Favata sarda: storia e ricetta dello stufato di Carnevale del Sassarese
La favata sarda è uno stufato invernale a base di fave secche cotte a lungo con cotiche di maiale, salsiccia, lardo, finocchietto selvatico e cavolo, servito su fette di pane. È il piatto tradizionale di Carnevale del Sassarese e del Logudoro, legato al periodo della macellazione del maiale.
Ricetta tradizionale della favata sarda
Ingredienti e procedimento per 6 persone.
Ingredienti
Per 6 persone
- 500 g di fave secche sgusciate
- 300 g di cotiche di maiale
- 200 g di lardo
- 2 salsicce sarde fresche
- 1 cavolo verza piccolo
- Un mazzetto di finocchietto selvatico
- 1 cipolla
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Sale e pepe q.b.
- Fette di pane raffermo per servire
Preparazione
Mettere le fave secche in ammollo in acqua fredda per una notte intera.
Lavare e tagliare a pezzi le cotiche, sbollentarle brevemente in acqua per eliminare le impurità.
In una pentola capiente rosolare la cipolla tritata in olio, unire il lardo a dadini, le cotiche e la salsiccia a pezzi, facendoli insaporire.
Scolare le fave e aggiungerle alla pentola, coprendo tutto con acqua abbondante.
Cuocere a fuoco lento per circa 2 ore, aggiungendo il finocchietto tritato e il cavolo tagliato a listarelle a metà cottura.
Proseguire la cottura fino a quando le fave sono morbide e il composto si è addensato; servire caldo su fette di pane raffermo.
- fave secche sgusciate
- cotiche di maiale
- lardo
- sarde fresche
- verza piccolo
- Un mazzetto di finocchietto selvatico
Lo stufato invernale della macellazione del maiale
La favata nasce nella cucina contadina del Sassarese e del Logudoro come piatto invernale capace di utilizzare le fave secche conservate dall'estate precedente insieme alle parti meno pregiate del maiale, come cotiche e lardo, disponibili nel periodo della macellazione invernale.
La sua collocazione nel calendario di Carnevale non è casuale: il periodo precede la Quaresima, tempo di digiuno e astinenza dalle carni nella tradizione cristiana, e la favata rappresentava un piatto ricco e sostanzioso da consumare prima delle restrizioni.
Le caratteristiche in breve
Domande frequenti
Perché la favata si mangia a Carnevale?
Il Carnevale precede la Quaresima, periodo di digiuno e astinenza dalle carni nella tradizione cristiana: la favata, ricca di fave e carni di maiale, rappresentava un piatto sostanzioso da consumare prima delle restrizioni quaresimali.
Si possono usare fave fresche invece di quelle secche?
Sì, dove disponibili le fave fresche riducono i tempi di cottura e l'ammollo non è necessario, ma la ricetta tradizionale invernale nasce specificamente per l'uso delle fave secche conservate.
Cosa distingue la favata da altri stufati di legumi e maiale?
La presenza del finocchietto selvatico, aroma tipico della cucina sarda, insieme all'uso di cotiche e lardo, distingue la favata da stufati di fave simili presenti in altre regioni italiane.
Fonti
- Regione Autonoma della Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna — Agricoltura e prodotti tipici — www.regione.sardegna.it. Consultato il 10 febbraio 2026. Informazioni istituzionali su agricoltura, pesca e tradizioni gastronomiche sarde.
- Regione Autonoma della Sardegna — Sardegna Turismo, Sardegna Turismo — Enogastronomia — www.sardegnaturismo.it. Consultato il 10 febbraio 2026. Portale turistico ufficiale della Regione Sardegna, sezione enogastronomia.
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