secondi piattiPiemonteTorino

Finanziera

La finanziera è un umido ricco di frattaglie e tagli poveri — creste di gallo, animelle, filoni, fegatini, funghi e piselli — sfumato con Marsala o aceto. È uno dei piatti storici della cucina sabauda, ancora presente nelle trattorie torinesi.

Finanziera piemontese, piatto di frattaglie in umido con funghi e piselli
Finanziera piemontese, umido di frattaglie e funghi.
Origine
Torino
Regione
Piemonte
Categoria
Secondo piatto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale della finanziera

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 40 minCottura 35 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 200 g di animelle di vitello
  • 150 g di filoni (midollo spinale) di vitello
  • 150 g di creste di gallo
  • 150 g di fegatini di pollo
  • 100 g di funghi (porcini freschi o secchi ammollati)
  • 150 g di piselli
  • 1 cipolla piccola
  • 80 ml di Marsala secco oppure 40 ml di aceto di vino bianco
  • 60 g di burro, farina q.b.
  • Brodo di carne q.b., sale e pepe q.b.

Preparazione

  1. Pulire accuratamente le frattaglie

    spurgare animelle e filoni in acqua fredda corrente, sbollentarli brevemente ed eliminare le pellicine; sbollentare e pulire le creste di gallo.

  2. Tagliare tutti gli elementi a pezzi regolari e infarinarli leggermente.

  3. Far appassire la cipolla tritata nel burro, quindi rosolare separatamente le diverse frattaglie, iniziando da quelle che richiedono più tempo e unendo per ultimi i fegatini.

  4. Aggiungere i funghi e i piselli, bagnare con poco brodo caldo e proseguire la cottura a fuoco dolce per circa 20 minuti.

  5. Sfumare con il Marsala o con l'aceto, alzando brevemente la fiamma per far evaporare la parte volatile.

  6. Regolare di sale e pepe, lasciare addensare il fondo e servire ben caldo.

La versione tradizionale prevede
  • animelle di vitello
  • filoni (midollo spinale) di vitello
  • creste di gallo
  • fegatini di pollo
  • funghi (porcini freschi o secchi ammollati)
  • piselli
Storia e origine

Un piatto della cucina sabauda

La finanziera nasce come piatto di recupero delle frattaglie, parti considerate povere e disponibili in abbondanza nelle macellerie, trasformate in una preparazione elaborata dalla cucina piemontese.

Il nome richiama, secondo la tradizione, la marsina indossata dai finanzieri e dagli uomini d'affari torinesi dell'Ottocento, ambiente in cui il piatto era servito nei ristoranti cittadini.

Le caratteristiche in breve

Molteplicità di ingredienti, ciascuno con tempi di cottura propri.
Sapore agrodolce dato dalla sfumatura finale con aceto o Marsala.
Consistenza morbida, con fondo leggermente legato.
Uso di funghi e piselli come contrappunto vegetale.

3 errori da evitare

  1. 01
    Non spurgare a sufficienza animelle e filoni, che restano dal sapore troppo intenso.
  2. 02
    Cuocere tutte le frattaglie insieme, ignorando i diversi tempi di cottura.
  3. 03
    Eccedere con l'aceto, che copre gli altri sapori invece di equilibrarli.

Abbinamenti

Rossi piemontesi di media struttura come Barbera o Freisa; in accompagnamento polenta.

Domande frequenti

Quali frattaglie compongono la finanziera?

Tipicamente animelle, filoni, creste di gallo e fegatini di pollo, integrati da funghi e piselli: la composizione può variare secondo la disponibilità, restando nell'ambito dei tagli poveri.

Si sfuma con Marsala o con aceto?

Entrambe le versioni appartengono alla tradizione: l'aceto caratterizza la finanziera più antica, il Marsala quella più tarda e diffusa nella ristorazione.

Come si servono le frattaglie prima della cottura?

Vanno spurgate in acqua fredda, sbollentate brevemente e private di pellicine e impurità: è un passaggio indispensabile per la riuscita del piatto.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Città di Torino, Città di Torino — Cultura, tradizioni e prodotti cittadini www.comune.torino.it. Consultato il 04 agosto 2026. Sito istituzionale della Città di Torino, riferimento per tradizioni cittadine ed eventi gastronomici.
  • Accademia Italiana della Cucina, Accademia Italiana della Cucina — Ricettario e tutela della cucina regionale www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura, impegnata nella documentazione delle ricette tradizionali italiane.
  • Regione Piemonte, Regione Piemonte — Agricoltura e cibo, prodotti tipici e tradizioni www.regione.piemonte.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Piemonte per agricoltura, produzioni agroalimentari e tradizioni locali.

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