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Carpione piemontese

Il carpione piemontese è una tecnica di conservazione estiva: carni, pesce di lago, verdure o uova vengono fritti e poi marinati in una concia calda di aceto, vino, cipolla, aglio e salvia. È diffuso in tutto il Piemonte.

Carpione piemontese, verdure e uova fritte marinate in aceto e salvia
Carpione piemontese, alimenti fritti marinati nella concia.
Origine
Torino
Regione
Piemonte
Categoria
Antipasto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del carpione piemontese

Ingredienti e procedimento per 6 persone.

6 porzioniPrep 40 minCottura 30 min

Ingredienti

Per 6 persone

  • 800 g fra zucchine, peperoni, fettine di pollo o tacchino, uova o filetti di pesce di lago
  • Farina q.b. e olio per friggere
  • 3 cipolle bianche
  • 3 spicchi d'aglio
  • Una decina di foglie di salvia
  • 300 ml di aceto di vino bianco
  • 200 ml di vino bianco secco
  • Olio extravergine di oliva q.b., sale e pepe in grani q.b.

Preparazione

  1. Preparare gli alimenti scelti tagliandoli a fette o pezzi regolari, infarinarli e friggerli in olio caldo finché sono dorati, quindi scolarli su carta assorbente e salarli.

  2. Disporre gli alimenti fritti in un contenitore capiente, a strati non troppo alti.

  3. In una casseruola far appassire in olio extravergine le cipolle affettate sottili con l'aglio e le foglie di salvia, senza colorirle.

  4. Bagnare con l'aceto e il vino bianco, unire il pepe in grani e far bollire per circa cinque minuti in modo che l'acidità si attenui.

  5. Versare la concia bollente sugli alimenti fritti, verificando che siano completamente coperti.

  6. Lasciare raffreddare, coprire e conservare in frigorifero per almeno 24 ore prima di servire freddo.

La versione tradizionale prevede
  • fra zucchine, peperoni, fettine di pollo o tacchino, uova o filetti di pesce di lago
  • Farina q.b. e olio per friggere
  • bianche
  • d'aglio
  • Una decina di foglie di salvia
  • aceto di vino bianco
Storia e origine

La concia estiva della cucina piemontese

Il carpione nasce come metodo di conservazione: l'acidità dell'aceto e la frittura preventiva permettevano di mantenere gli alimenti per alcuni giorni nella stagione calda, prima della refrigerazione.

Il nome deriva dal carpione, pesce di lago che veniva trattato con questa tecnica; l'uso si è poi esteso a carni bianche, verdure, uova e altri pesci d'acqua dolce.

Le caratteristiche in breve

Doppio passaggio obbligato: prima frittura, poi marinatura.
Concia calda versata sugli alimenti già fritti e raffreddati.
Aromatizzazione con salvia, aglio e cipolla in abbondanza.
Servizio freddo, dopo almeno un giorno di riposo.

3 errori da evitare

  1. 01
    Versare la concia fredda

    il calore è necessario perché la marinatura penetri.

  2. 02
    Non far bollire aceto e vino, con il risultato di un sapore troppo aggressivo.
  3. 03
    Consumare subito, prima che la marinatura abbia agito.

Abbinamenti

Bianchi piemontesi freschi come Erbaluce di Caluso DOCG o Gavi DOCG.

Domande frequenti

Che cosa si può mettere in carpione?

Verdure come zucchine e peperoni, carni bianche a fettine, uova fritte e pesci d'acqua dolce: la tecnica si applica a tutti questi alimenti, previa frittura.

Perché la concia va versata calda?

Perché il calore favorisce la penetrazione della marinatura negli alimenti fritti; la bollitura preliminare di aceto e vino attenua inoltre l'acidità.

Quanto deve riposare?

Almeno 24 ore in frigorifero: il carpione si serve freddo e migliora nei giorni successivi, purché resti coperto dalla marinatura.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Piemonte, Regione Piemonte — Agricoltura e cibo, prodotti tipici e tradizioni www.regione.piemonte.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Piemonte per agricoltura, produzioni agroalimentari e tradizioni locali.
  • Accademia Italiana della Cucina, Accademia Italiana della Cucina — Ricettario e tutela della cucina regionale www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura, impegnata nella documentazione delle ricette tradizionali italiane.
  • MASAF, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 04 agosto 2026. Elenco ufficiale dei PAT per regione, curato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

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