il salam d'la duja, conservato sotto strutto nell'orcio di terracotta, è il salume che lega tutta l'area: nato come tecnica di conservazione in un clima umido, è oggi l'ingrediente identitario dei risotti delle risaie.

Formaggi d'alpeggio, castagne e valli alpine

L'arco alpino piemontese, dalle Alpi Marittime cuneesi all'Ossola, produce una delle collezioni di formaggi DOP più fitte d'Italia: Castelmagno, Raschera, Bra, Murazzano, Toma Piemontese, Ossolano, oltre alla Robiola di Roccaverano DOP, l'unica DOP italiana che può essere prodotta con solo latte di capra.

Le valli danno anche castagne e marroni — Castagna Cuneo IGP e Marrone della Valle di Susa IGP — che alimentano la produzione dei marron glacé, e piatti di montagna come la polenta concia, arricchita di burro e formaggio fino a diventare filante.

Piatti tipici del Piemonte

Agnolotti del plin
Primi piatti· Alba

Agnolotti del plin

Piccoli agnolotti di sfoglia sottile chiusi con il caratteristico "plin", il pizzicotto delle dita che sigilla ogni pasta: ripieno di arrosti misti, serviti al tovagliolo, al burro e salvia o con il loro sugo.

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Tajarin
Primi piatti· Alba

Tajarin

Tagliolini sottilissimi di sfoglia ricchissima di tuorli, tirati a mano e tagliati al coltello: si servono al burro, con sugo d'arrosto o, nella stagione, con lamelle di tartufo bianco d'Alba.

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Bagna cauda
Antipasti· Asti

Bagna cauda

Salsa calda di aglio, acciughe e olio cotta a lungo e servita nel fojot di terracotta, in cui si intingono verdure crude e cotte: rito conviviale autunnale di Langhe, Monferrato e Roero.

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Vitello tonnato
Secondi piatti· Torino

Vitello tonnato

Girello di vitello cotto e raffreddato, tagliato sottilissimo e coperto da una salsa di tonno, acciughe e capperi: antipasto-secondo delle feste piemontesi, in dialetto "vitel tonné".

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Brasato al Barolo
Secondi piatti· Alba

Brasato al Barolo

Taglio di carne bovina piemontese marinato e brasato lentamente nel Barolo con verdure e spezie, fino a diventare tenerissimo: piatto simbolo delle Langhe, servito con polenta o purè.

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Bollito misto piemontese
Secondi piatti· Carrù

Bollito misto piemontese

Grande piatto di carni bovine lessate — tagli magri, gelatinosi e ammennicoli — servite con i bagnetti verde e rosso, la salsa al cren e la mostarda: rito conviviale dell'inverno piemontese.

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Carne cruda all'albese
Antipasti· Alba

Carne cruda all'albese

Carne di razza bovina piemontese battuta al coltello, condita con olio, sale, pepe e poco limone o aglio: nella stagione si completa con lamelle di tartufo bianco d'Alba.

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Finanziera
Secondi piatti· Torino

Finanziera

Umido ricco di frattaglie e tagli poveri — creste, animelle, filoni, funghi e piselli — sfumato con Marsala o aceto: piatto storico della cucina sabauda, oggi presidio delle trattorie torinesi.

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Panissa vercellese
Primi piatti· Vercelli

Panissa vercellese

Risotto denso di riso vercellese con fagioli di Saluggia, salame sotto grasso (salam d'la duja), cotenne e vino rosso: piatto unico delle risaie del Vercellese.

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Bonet
Dolci· Alba

Bonet

Budino cotto al forno a bagnomaria con uova, latte, cacao, amaretti sbriciolati e rum, servito con il caramello: dolce al cucchiaio simbolo delle Langhe e del Monferrato.

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Baci di dama
Dolci· Tortona

Baci di dama

Due cupolette friabili di farina di nocciole o mandorle unite da un velo di cioccolato fondente: pasticceria secca nata a Tortona e diffusa in tutto il Piemonte.

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Torta di nocciole
Dolci· Cortemilia

Torta di nocciole

Torta bassa e umida a base di nocciole tostate macinate, spesso senza farina, servita con zabaione: dolce dell'Alta Langa, patria della Nocciola Piemonte IGP.

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Prodotti tipici del Piemonte

Tartufo bianco d'Alba
Tartufi e funghiPAT

Tartufo bianco d'Alba

Tuber magnatum Pico raccolto nei boschi di Langhe, Roero e Monferrato fra settembre e gennaio: consumato esclusivamente crudo a lamelle, è il prodotto più prezioso del Piemonte.

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Nocciola Piemonte IGP
Frutta e frutta seccaIGP

Nocciola Piemonte IGP

Nocciola della varietà Tonda Gentile Trilobata coltivata in Langa, Roero e Monferrato: guscio sottile, resa alta in sgusciato e aroma che regge bene la tostatura.

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Castelmagno DOP
Formaggi e latticiniDOP

Castelmagno DOP

Formaggio d'alpeggio della Valle Grana prodotto nei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana: pasta friabile, sapore intenso e piccante, nelle versioni di montagna e d'alpeggio.

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Toma Piemontese DOP
Formaggi e latticiniDOP

Toma Piemontese DOP

Formaggio vaccino a pasta semidura prodotto in gran parte del Piemonte, nelle tipologie a latte intero e semigrasso: sapore dolce da giovane, più deciso con la stagionatura.

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Robiola di Roccaverano DOP
Formaggi e latticiniDOP

Robiola di Roccaverano DOP

Formaggio fresco a coagulazione lattica con latte caprino dell'Alta Langa astigiana e alessandrina: unica DOP italiana che può essere prodotta con latte di capra al cento per cento.

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Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP
Cereali e derivatiDOP

Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP

Unico riso italiano a denominazione di origine protetta, coltivato nelle terre argillose della Baraggia fra Biella e Vercelli: chicco compatto, resistente alla cottura.

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Crudo di Cuneo DOP
SalumiDOP

Crudo di Cuneo DOP

Prosciutto crudo stagionato nelle province di Cuneo, Asti e parte di Torino, salato a secco e stagionato almeno dieci mesi nel clima secco delle valli cuneesi: pasta dolce e poco salata.

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Salame Piemonte IGP
SalumiIGP

Salame Piemonte IGP

Salame di puro suino insaporito con vino rosso piemontese DOC o DOCG, aglio e spezie: la IGP tutela la ricetta storica diffusa in tutta la regione.

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Barolo DOCG
ViniDOP

Barolo DOCG

Rosso da uve Nebbiolo in purezza prodotto in undici comuni delle Langhe attorno a Barolo: lungo affinamento obbligatorio, tannino importante e note di rosa, catrame e spezie.

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Barbaresco DOCG
ViniDOP

Barbaresco DOCG

Rosso da Nebbiolo prodotto fra Barbaresco, Neive e Treiso, sulla destra del Tanaro: profilo più slanciato e pronto rispetto al Barolo, con affinamento minimo più breve.

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Moscato d'Asti DOCG
ViniDOP

Moscato d'Asti DOCG

Vino dolce e leggermente frizzante da uve Moscato bianco delle colline fra Asti, Alba e Acqui: bassa gradazione alcolica e aromi di salvia, pesca e fiori d'arancio.

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Vermouth di Torino
Amari, liquori e distillatiIGP

Vermouth di Torino

Vino aromatizzato con artemisia e altre erbe, prodotto in Piemonte secondo l'indicazione geografica riconosciuta: nato a Torino alla fine del Settecento, base della miscelazione classica.

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Esplora per categoria

Territori del gusto

La Mole Antonelliana e i tetti di Torino con le Alpi sullo sfondo

Torino e la cintura

Il capoluogo sabaudo e la sua cintura: finanziera, vitello tonnato, tartrà, grissini torinesi, gianduiotti, marron glacé e Vermouth di Torino.

Torino · Chieri · Orbassano · Carmagnola · Santena · Chivasso

  • Finanziera
  • Vitello tonnato
  • Grissini torinesi
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Le colline vitate delle Langhe attorno a Barolo in autunno

Langhe

Le colline vitate fra Alba, Barolo e l'Alta Langa: tajarin, agnolotti del plin, brasato al Barolo, tartufo bianco d'Alba, nocciole e Barolo DOCG.

Alba · Barolo · La Morra · Cortemilia · Murazzano

  • Tajarin
  • Brasato al Barolo
  • Tartufo bianco d'Alba
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Le rocche sabbiose del Roero con i vigneti di Arneis

Roero

La sponda sinistra del Tanaro fra rocche e sabbie: Roero Arneis DOCG, pesche e frutta collinare, carne cruda e cucina di collina.

Canale · Bra · Guarene · Santo Stefano Roero

  • Roero Arneis DOCG
  • Bra DOP
  • Mortadella di Bra
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I vigneti di Barbera sulle colline del Monferrato astigiano

Monferrato

Le colline fra Asti, Casale e Acqui: bagna cauda, agnolotti, tonno di coniglio, capunet, cardo gobbo, krumiri e Barbera d'Asti DOCG.

Asti · Casale Monferrato · Nizza Monferrato · Acqui Terme · Ponzone

  • Bagna cauda
  • Tonno di coniglio
  • Barbera d'Asti DOCG
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Le Alpi Marittime sopra le valli del Cuneese con gli alpeggi estivi

Cuneese e Alpi Marittime

Cuneo, le valli occitane e le Alpi Marittime: Castelmagno DOP, Raschera DOP, gnocchi al Castelmagno, bollito di Carrù, porro di Cervere e marron glacé.

Cuneo · Castelmagno · Carrù · Cervere · Caraglio · Cherasco

  • Gnocchi al Castelmagno
  • Bollito misto piemontese
  • Castelmagno DOP
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Le risaie allagate del Vercellese al tramonto

Vercellese e terre del riso

Le risaie fra Vercelli e la Baraggia: panissa vercellese, Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP e salam d'la duja.

Vercelli · Saluggia · Santhià · Trino

  • Panissa vercellese
  • Riso di Baraggia DOP
  • Salam d'la duja
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Il Lago d'Orta e le colline del Novarese con le montagne biellesi sullo sfondo

Novarese e Biellese

Fra Novara, il Biellese e il Lago d'Orta: paniscia novarese, tapulone di Borgomanero, polenta concia, canestrelli biellesi e Gattinara.

Novara · Borgomanero · Biella · Orta San Giulio

  • Paniscia novarese
  • Tapulone
  • Polenta concia piemontese
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Il Lago Maggiore visto dalle alture del Verbano con le Alpi ossolane

Canavese, Verbano e Ossola

Il Canavese, il Lago Maggiore e le valli ossolane: Erbaluce di Caluso DOCG, Ossolano DOP, genepì e cucina alpina di confine.

Ivrea · Caluso · Verbania · Domodossola

  • Erbaluce di Caluso DOCG
  • Ossolano DOP
  • Genepy delle Alpi
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Itinerari gastronomici

Domande frequenti sulla cucina del Piemonte

Che differenza c'è tra agnolotti del plin e agnolotti piemontesi?

Gli agnolotti piemontesi sono paste ripiene di formato quadrato, di dimensioni medie, chiuse con la rotella. Gli agnolotti del plin sono invece molto più piccoli e vengono sigillati con un pizzicotto delle dita — il "plin" in dialetto — che dà alla pasta la caratteristica forma allungata. Il ripieno, in entrambi i casi, nasce dal recupero degli arrosti e dei brasati.

Che cos'è la bagna cauda e come si serve?

È una salsa calda di aglio, acciughe dissalate e olio d'oliva, cotta molto lentamente fino a diventare cremosa. Si porta in tavola nel fojot, un tegamino di terracotta tenuto caldo da una fiammella, e serve da intingolo per verdure crude e cotte: cardo gobbo, peperoni, topinambur, cipolle al forno, cavolfiore. È un piatto conviviale autunnale e invernale, non un antipasto individuale.

Il vitello tonnato contiene davvero il tonno?

Nella versione oggi più diffusa sì: la salsa è a base di tonno sott'olio, acciughe, capperi e maionese o uova sode. Esiste però una versione storica "antica", senza tonno, in cui la salsa si ottiene dal fondo di cottura del vitello con acciughe e capperi. Il nome dialettale "vitel tonné" è oggetto di interpretazioni diverse e non c'è un'unica ricostruzione condivisa.

Perché il tartufo bianco d'Alba non si cucina?

Il Tuber magnatum Pico perde gran parte dei suoi composti aromatici volatili con il calore. Per questo si consuma esclusivamente crudo, affettato a lamelle sottili all'ultimo momento su preparazioni calde ma non bollenti come tajarin al burro, uova, carne cruda o fonduta. La stagione di raccolta va indicativamente da settembre a gennaio.

Che differenza c'è tra Barolo e Barbaresco?

Entrambi sono prodotti con uve Nebbiolo in purezza nelle Langhe, ma in aree distinte: il Barolo in undici comuni a sud-ovest di Alba, il Barbaresco fra Barbaresco, Neive e Treiso sulla destra del Tanaro. I disciplinari prevedono per il Barolo un periodo di affinamento minimo più lungo; in generale il Barbaresco risulta più pronto e slanciato, il Barolo più tannico e longevo.

Che cos'è il salam d'la duja?

È un salame di suino conservato immerso nello strutto all'interno della duja, un orcio di terracotta. La tecnica nasce nelle risaie di Novara e Vercelli, dove l'umidità rendeva difficile la stagionatura all'aria: il grasso protegge il salame e ne mantiene la pasta morbida. È l'ingrediente identitario della panissa vercellese e della paniscia novarese.

Qual è la differenza tra panissa vercellese e paniscia novarese?

Sono due risotti densi della stessa area risicola. La panissa vercellese è più asciutta e si costruisce su riso, fagioli di Saluggia, salam d'la duja, cotenne e vino rosso. La paniscia novarese prevede invece un brodo di verdure più ricco — verza, carote, sedano, talvolta pomodoro — che rende il piatto più morbido e vegetale.

Che cos'è il bonet?

È un dolce al cucchiaio piemontese cotto al forno a bagnomaria, a base di uova, latte, zucchero, cacao, amaretti sbriciolati e rum, servito rovesciato con il caramello. Il nome in dialetto indica un copricapo o lo stampo usato per la cottura. Esiste anche una versione storica "bianca", senza cacao.

Perché il Vermouth è legato a Torino?

Il vermouth nella forma che conosciamo si afferma a Torino alla fine del Settecento, come vino bianco aromatizzato con artemisia e altre erbe. La città ha ospitato le principali case produttrici e ha reso il prodotto un simbolo dell'aperitivo. Oggi l'indicazione geografica "Vermouth di Torino" riserva la denominazione ai prodotti realizzati in Piemonte secondo requisiti definiti.

Che cosa rende speciale la Nocciola Piemonte IGP?

È la varietà Tonda Gentile Trilobata, coltivata in Langa, Roero e Monferrato. Ha guscio sottile, resa elevata in sgusciato, forma tondeggiante che favorisce una tostatura uniforme e un aroma persistente. Queste caratteristiche l'hanno resa la base della pasta gianduia e della pasticceria secca piemontese, dai baci di dama alla torta di nocciole.

Che cos'è il bollito misto piemontese e come si serve?

È un piatto di carni bovine lessate che, nella versione tradizionale più completa, prevede tagli magri, tagli gelatinosi e i cosiddetti ammennicoli (testina, lingua, coda), oltre a gallina e cotechino. Si serve accompagnato dai bagnetti verde e rosso, dalla salsa al cren e dalla mostarda. La razza piemontese e il bue grasso di Carrù sono i riferimenti classici per la materia prima.

Il Piemonte ha davvero il maggior numero di DOCG in Italia?

Sì: il Piemonte è la regione italiana con il maggior numero di denominazioni di origine controllata e garantita, fra cui Barolo, Barbaresco, Barbera d'Asti, Roero, Gavi, Asti, Moscato d'Asti ed Erbaluce di Caluso. Le colline vitate di Langhe, Roero e Monferrato sono inoltre iscritte nella lista del patrimonio mondiale UNESCO dal 2014.

Fonti

Consulta le fonti istituzionali
  • MASAFElenco delle denominazioni italiane DOP, IGP e STG politicheagricole.it (link esterno).
  • MASAFElenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali politicheagricole.it (link esterno).
  • Regione PiemonteProdotti agroalimentari tradizionali e denominazioni del Piemonte regione.piemonte.it (link esterno).
  • Visit PiemonteEnogastronomia del Piemonte visitpiemonte.com (link esterno).
  • Commissione europeaeAmbrosia — registro delle denominazioni geografiche ec.europa.eu (link esterno).