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Salam tal aset: il salame fresco cotto nell'aceto

Il salam tal aset è una preparazione quotidiana della campagna friulana: fette spesse di salame fresco, cioè non stagionato, cotte in padella e sfumate con aceto, servite calde con la polenta. Il nome friulano indica letteralmente il «salame nell'aceto».

Salam tal aset, salame fresco cotto in padella con aceto, servito con polenta
Salam tal aset servito con la polenta.
Origine
Udine
Regione
Friuli Venezia Giulia
Categoria
Secondo piatto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del salam tal aset

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 5 minCottura 20 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 4 fette spesse di salame fresco friulano
  • 1 cipolla piccola (facoltativa)
  • Aceto di vino q.b.
  • Olio o strutto q.b.
  • Polenta per accompagnare

Preparazione

  1. Scaldare un filo di olio o strutto in una padella e rosolare le fette di salame fresco su entrambi i lati.

  2. Se gradito, aggiungere la cipolla affettata e farla appassire insieme al salame.

  3. Sfumare con aceto di vino e lasciare che evapori parzialmente, raccogliendo i sapori del fondo di cottura.

  4. Cuocere ancora qualche minuto finché il salame è ben cotto e la salsa si è leggermente ristretta.

  5. Servire caldo con la polenta

La versione tradizionale prevede
  • spesse di salame fresco friulano
  • piccola (facoltativa)
  • Aceto di vino q.b.
  • Olio o strutto q.b.
  • Polenta per accompagnare
Cosa non prevede
  • Salame stagionato consumato a crudo
  • Panna
Storia e origine

Un piatto legato alla macellazione del maiale

Il piatto è legato al periodo della macellazione domestica del maiale nelle campagne friulane, quando il salame fresco, non ancora stagionato, veniva consumato subito, spesso cotto in padella con l'aggiunta di aceto per bilanciarne la grassezza.

È una preparazione di uso quotidiano più che festivo, pensata per utilizzare rapidamente parte della produzione di salumi domestica prima che completasse la stagionatura.

Le caratteristiche in breve

Salame non stagionato, cotto e non affettato a crudo.
Sapore acidulo dato dall'aceto di sfumatura.
Accompagnamento tradizionale con la polenta.
Preparazione rapida, adatta a un pasto quotidiano più che a un'occasione conviviale.

Domande frequenti

Cosa significa «tal aset»?

È un'espressione dialettale friulana che significa «nell'aceto», riferita al metodo di cottura del salame fresco sfumato con aceto in padella.

Che differenza c'è tra il salam tal aset e il salame stagionato affettato?

Il salame stagionato si consuma freddo e a crudo, tagliato sottile; il salam tal aset utilizza invece il salame fresco, appena insaccato e non stagionato, cotto in padella e sfumato con aceto, un uso del tutto diverso dello stesso prodotto.

In che periodo dell'anno si prepara il salam tal aset?

Tradizionalmente nei giorni successivi alla macellazione del maiale, in inverno, quando era disponibile il salame fresco non ancora stagionato; oggi si prepara tutto l'anno, dato che il salame fresco è reperibile anche fuori da questo periodo.

Si può conservare il salam tal aset una volta cotto?

È preferibile consumarlo appena preparato, perché la crosta rosolata e la sfumatura di aceto perdono consistenza se riscaldati; volendo, si può conservare un giorno in frigorifero e scaldare brevemente in padella.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Agroalimentare, produzioni tradizionali e denominazioni regionali www.regione.fvg.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.