Anguria Reggiana IGP
Cocomero coltivato nella pianura reggiana su terreni alluvionali, con polpa rossa croccante e grado zuccherino minimo fissato dal disciplinare: prodotto estivo storico della Bassa reggiana.
Vai alla scheda →La frutta e frutta secca della tradizione italiana: specialità regionali, ingredienti distintivi e ricette che raccontano il territorio.
Cocomero coltivato nella pianura reggiana su terreni alluvionali, con polpa rossa croccante e grado zuccherino minimo fissato dal disciplinare: prodotto estivo storico della Bassa reggiana.
Vai alla scheda →Arancia bionda a polpa chiara e senza semi coltivata nella valle del Verdura e del Platani, in provincia di Agrigento: cultivar Brasiliano, Washington Navel e Navelina, buccia sottile e profumo intenso.
Vai alla scheda →Fragola coltivata nella piana del Metapontino, fra Ionio e colline lucane: raccolta a maturazione avanzata, colore rosso brillante, profumo marcato e polpa dolce a bassa acidità.
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Agrume ibrido a maturazione precoce coltivato nella pianura costiera del Golfo di Taranto, tra le province di Taranto, Brindisi e Bari. IGP dell'Unione Europea.
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Uva da tavola coltivata nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Taranto e Foggia. Varietà: Italia, Vittoria, Red Globe, Regina. IGP dell'Unione Europea.
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Arancia bionda comune del Gargano (Biondo comune del Gargano e Duretta del Gargano) coltivata nei giardini storici di Vico del Gargano, Rodi Garganico e Ischitella. IGP dell'Unione Europea.
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Limone della cultivar Femminello del Gargano coltivato nei comuni di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico. IGP dell'Unione Europea, caratterizzato dall'oleoso profumo della buccia.
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Nocciola delle cultivar Tonda Gentile Romana e Nocchione coltivate nei Monti Cimini e nella provincia di Viterbo. DOP dell'Unione Europea dal 2009.
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Castagna della cultivar «Marrone» coltivata nei castagneti di Vallerano (Viterbo), nei Monti Cimini. DOP dell'Unione Europea dal 2009.
Vai alla scheda →Actinidia coltivata nell'Agro Pontino e in provincia di Latina, con polpa verde brillante ed elevato contenuto di vitamina C. IGP dell'Unione Europea.
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Pistacchio verde smeraldo coltivato sulle lave dell'Etna nei comuni di Bronte, Adrano e Biancavilla. DOP dell'Unione Europea dal 2010: aromaticità e colore unici al mondo.
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Arance a polpa rossa (Tarocco, Moro, Sanguinello) coltivate ai piedi dell'Etna nelle province di Catania, Siracusa ed Enna. IGP dell'Unione Europea dal 1996.
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Mandorla di grande pregio pasticcero coltivata storicamente ad Avola (Siracusa) nelle varietà Pizzuta, Fascionello e Romana. PAT della Sicilia, Presidio Slow Food.
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Limone della cultivar Femminello Siracusano coltivato nella provincia di Siracusa. Tre fioriture (Primofiore, Bianchetto, Verdello). IGP dell'Unione Europea dal 2011.
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Limone Femminello coltivato sui versanti orientali dell'Etna, nelle province di Catania e Messina. IGP dell'Unione Europea dal 2020: buccia sottile, alto contenuto di oli essenziali.
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Pesca tardiva a pasta gialla coltivata a Leonforte (Enna), raccolta da settembre a novembre grazie alla protezione dei frutti con sacchetti di carta. IGP dell'Unione Europea dal 2010.
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Fico d'India coltivato sulle pendici dell'Etna nelle varietà Surfarina (gialla), Sanguigna (rossa) e Muscaredda (bianca). DOP dell'Unione Europea dal 2003.
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Cultivar Tonda di Giffoni coltivata in Irpinia: nocciola tondeggiante dal seme dolce, tra le più ricercate dalla pasticceria italiana.
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"Regina delle mele" campana: piccola, tondeggiante e croccante, arrossata tradizionalmente sui melai di paglia dopo la raccolta.
Vai alla scheda →Cultivar Dottato essiccata al sole e in essiccatoi tradizionali, spesso farcita con mandorle e noci o ricoperta di cioccolato.
Vai alla scheda →Castagne dei Monti Picentini coltivate nell'areale di Serino (Avellino), dolci e farinose: base per marron glacés e prodotti dolciari.
Vai alla scheda →Marrone di grande pezzatura coltivato nel Cilento interno, con episperma facilmente asportabile: ideale per canditura e caldarroste.
Vai alla scheda →Femminello Ovale della Penisola Sorrentina, dalla buccia spessa e profumata: base del limoncello sorrentino e di molti dolci locali.
Vai alla scheda →Mandorla dolce dell'area murgiana di Toritto (Bari), presidio Slow Food, base di confetti, torroncini e paste di mandorla pugliesi.
Vai alla scheda →Fichi essiccati al sole, farciti con mandorle tostate e chiodi di garofano, poi cotti in forno: dolce tradizionale del Brindisino.
Vai alla scheda →Ciliegia dolce coltivata nella valle del Panaro, in provincia di Modena: polpa soda, colore intenso e raccolta scalare da maggio a luglio.
Vai alla scheda →Produzione pericola delle pianure di Bologna, Ferrara, Modena, Ravenna e Reggio Emilia, con varietà come Abate Fétel, Conference e Kaiser.
Vai alla scheda →Pesche e nettarine delle pianure romagnole, prima frutta italiana a ottenere l'indicazione geografica protetta.
Vai alla scheda →Marrone della Valle del Santerno, nell'Appennino imolese: pezzatura grande, buccia lucida e pasta dolce adatta a marrons glacés e farine.
Vai alla scheda →Confettura di sole amarene e zucchero, cotta a fuoco diretto fino al colore bruno: base delle crostate modenesi.
Vai alla scheda →Antica varietà di melo a buccia giallo-verdognola e polpa soda e acidula, coltivata nelle aree interne molisane e serbevole per l'intero inverno.
Vai alla scheda →Piccola mela rustica delle aree interne molisane, con buccia verde-gialla sfumata di rosso e polpa dura: matura tardi e si conserva a lungo in fruttaio.
Vai alla scheda →Mela a buccia gialla dorata coltivata nei frutteti di fondovalle fra Saint-Pierre e Gressan: forte escursione termica, polpa croccante e nota zuccherina marcata.
Vai alla scheda →Castagna di piccola pezzatura e buccia sottile coltivata sulle pendici del Vulture: dolce e pastosa, usata per marmellate, farine e dolci di Natale.
Vai alla scheda →Agrume coltivato quasi esclusivamente sulla fascia ionica reggina: la DOP riguarda l'olio essenziale estratto dalla buccia, usato in profumeria, liquoreria e pasticceria.
Vai alla scheda →Agrumi senza semi coltivati nelle piane di Sibari, Lamezia e Gioia Tauro: buccia sottile e aderente, polpa succosa e dolce.
Vai alla scheda →Fichi essiccati della varietà Dottato coltivati nella provincia di Cosenza: polpa chiara, dolcezza intensa, base delle crocette e dei fichi ripieni.
Vai alla scheda →Limone dell'alto Ionio cosentino, dalla buccia sottile e profumata e dall'acidità contenuta: usato fresco, in pasticceria e in liquoreria.
Vai alla scheda →Cedro della Riviera dei Cedri, coltivato sotto le pergole nella fascia costiera tirrenica cosentina: usato candito, in liquore e nell'uso rituale ebraico.
Vai alla scheda →Varietà locali come Zeuka, Seurine e Ruggine coltivate nella pedemontana friulana: polpa soda e acidità marcata, ideali per strudel e composte.
Vai alla scheda →Limone coltivato sui terrazzamenti delle Cinque Terre, dalla buccia spessa e profumata, usato per il celebre limoncino locale e in cucina per condire pesce e acciughe.
Vai alla scheda →Castagna coltivata nei castagneti secolari dell'entroterra savonese, alla base della farina di castagne usata per il castagnaccio e per pane e polente locali.
Vai alla scheda →Pere di diverse varietà coltivate nella bassa pianura mantovana, su terreni argillosi lungo il Po: polpa succosa e sapore delicato.
Vai alla scheda →Melone a polpa arancio coltivato nella provincia di Mantova, apprezzato per la dolcezza e la consistenza soda della polpa.
Vai alla scheda →Castagna pregiata dell'Alta Val Seriana bergamasca, di grossa pezzatura e buccia sottile, tradizionalmente arrostita o lessata.
Vai alla scheda →Antica varietà di melo a polpa rosata e sapore acidulo, coltivata nei versanti maceratesi dei Sibillini: quasi scomparsa, oggi recuperata da piccoli produttori locali.
Vai alla scheda →Varietà locale di mela cotogna coltivata nella zona orvietana di Castel Viscardo, tradizionalmente trasformata in confetture e cotognata: frutto autunnale della tradizione contadina umbra.
Vai alla scheda →Agrumi coltivati nella valle del Flumendosa, nel Sarrabus, dove il clima mite produce arance succose e profumate celebrate dalla Sagra degli Agrumi.
Vai alla scheda →Castagne dei castagneti della Barbagia di Belvì, attorno ad Aritzo e Desulo: consumate arrostite o essiccate, sono protagoniste della sagra autunnale.
Vai alla scheda →Mandorle dolci e amare coltivate nel Campidano e nel Sarrabus: base indispensabile di amaretti, gueffus, sospiri e torroni dell'isola.
Vai alla scheda →Ciliegie coltivate sui pendii collinari attorno a Marostica, città della celebre partita a scacchi con figure viventi: polpa soda e dolce, raccolta fra maggio e giugno.
Vai alla scheda →Castagna pregiata dei boschi della Lessinia veronese attorno a San Zeno di Montagna, dal sapore dolce e dalla buccia sottile facile da sbucciare: DOP dal 2003.
Vai alla scheda →Pesche e nettarine coltivate nella pianura veronese fra il Lago di Garda e l'Adige, con più varietà scalari da giugno a settembre: polpa succosa e profumo intenso.
Vai alla scheda →Castagna pregiata dei boschi collinari di Combai, nel Trevigiano, celebrata da una delle più antiche fiere della castagna del Veneto: frutto grande, dolce e facile da pelare.
Vai alla scheda →Mele di numerose varietà (Golden Delicious, Gala, Fuji) coltivate nei meleti della Val d'Adige, Val Venosta e Val di Non-Sole: l'Alto Adige è la più grande area meleicola contigua d'Europa.
Vai alla scheda →Mele Golden Delicious e Renetta coltivate nella Val di Non trentina, tra le più alte quote di melicoltura europea: sapore intenso dovuto alle forti escursioni termiche.
Vai alla scheda →Fragole, lamponi, mirtilli e ribes coltivati nelle vallate di montagna trentine e altoatesine, raccolti a mano nelle piccole aziende agricole di fondovalle.
Vai alla scheda →Prugna della varietà locale Santa Caterina, coltivata nella zona di Dro e dell'Alto Garda trentino: polpa soda e zuccherina, consumata fresca o essiccata.
Vai alla scheda →Castagne coltivate nei castagneti storici della Vallagarina trentina, raccolte in autunno e utilizzate per farine, marroni glassati e piatti della tradizione montana.
Vai alla scheda →Nocciola della varietà Tonda Gentile Trilobata coltivata in Langa, Roero e Monferrato: guscio sottile, resa alta in sgusciato e aroma che regge bene la tostatura.
Vai alla scheda →Castagne e marroni dei castagneti della provincia di Cuneo, raccolti fra settembre e novembre: polpa dolce e croccante, usata fresca, essiccata o candita.
Vai alla scheda →Marrone di pezzatura grossa dei castagneti della Valle di Susa e della Val Sangone, dalla buccia lucida e facilmente pelabile: base dei marron glacé torinesi.
Vai alla scheda →Mele delle varietà Red Delicious, Gala e Fuji coltivate nella pianura cuneese, dove l'escursione termica favorisce la colorazione intensa e la croccantezza.
Vai alla scheda →Pesche e nettarine coltivate nella valle Curone attorno a Volpedo, nell'Alessandrino: frutti raccolti a maturazione avanzata, base delle pesche ripiene piemontesi.
Vai alla scheda →Ciliegie delle varietà locali coltivate sulla collina torinese di Pecetto, storico paese delle ciliegie: raccolta scalare fra maggio e giugno.
Vai alla scheda →Castagne di diverse cultivar locali coltivate sui versanti del Monte Amiata, in provincia di Grosseto e Siena: raccolte da ottobre, si consumano fresche, arrostite o essiccate.
Vai alla scheda →Marroni di grossa pezzatura dei castagneti del Mugello, a nord di Firenze: polpa dolce e facilmente sbucciabile, tradizionalmente essiccati nei metati o lavorati in dolci e farine.
Vai alla scheda →Varietà di mela dalla buccia rugginosa e dalla polpa soda e aromatica, coltivata sui versanti soleggiati della valle centrale: si conserva a lungo ed è usata sia da tavola sia per l'acquavite.
Vai alla scheda →Castagna di grande pezzatura coltivata nei castagneti secolari del comune di Lillianes, in Bassa Valle, dal sapore dolce e dalla buccia facile da sbucciare: alla base della zuppa di castagne e riso.
Vai alla scheda →Piccolo agrume amaro (Citrus × myrtifolia) coltivato sulla Riviera ligure di Ponente fra Varazze, Savona, Albenga e Finale Ligure. Non si consuma fresco: dopo deamarizzazione in salamoia diventa frutto candito, frutto sotto maraschino, sciroppo o marmellata. Tutelato dal Presidio Slow Food «Chinotto di Savona»: non è una DOP né una IGP e non va confuso con la bibita omonima.
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