Itinerario gastronomico di Torino: la cucina sabauda e l'aperitivo
Torino racconta la propria identità gastronomica attraverso due registri complementari: la cucina di corte, ereditata dai Savoia e dalla borghesia ottocentesca, fatta di antipasti elaborati e piatti di frattaglie, e la tradizione dolciaria e da caffè, nata negli stessi anni nei locali storici del centro. A questi si aggiunge il rito laico dell'aperitivo, inventato proprio in città con il Vermouth. Un itinerario di una giornata, da percorrere a piedi sotto i portici, che unisce piazza San Carlo, il Quadrilatero Romano e le sponde del Po, restituendo il profilo di una cucina elegante, misurata e legata alle materie prime delle colline e delle valli piemontesi.
- 1 giorno
- Torino, Carmagnola, Chieri
- Difficoltà: Facile
- Stagione: Tutto l'anno
Le tappe dell'itinerario
- 1
Mattina: caffè storici e pasticceria da forno
Centro storico, via Po, piazza San Carlo
Sotto i portici ottocenteschi si apre la giornata con la pasticceria da caffè: i cioccolatini di pasta gianduia, nati dall'impasto di cacao e nocciole delle Langhe, e i marron glacé, preparati con i marroni delle valli cuneesi e della Valle di Susa. È il momento anche per assaggiare i baci di dama e i canestrelli, biscotti da tè tipici della pasticceria piemontese, spesso serviti accanto a un caffè o a un bicerin.
Il gianduiotto si conserva a temperatura ambiente, mai in frigorifero: il freddo ne altera la consistenza cremosa tipica della pasta gianduia.
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Il bicerin, specialità dei caffè storici
Piazza della Consolata
Nei caffè storici della città si assaggia il bicerin, la bevanda a strati di caffè, cioccolato e crema di latte che ha reso celebre Torino nell'Ottocento. Accanto, un marocchino o un affogato al caffè con gelato completano il repertorio delle bevande calde e fredde a base di caffè e cioccolato, altro terreno in cui la tradizione dolciaria torinese si è storicamente distinta.
Il bicerin si beve caldo e non va mescolato: gli strati di caffè, cioccolato e crema vanno gustati separatamente, sorso dopo sorso.
- 3
Pranzo: gli antipasti della cucina di corte
Quadrilatero Romano, San Salvario
Il pranzo torinese si apre tradizionalmente con una sequenza di antipasti: insalata russa, tartrà, carpione, acciughe al verde. Seguono i due piatti simbolo della cucina sabauda, il vitello tonnato, servito freddo con la salsa di tonno e acciughe, e la finanziera, piatto di frattaglie tipico dei pranzi delle feste, accompagnati dai grissini stirati a mano, presenza fissa sulla tavola piemontese.
La finanziera, piatto di frattaglie della cucina di corte, va spesso ordinata in anticipo nelle trattorie che la preparano nella versione tradizionale.
- 4
Il primo piatto: agnolotti del plin e bagna cauda
San Salvario, Borgo Po
Come primo, gli agnolotti del plin, piccoli ravioli ripieni di carne chiusi con il caratteristico pizzico, rappresentano il piatto di pasta più diffuso della cucina piemontese, spesso conditi con burro e salvia o sugo d'arrosto. In autunno, la bagna cauda, salsa calda a base di acciughe e aglio in cui intingere verdure crude e cotte, è un altro dei riti conviviali più radicati della cucina regionale.
ProdottiLa bagna cauda va tenuta calda per tutta la durata del pasto: il classico fornelletto in terracotta al centro della tavola è pensato proprio a questo scopo.
- 5
Sera: l'aperitivo al Vermouth e i dolci al cucchiaio
Piazza Vittorio Veneto, Borgo Po
La giornata si chiude con il rito che Torino ha inventato: l'aperitivo a base di Vermouth di Torino, vino aromatizzato con artemisia e altre erbe nato in città a fine Settecento. Come dolce, uno zabaione montato a caldo con Marsala o una fetta di bonet, budino cotto di cacao, amaretti e caffè, chiudono il pasto con la nota più tipica della pasticceria piemontese da tavola.
PiattiIl Vermouth di Torino si serve fresco, fra 8 e 12 °C, liscio con una scorza d'agrume oppure come base dei cocktail classici.
La cucina di corte e l'eredità sabauda
La cucina torinese conserva ancora oggi tracce dirette della tavola di corte dei Savoia, che nei secoli ha assorbito influenze francesi e piemontesi rurali. Piatti come il vitello tonnato, la finanziera e il bollito misto nascono da questa contaminazione: preparazioni elaborate, spesso a base di carne, pensate per pranzi importanti e conviviali. La finanziera in particolare, con creste di gallo, animelle e rognoncini, rappresenta l'esempio più compiuto di una cucina che non scartava nulla dell'animale. Accanto a questi piatti da festa, la tavola quotidiana piemontese ha mantenuto un repertorio di antipasti freddi e in carpione, pensati per essere preparati in anticipo e serviti in una lunga sequenza prima del primo piatto, secondo un'abitudine tipica delle famiglie borghesi di fine Ottocento.
I caffè storici e la nascita del bicerin
Nell'Ottocento Torino ha sviluppato una cultura del caffè e della cioccolata paragonabile a poche altre città italiane, favorita dalla presenza della corte e di una borghesia colta che frequentava i locali sotto i portici del centro. In questi ambienti sono nati il bicerin, bevanda a strati di caffè, cioccolato e crema di latte, e la pasta gianduia, ottenuta unendo cacao e nocciole tostate delle Langhe per ammorbidire un cacao allora scarso e costoso. Da questa stessa tradizione derivano i gianduiotti, i marron glacé e una vasta pasticceria da tè fatta di biscotti secchi come i baci di dama e i canestrelli, ancora oggi prodotti secondo ricette che risalgono a quegli anni.
Il Vermouth di Torino e l'aperitivo
Il Vermouth di Torino, vino aromatizzato con artemisia e altre erbe e spezie, è stato messo a punto in città alla fine del Settecento ed è considerato l'antesignano dell'aperitivo moderno. Dalla sua diffusione nei locali torinesi è nata l'abitudine di accompagnare il vino aromatizzato con piccoli assaggi salati prima di cena, un rito che nel tempo si è diffuso in tutta Italia con il nome di aperitivo. Ancora oggi il Vermouth di Torino è alla base di cocktail classici internazionali ed è prodotto da diverse case storiche della città secondo ricette che combinano vino bianco, alcol, zucchero e infusioni di erbe.
Consigli pratici
- Il centro di Torino si percorre comodamente a piedi sotto i portici, che collegano gran parte delle tappe dell'itinerario.
- Gli antipasti piemontesi sono numerosi e sostanziosi: conviene condividerli in tavola e alleggerire il resto del pasto.
- Il peperone di Carmagnola, coltivato nell'area metropolitana, è un souvenir gastronomico stagionale da abbinare alla bagna cauda.
- Gli agnolotti del plin si trovano spesso venduti freschi nelle pastifici del centro: sono facili da portare a casa per una cottura successiva.
- Il bicerin va gustato seduti, senza fretta: è pensato come momento di pausa più che come bevanda da asporto.
Domande frequenti
- È una bevanda calda tipica dei caffè storici torinesi, composta da tre strati: caffè, cioccolato fondente e crema di latte non montata. Si serve in un bicchierino di vetro e va bevuta senza mescolare, per apprezzare i tre strati separatamente.
- Il vitello tonnato è un antipasto freddo a base di fettine di vitello ricoperte da una salsa di tonno, acciughe e maionese. La finanziera è invece un piatto caldo di frattaglie, tradizionalmente servito in occasioni di festa nella cucina piemontese di corte.
- Il Vermouth di Torino è stato messo a punto in città alla fine del Settecento, aromatizzando vino bianco con artemisia e altre erbe. È considerato l'origine del moderno rito dell'aperitivo, diffusosi poi in tutta Italia.
- Sono piccoli ravioli ripieni di carne, tipici della cucina piemontese, chiusi a mano con un pizzico (il 'plin') che dà loro il nome. Si condiscono generalmente con burro e salvia oppure con sugo d'arrosto.
Fonti e approfondimenti
- Città di Torino, Sito istituzionale della Città di Torino — www.comune.torino.it. Consultato il 11 agosto 2026. Caffè storici, mercati e tradizioni gastronomiche cittadine.
- Regione Piemonte, Regione Piemonte — Agricoltura e cibo — www.regione.piemonte.it. Consultato il 11 agosto 2026.
- Regione Piemonte — Piemonte Agri Qualità, Prodotti agroalimentari di qualità del Piemonte — www.piemonteagri.it. Consultato il 11 agosto 2026.
- Turismo Torino e Provincia, Ente turistico ufficiale dell'area metropolitana di Torino — www.turismotorino.org. Consultato il 11 agosto 2026.
- MASAF — Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — www.masaf.gov.it. Consultato il 11 agosto 2026.
Cosa mangiare in città
Questo itinerario è un percorso da fare sul posto. Per una panoramica completa di piatti e prodotti, consulta la guida gastronomica della città.
Territori attraversati
Le aree gastronomiche toccate da questo percorso, con piatti e prodotti documentati.