Bonet
Il bonet è un budino cotto a bagnomaria a base di uova, latte, zucchero, cacao e amaretti sbriciolati, servito capovolto sul caramello. È il dolce al cucchiaio simbolo delle Langhe e del Monferrato.
Ricetta tradizionale del bonet
Ingredienti e procedimento per 8 persone.
Ingredienti
Per 8 persone
- 500 ml di latte intero
- 4 uova
- 150 g di zucchero per il composto
- 120 g di amaretti secchi
- 40 g di cacao amaro in polvere
- 2 cucchiai di rum (facoltativo)
- 100 g di zucchero e 2 cucchiai d'acqua per il caramello
Preparazione
Preparare il caramello sciogliendo 100 g di zucchero con l'acqua in un pentolino, senza mescolare, fino a ottenere un colore ambrato; versarlo subito sul fondo dello stampo e ruotarlo per distribuirlo.
Sbriciolare finemente gli amaretti, lasciandone qualcuno intero per la decorazione.
Sbattere le uova con lo zucchero in una ciotola, senza montarle, quindi unire il cacao setacciato e mescolare fino a eliminare i grumi.
Scaldare il latte senza portarlo a bollore e versarlo a filo sul composto di uova, mescolando; aggiungere gli amaretti sbriciolati e l'eventuale rum.
Versare il composto nello stampo caramellato e cuocere a bagnomaria in forno a 160 °C per circa 50 minuti, finché la superficie è rappresa ma leggermente tremolante al centro.
Lasciare raffreddare completamente, riporre in frigorifero almeno 4 ore e sformare capovolgendo lo stampo sul piatto di servizio.
- latte intero
- 4 uova
- zucchero per il composto
- amaretti secchi
- cacao amaro in polvere
- rum (facoltativo)
Il dolce dello stampo
Il nome bonet deriva dal termine piemontese che indica il cappello, con riferimento sia alla forma dello stampo tronco-conico sia al ruolo del dolce, che «chiude» il pranzo come il cappello chiude l'abbigliamento.
La versione più antica era priva di cacao: la ricetta con il cioccolato si diffonde dopo l'affermazione della lavorazione torinese del cacao fra Settecento e Ottocento.
Le caratteristiche in breve
3 errori da evitare
- 01Montare le uova
l'aria incorporata produce bolle e una consistenza spugnosa.
- 02Cuocere senza bagnomaria o a temperatura troppo alta, con il rischio di un budino granuloso.
- 03Sformare il bonet ancora tiepido, quando non ha preso consistenza.
Curiosità
Abbinamenti
Domande frequenti
Perché si chiama bonet?
Il termine piemontese indica il cappello: il riferimento è sia alla forma dello stampo tronco-conico sia al ruolo di chiusura del pranzo, come il cappello chiude l'abbigliamento.
Il cacao è indispensabile?
Nella versione oggi più diffusa sì, ma la ricetta storica del Monferrato ne era priva: il bonet chiaro, senza cacao, è ancora preparato in alcune zone.
Perché il bonet risulta pieno di bolle?
Perché le uova sono state montate o la cottura è avvenuta a temperatura troppo alta: vanno solo sbattute e cotte a bagnomaria a 160 °C.
Fonti
- Regione Piemonte, Regione Piemonte — Agricoltura e cibo, prodotti tipici e tradizioni — www.regione.piemonte.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Piemonte per agricoltura, produzioni agroalimentari e tradizioni locali.
- Accademia Italiana della Cucina, Accademia Italiana della Cucina — Ricettario e tutela della cucina regionale — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura, impegnata nella documentazione delle ricette tradizionali italiane.
- MASAF, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — www.politicheagricole.it. Consultato il 04 agosto 2026. Elenco ufficiale dei PAT per regione, curato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
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