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Bonet

Il bonet è un budino cotto a bagnomaria a base di uova, latte, zucchero, cacao e amaretti sbriciolati, servito capovolto sul caramello. È il dolce al cucchiaio simbolo delle Langhe e del Monferrato.

Bonet, budino piemontese al cacao e amaretti con caramello
Bonet piemontese sformato sul caramello.
Origine
Alba
Regione
Piemonte
Categoria
Dolce al cucchiaio
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del bonet

Ingredienti e procedimento per 8 persone.

8 porzioniPrep 30 minCottura 50 min

Ingredienti

Per 8 persone

  • 500 ml di latte intero
  • 4 uova
  • 150 g di zucchero per il composto
  • 120 g di amaretti secchi
  • 40 g di cacao amaro in polvere
  • 2 cucchiai di rum (facoltativo)
  • 100 g di zucchero e 2 cucchiai d'acqua per il caramello

Preparazione

  1. Preparare il caramello sciogliendo 100 g di zucchero con l'acqua in un pentolino, senza mescolare, fino a ottenere un colore ambrato; versarlo subito sul fondo dello stampo e ruotarlo per distribuirlo.

  2. Sbriciolare finemente gli amaretti, lasciandone qualcuno intero per la decorazione.

  3. Sbattere le uova con lo zucchero in una ciotola, senza montarle, quindi unire il cacao setacciato e mescolare fino a eliminare i grumi.

  4. Scaldare il latte senza portarlo a bollore e versarlo a filo sul composto di uova, mescolando; aggiungere gli amaretti sbriciolati e l'eventuale rum.

  5. Versare il composto nello stampo caramellato e cuocere a bagnomaria in forno a 160 °C per circa 50 minuti, finché la superficie è rappresa ma leggermente tremolante al centro.

  6. Lasciare raffreddare completamente, riporre in frigorifero almeno 4 ore e sformare capovolgendo lo stampo sul piatto di servizio.

La versione tradizionale prevede
  • latte intero
  • 4 uova
  • zucchero per il composto
  • amaretti secchi
  • cacao amaro in polvere
  • rum (facoltativo)
Storia e origine

Il dolce dello stampo

Il nome bonet deriva dal termine piemontese che indica il cappello, con riferimento sia alla forma dello stampo tronco-conico sia al ruolo del dolce, che «chiude» il pranzo come il cappello chiude l'abbigliamento.

La versione più antica era priva di cacao: la ricetta con il cioccolato si diffonde dopo l'affermazione della lavorazione torinese del cacao fra Settecento e Ottocento.

Le caratteristiche in breve

Cottura a bagnomaria in forno, che garantisce una consistenza compatta e liscia.
Caramello colato sul fondo dello stampo prima del composto.
Presenza obbligata di amaretti sbriciolati.
Servizio freddo, sformato dopo lungo riposo.

3 errori da evitare

  1. 01
    Montare le uova

    l'aria incorporata produce bolle e una consistenza spugnosa.

  2. 02
    Cuocere senza bagnomaria o a temperatura troppo alta, con il rischio di un budino granuloso.
  3. 03
    Sformare il bonet ancora tiepido, quando non ha preso consistenza.

Curiosità

Il bonet si prepara volentieri il giorno prima: il riposo prolungato in frigorifero ne migliora consistenza e sapore.

Abbinamenti

Moscato d'Asti DOCG o Brachetto d'Acqui DOCG, dolci e aromatici.

Domande frequenti

Perché si chiama bonet?

Il termine piemontese indica il cappello: il riferimento è sia alla forma dello stampo tronco-conico sia al ruolo di chiusura del pranzo, come il cappello chiude l'abbigliamento.

Il cacao è indispensabile?

Nella versione oggi più diffusa sì, ma la ricetta storica del Monferrato ne era priva: il bonet chiaro, senza cacao, è ancora preparato in alcune zone.

Perché il bonet risulta pieno di bolle?

Perché le uova sono state montate o la cottura è avvenuta a temperatura troppo alta: vanno solo sbattute e cotte a bagnomaria a 160 °C.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Piemonte, Regione Piemonte — Agricoltura e cibo, prodotti tipici e tradizioni www.regione.piemonte.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Piemonte per agricoltura, produzioni agroalimentari e tradizioni locali.
  • Accademia Italiana della Cucina, Accademia Italiana della Cucina — Ricettario e tutela della cucina regionale www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura, impegnata nella documentazione delle ricette tradizionali italiane.
  • MASAF, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 04 agosto 2026. Elenco ufficiale dei PAT per regione, curato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

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