Bonet
Langhe
Budino cotto al forno a bagnomaria con uova, latte, cacao, amaretti sbriciolati e rum, servito con il caramello: dolce al cucchiaio simbolo delle Langhe e del Monferrato.
Scopri BonetLa pasticceria piemontese fra la nocciola delle Langhe, il cioccolato di Torino, i dolci al cucchiaio delle colline e i biscotti di mais delle valli. Filtra per territorio.
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Langhe
Budino cotto al forno a bagnomaria con uova, latte, cacao, amaretti sbriciolati e rum, servito con il caramello: dolce al cucchiaio simbolo delle Langhe e del Monferrato.
Scopri BonetMonferrato
Due cupolette friabili di farina di nocciole o mandorle unite da un velo di cioccolato fondente: pasticceria secca nata a Tortona e diffusa in tutto il Piemonte.
Scopri Baci di damaTorino e la cintura
Cioccolatini a lingotto rovesciato di pasta gianduia, impasto di cacao, zucchero e nocciole del Piemonte: nati a Torino nell'Ottocento e legati alla maschera del Gianduja.
Scopri GianduiottiTorino e la cintura
Torta bassa e umida a base di nocciole tostate macinate, spesso senza farina, servita con zabaione: dolce dell'Alta Langa, patria della Nocciola Piemonte IGP.
Scopri Torta di noccioleTorino e la cintura
Biscotti di frolla con farina di mais (meliga) e burro, dalla superficie rigata e dalla consistenza sabbiosa: si inzuppano tradizionalmente nello zabaione o nel Moscato.
Scopri Paste di meligaMonferrato
Biscotti a bastoncino ricurvo di farina, burro, zucchero e uova, senza lievito: creati a Casale Monferrato nell'Ottocento, la forma richiama i baffi di Vittorio Emanuele II.
Scopri KrumiriMonferrato
Mezze pesche svuotate e farcite con amaretti, cacao e la polpa stessa, cotte al forno: dolce estivo delle campagne fra Alessandrino, Astigiano e Cuneese.
Scopri Pesche ripiene piemontesiTorino e la cintura
Crema montata a caldo di tuorli, zucchero e vino — tradizionalmente Marsala o Moscato — servita tiepida da sola o con i biscotti di meliga: preparazione storica piemontese.
Scopri ZabaioneTorino e la cintura
Marroni canditi lentamente in sciroppo di zucchero e poi glassati: lavorazione lunga e delicata, specialità delle pasticcerie di Cuneo e della Valle di Susa.
Scopri Marron glacéLanghe
Cialde sottili e croccanti cotte fra due piastre incise, oppure biscotti di nocciola e cioccolato secondo la variante biellese e del Canavese: dolce da sagra delle valli alpine.
Scopri Canestrelli piemontesiDolce al cucchiaio di panna fresca scaldata con zucchero e vaniglia, addensata con gelatina e raffreddata in stampo: la tradizione la colloca in Piemonte, dove è censita tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, servita al naturale o con caramello, frutti di bosco o cioccolato.
Scopri Panna cottaDolci secchi di albume montato e zucchero, cotti a bassa temperatura fino a diventare bianchi, leggerissimi e friabili. In Italia la tradizione più radicata è piemontese, dove la meringa si serve con panna montata e cioccolata calda e diventa base di torte e semifreddi.
Scopri MeringheTorino e la cintura
Dessert composto da gelato fiordilatte, crema o vaniglia con un espresso caldo versato al momento del servizio. Nasce dall'incontro fra la tradizione italiana del gelato e quella dell'espresso e non ha un luogo di nascita documentato: è una pratica di gelateria e caffetteria diffusa nel Novecento.
Scopri Affogato al caffèTorino e la cintura
Preparazione dolciaria fredda ottenuta alleggerendo una base di uova e zucchero con panna montata e congelandola in stampo, senza mantecazione: resta morbida al taglio anche a temperatura di freezer. È una tecnica di pasticceria ormai nazionale; la codifica moderna si lega alla scuola dolciaria piemontese e alla diffusione dei semifreddi al torrone, alla nocciola e allo zabaione.
Scopri SemifreddoTorna alla pagina regionale per esplorare territori, itinerari e categorie.
Vai alla pagina PiemonteNessuna altra regione italiana ha costruito la propria pasticceria attorno alla nocciola come il Piemonte. La varietà Tonda Gentile delle Langhe, coltivata sulle colline fra Cuneo, Asti e Alessandria, è alla base della torta di nocciole, spesso preparata senza farina, e dei baci di dama, due cupolette friabili unite da un velo di cioccolato fondente.
La stessa materia prima genera specialità di piccola scala come il nocciolino di Chivasso, meringhetta minuta a base di nocciole tostate, albume e zucchero. La diffusione della nocciola in pasticceria è anche una conseguenza economica: costava meno del cacao e permetteva di allungarne l'impiego.
Torino è la capitale storica del cioccolato italiano. Il gianduiotto nasce proprio dall'incontro fra cacao e pasta di nocciole, durante il blocco continentale napoleonico che rese difficile l'approvvigionamento di fave di cacao: la nocciola locale ne prese in parte il posto, dando origine a una delle paste dolci più imitate d'Europa.
Attorno al cioccolato ruota anche il bonet, budino cotto al forno con cacao, amaretti sbriciolati, uova e rum, tipico delle Langhe e del Monferrato. L'affogato al caffè completa il quadro della città in cui la caffetteria e la cioccolateria hanno storicamente lo stesso banco.
Il Piemonte ha un repertorio ampio di biscotti secchi pensati per accompagnare vini dolci e bevande calde. Le paste di meliga usano farina di mais macinata fine e si inzuppano nel Moscato; i krumiri di Casale Monferrato, dal profilo ricurvo, sono nati nel 1878 e devono la loro friabilità all'assenza di lievito.
Ai due si affiancano i canestrelli, cialde cotte fra due piastre incise che nelle valli alpine venivano preparate nelle feste patronali. Sono dolci che non si servono al piatto: appartengono alla credenza di casa e alla tradizione dell'ospitalità.
La linea dei dolci al cucchiaio piemontesi parte dallo zabaione, montato a bagnomaria con tuorli, zucchero e Marsala o Moscato, e prosegue con la panna cotta, codificata nelle Langhe e diffusa a livello internazionale nel Novecento. Entrambi sono dolci a pochi ingredienti in cui la tecnica conta più della ricetta.
Completano l'archivio le pesche ripiene di area cuneese, i marron glacé nati dalla castanicoltura delle valli occidentali, e preparazioni di pasticceria come meringhe e semifreddo, che in Piemonte hanno una tradizione di bottega documentata almeno dall'Ottocento.