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Fritto misto alla piemontese

Il fritto misto alla piemontese è una successione di elementi impanati e fritti — carni, frattaglie, verdure, semolino dolce e amaretti — servita in più portate. È il piatto delle grandi occasioni della campagna astigiana e monferrina.

Fritto misto alla piemontese, carni verdure e semolino dolce impanati
Fritto misto alla piemontese con elementi dolci e salati.
Origine
Asti
Regione
Piemonte
Categoria
Secondo piatto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del fritto misto alla piemontese

Ingredienti e procedimento per 6 persone.

6 porzioniPrep 1hCottura 40 min

Ingredienti

Per 6 persone

  • 300 g di fettine sottili di vitello
  • 200 g di salsiccia
  • 200 g di cervella o animelle di vitello
  • 200 g di fegato di vitello
  • 2 zucchine e 1 melanzana
  • 200 g di funghi (in stagione)
  • Per il semolino dolce: 500 ml di latte, 120 g di semolino, 50 g di zucchero, 1 tuorlo, scorza di limone
  • 12 amaretti secchi
  • 3 uova e 300 g di pangrattato per l'impanatura
  • Farina q.b., olio per friggere, sale q.b.

Preparazione

  1. Preparare in anticipo il semolino dolce cuocendolo nel latte con lo zucchero e la scorza di limone, unire il tuorlo fuori dal fuoco, stenderlo su un vassoio a uno spessore di circa un centimetro e lasciarlo raffreddare, quindi tagliarlo a rombi.

  2. Pulire e tagliare a pezzi regolari le carni, le frattaglie e le verdure, e ammorbidire brevemente gli amaretti in poco latte.

  3. Passare ciascun elemento prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto e infine nel pangrattato, premendo per far aderire bene la panatura.

  4. Scaldare abbondante olio a circa 170 °C e friggere pochi pezzi per volta, mantenendo separati gli elementi salati da quelli dolci.

  5. Scolare su carta assorbente e salare solo gli elementi salati, appena tolti dall'olio.

  6. Servire in più portate successive, iniziando dalle carni e dalle verdure e chiudendo con il semolino dolce e gli amaretti.

La versione tradizionale prevede
  • fettine sottili di vitello
  • salsiccia
  • cervella o animelle di vitello
  • fegato di vitello
  • e 1 melanzana
  • funghi (in stagione)
Storia e origine

Un fritto in più portate

Il fritto misto piemontese si distingue dagli altri fritti regionali per la presenza contemporanea di elementi salati e dolci, serviti in sequenza durante lo stesso pasto.

Nasce nelle campagne dell'Astigiano e del Monferrato come piatto delle grandi occasioni, quando la macellazione permetteva di utilizzare insieme tagli di carne, frattaglie e ritagli.

Le caratteristiche in breve

Doppia natura, salata e dolce, all'interno della stessa portata.
Impanatura a uovo e pangrattato per la maggior parte degli elementi.
Frittura in olio o in strutto, in piccole quantità per volta.
Servizio progressivo, in più tornate, sempre caldissimo.

3 errori da evitare

  1. 01
    Friggere insieme elementi dolci e salati, con passaggio di sapori nell'olio.
  2. 02
    Sovraccaricare la padella, che abbassa la temperatura e rende il fritto unto.
  3. 03
    Preparare il semolino all'ultimo momento

    deve raffreddare per potersi tagliare.

Abbinamenti

Barbera d'Asti DOCG o Grignolino d'Asti, che alleggeriscono la frittura.

Domande frequenti

Perché il fritto misto piemontese contiene elementi dolci?

Perché la tradizione prevede una successione che alterna salato e dolce nella stessa portata: semolino dolce e amaretti fritti chiudono tipicamente la sequenza.

Si possono friggere insieme tutti gli elementi?

No: gli elementi dolci vanno fritti separatamente da quelli salati, per evitare che l'olio trasferisca i sapori da una categoria all'altra.

Qual è la temperatura corretta dell'olio?

Intorno ai 170 °C, con pochi pezzi per volta: una temperatura più bassa rende il fritto unto, una più alta brucia la panatura prima che l'interno sia cotto.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Camera di commercio di Alessandria-Asti, Camera di commercio di Alessandria-Asti — Produzioni tipiche del territorio www.al.camcom.gov.it. Consultato il 04 agosto 2026. Ente camerale competente per Alessandrino, Astigiano e Monferrato.
  • Accademia Italiana della Cucina, Accademia Italiana della Cucina — Ricettario e tutela della cucina regionale www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura, impegnata nella documentazione delle ricette tradizionali italiane.
  • Regione Piemonte, Regione Piemonte — Agricoltura e cibo, prodotti tipici e tradizioni www.regione.piemonte.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Piemonte per agricoltura, produzioni agroalimentari e tradizioni locali.

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