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Tartufo bianco d'Alba: il tuber magnatum delle Langhe

Il Tartufo bianco d'Alba è il Tuber magnatum raccolto nei boschi e nelle sponde fluviali di Langhe, Roero e Monferrato. Si cerca in autunno e inizio inverno con l'aiuto del cane da tartufo, si consuma esclusivamente crudo affettato sottile e ad Alba gli è dedicata la fiera internazionale.

Tartufo bianco d'Alba affettato sui tajarin
Tartufi bianchi d'Alba con affettatartufi su un piatto di tajarin.

Caratteristiche del prodotto

  • Peridio liscio, di colore ocra chiaro; gleba dal nocciola al rosato con venature bianche.
  • Aroma intensissimo e volatile, che si perde con la cottura.
  • Pezzature molto variabili, da pochi grammi a esemplari eccezionali.
  • Prodotto spontaneo: non è coltivabile su scala industriale.

Territorio di produzione

  • Boschi e fasce fluviali di Langhe, Roero e Monferrato, oltre ad altre aree tartufigene piemontesi.
  • Terreni calcarei e umidi, in simbiosi con querce, pioppi, salici e tigli.

Materie prime

  • Corpi fruttiferi spontanei di Tuber magnatum raccolti da cercatori autorizzati.

Lavorazione

  1. Ricerca notturna o mattutina con il cane da tartufo, secondo la stagione autorizzata.
  2. Estrazione con il vanghetto, senza danneggiare la tartufaia.
  3. Pulitura e cernita per pezzatura e integrità.

Stagionatura

  • Nessuna stagionatura: il tartufo va consumato in pochi giorni dalla raccolta.
  • L'aroma decade rapidamente con il tempo e l'umidità.

Disciplinare

  • Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte iscritto nell'elenco nazionale del MASAF.
  • La raccolta è regolata dalla normativa regionale su periodi, tesserino di idoneità e modalità di ricerca.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Affettato crudo sui tajarin al burro.
  • Su carne cruda all'albese, uova e fonduta.
  • Sul risotto, a fine mantecatura e a fuoco spento.

Conservazione

  • In frigorifero, in contenitore chiuso avvolto in carta assorbente da cambiare ogni giorno.
  • Consumo entro pochi giorni: congelamento e conservazioni prolungate ne compromettono l'aroma.

Domande frequenti

Il tartufo bianco d'Alba si può cuocere?
No: il suo aroma è volatile e va aggiunto crudo, affettato sottile, sul piatto già pronto.
Quando è la stagione?
In autunno e all'inizio dell'inverno, nei periodi stabiliti dalla normativa regionale sulla raccolta.
Perché non si coltiva?
Il Tuber magnatum vive in simbiosi con piante specifiche e in condizioni ambientali difficili da riprodurre: la raccolta resta essenzialmente spontanea.

Fonti

  • MASAF, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 04 agosto 2026. Elenco ufficiale dei PAT per regione, curato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
  • Regione Piemonte, Regione Piemonte — Agricoltura e cibo, prodotti tipici e tradizioni www.regione.piemonte.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Piemonte per agricoltura, produzioni agroalimentari e tradizioni locali.
  • Visit Piemonte / Regione Piemonte, Visit Piemonte — Enogastronomia e cucina piemontese www.visitpiemonte.com. Consultato il 04 agosto 2026. Portale turistico ufficiale della Regione Piemonte, sezione dedicata a cucina, prodotti e itinerari del gusto.
  • Accademia Italiana della Cucina, Accademia Italiana della Cucina — Ricettario e tutela della cucina regionale www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura, impegnata nella documentazione delle ricette tradizionali italiane.

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