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Gianduiotti

I gianduiotti sono cioccolatini torinesi a forma di barca rovesciata prodotti con la pasta gianduia, impasto di cacao, zucchero e nocciole del Piemonte. Nascono a Torino a metà Ottocento e sono incartati singolarmente.

Gianduiotti, cioccolatini torinesi a forma di barca rovesciata
Gianduiotti torinesi in pasta gianduia alle nocciole.
Origine
Torino
Regione
Piemonte
Categoria
Cioccolateria
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dei gianduiotti

Ingredienti e procedimento per 30 persone.

30 porzioniPrep 40 minCottura 10 min

Ingredienti

Per 30 persone

  • 200 g di nocciole tostate e pelate (preferibilmente Nocciola Piemonte IGP)
  • 150 g di cioccolato fondente al 70%
  • 100 g di zucchero a velo
  • 50 g di burro di cacao
  • 1 pizzico di sale

Preparazione

  1. Macinare a lungo le nocciole tostate con lo zucchero a velo, alternando brevi impulsi, fino a ottenere una pasta fluida e priva di granulosità.

  2. Sciogliere il cioccolato fondente e il burro di cacao a bagnomaria, portandoli a circa 45 °C.

  3. Unire la pasta di nocciole al cioccolato fuso e mescolare fino a ottenere un composto omogeneo e lucido; aggiungere il pizzico di sale.

  4. Far scendere la temperatura del composto a circa 28-29 °C mescolando su un piano freddo, quindi riportarla a 31 °C per un temperaggio corretto.

  5. Colare il composto negli stampi a barca rovesciata, oppure modellarlo a mano formando lingotti con una spatola su un piano freddo.

  6. Lasciare cristallizzare a temperatura ambiente fresca per almeno un'ora, quindi sformare e incartare singolarmente.

La versione tradizionale prevede
  • nocciole tostate e pelate (preferibilmente Nocciola Piemonte IGP)
  • cioccolato fondente al 70%
  • zucchero a velo
  • burro di cacao
  • sale
Storia e origine

Nocciole al posto del cacao

L'origine della pasta gianduia è legata alla scarsità e al costo del cacao nel periodo napoleonico, quando i cioccolatieri torinesi iniziarono a integrarlo con le nocciole delle Langhe.

Il cioccolatino viene presentato al pubblico torinese durante il Carnevale del 1865, associato alla maschera piemontese Gianduja, da cui prende il nome.

Le caratteristiche in breve

Impasto liscio e privo di granulosità, dovuto alla finissima macinazione delle nocciole.
Forma a lingotto con sezione triangolare, la classica «barca rovesciata».
Fusione in bocca rapida, caratteristica della pasta gianduia.
Incarto individuale in carta metallizzata.

3 errori da evitare

  1. 01
    Macinare le nocciole senza pause

    il calore fa separare l'olio e rende la pasta unta.

  2. 02
    Saltare il temperaggio, ottenendo cioccolatini opachi e con affioramenti biancastri.
  3. 03
    Conservare i gianduiotti in frigorifero, dove assorbono umidità e odori.

Abbinamenti

Barolo Chinato o Moscato d'Asti DOCG; ottimi con un caffè torinese.

Domande frequenti

Perché si chiamano gianduiotti?

Dal nome di Gianduja, maschera tradizionale piemontese, alla quale il cioccolatino fu associato quando venne presentato durante il Carnevale torinese del 1865.

Che cos'è la pasta gianduia?

È l'impasto di cacao, zucchero e nocciole finemente macinate nato a Torino per sopperire alla scarsità di cacao, oggi base di tutta la cioccolateria gianduia.

Come si conservano i gianduiotti?

In luogo fresco e asciutto, fra 15 e 18 °C, lontano da fonti di odore e mai in frigorifero, che provoca condensa e affioramenti sulla superficie.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Città di Torino, Città di Torino — Cultura, tradizioni e prodotti cittadini www.comune.torino.it. Consultato il 04 agosto 2026. Sito istituzionale della Città di Torino, riferimento per tradizioni cittadine ed eventi gastronomici.
  • Consorzio di Tutela della Nocciola Piemonte IGP, Nocciola Piemonte IGP — Disciplinare di produzione www.politicheagricole.it. Consultato il 04 agosto 2026. Riferimento al disciplinare della IGP che tutela la cultivar Tonda Gentile Trilobata.
  • MASAF, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani www.politicheagricole.it. Consultato il 04 agosto 2026. Elenco ufficiale delle denominazioni DOP/IGP/STG riconosciute dal Ministero.

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