Gianduiotti
I gianduiotti sono cioccolatini torinesi a forma di barca rovesciata prodotti con la pasta gianduia, impasto di cacao, zucchero e nocciole del Piemonte. Nascono a Torino a metà Ottocento e sono incartati singolarmente.
Ricetta tradizionale dei gianduiotti
Ingredienti e procedimento per 30 persone.
Ingredienti
Per 30 persone
- 200 g di nocciole tostate e pelate (preferibilmente Nocciola Piemonte IGP)
- 150 g di cioccolato fondente al 70%
- 100 g di zucchero a velo
- 50 g di burro di cacao
- 1 pizzico di sale
Preparazione
Macinare a lungo le nocciole tostate con lo zucchero a velo, alternando brevi impulsi, fino a ottenere una pasta fluida e priva di granulosità.
Sciogliere il cioccolato fondente e il burro di cacao a bagnomaria, portandoli a circa 45 °C.
Unire la pasta di nocciole al cioccolato fuso e mescolare fino a ottenere un composto omogeneo e lucido; aggiungere il pizzico di sale.
Far scendere la temperatura del composto a circa 28-29 °C mescolando su un piano freddo, quindi riportarla a 31 °C per un temperaggio corretto.
Colare il composto negli stampi a barca rovesciata, oppure modellarlo a mano formando lingotti con una spatola su un piano freddo.
Lasciare cristallizzare a temperatura ambiente fresca per almeno un'ora, quindi sformare e incartare singolarmente.
- nocciole tostate e pelate (preferibilmente Nocciola Piemonte IGP)
- cioccolato fondente al 70%
- zucchero a velo
- burro di cacao
- sale
Nocciole al posto del cacao
L'origine della pasta gianduia è legata alla scarsità e al costo del cacao nel periodo napoleonico, quando i cioccolatieri torinesi iniziarono a integrarlo con le nocciole delle Langhe.
Il cioccolatino viene presentato al pubblico torinese durante il Carnevale del 1865, associato alla maschera piemontese Gianduja, da cui prende il nome.
Le caratteristiche in breve
3 errori da evitare
- 01Macinare le nocciole senza pause
il calore fa separare l'olio e rende la pasta unta.
- 02Saltare il temperaggio, ottenendo cioccolatini opachi e con affioramenti biancastri.
- 03Conservare i gianduiotti in frigorifero, dove assorbono umidità e odori.
Abbinamenti
Domande frequenti
Perché si chiamano gianduiotti?
Dal nome di Gianduja, maschera tradizionale piemontese, alla quale il cioccolatino fu associato quando venne presentato durante il Carnevale torinese del 1865.
Che cos'è la pasta gianduia?
È l'impasto di cacao, zucchero e nocciole finemente macinate nato a Torino per sopperire alla scarsità di cacao, oggi base di tutta la cioccolateria gianduia.
Come si conservano i gianduiotti?
In luogo fresco e asciutto, fra 15 e 18 °C, lontano da fonti di odore e mai in frigorifero, che provoca condensa e affioramenti sulla superficie.
Fonti
- Città di Torino, Città di Torino — Cultura, tradizioni e prodotti cittadini — www.comune.torino.it. Consultato il 04 agosto 2026. Sito istituzionale della Città di Torino, riferimento per tradizioni cittadine ed eventi gastronomici.
- Consorzio di Tutela della Nocciola Piemonte IGP, Nocciola Piemonte IGP — Disciplinare di produzione — www.politicheagricole.it. Consultato il 04 agosto 2026. Riferimento al disciplinare della IGP che tutela la cultivar Tonda Gentile Trilobata.
- MASAF, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani — www.politicheagricole.it. Consultato il 04 agosto 2026. Elenco ufficiale delle denominazioni DOP/IGP/STG riconosciute dal Ministero.
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