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Castagna dell'entroterra savonese: il frutto dei castagneti secolari

La castagna dell'entroterra savonese proviene dai castagneti secolari dell'Appennino ligure, in particolare nelle zone di Calizzano e dei comuni limitrofi. È alla base della farina di castagne utilizzata per il castagnaccio, per il pane e per le polente locali, e rappresenta un prodotto storicamente centrale nell'alimentazione dell'entroterra ligure.

Castagne dell'entroterra savonese con riccio, appena raccolte dal castagneto
Castagne dell'entroterra savonese raccolte in un cesto di vimini.

Caratteristiche del prodotto

  • Frutto di media pezzatura, buccia lucida di colore bruno.
  • Polpa dolce, adatta sia al consumo diretto sia alla macinazione in farina.
  • Provenienza da castagneti secolari, spesso ancora gestiti con tecniche tradizionali.
  • Raccolta autunnale, concentrata tra ottobre e novembre.

Territorio di produzione

  • Castagneti dell'entroterra savonese, con particolare concentrazione nell'area di Calizzano e comuni limitrofi.
  • Boschi di montagna dell'Appennino ligure, tra i 500 e i 900 metri di altitudine.

Materie prime

  • Castagne raccolte da alberi secolari o da impianti tradizionali dell'entroterra ligure.

Lavorazione

  1. Raccolta manuale dei frutti caduti a terra, tradizionalmente con l'uso di rastrelli e guanti.
  2. Essiccazione tradizionale, un tempo effettuata nei metati, piccoli edifici in pietra con focolare dedicato.
  3. Macinazione delle castagne essiccate per ottenere la farina di castagne.

Stagionatura

  • Le castagne fresche si consumano entro breve tempo dalla raccolta.
  • La farina ottenuta dall'essiccazione si conserva più a lungo, in luogo fresco e asciutto.

Disciplinare

  • Iscritta nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Liguria.
  • Non esiste un disciplinare di denominazione europea: la coltivazione segue tradizioni locali dell'entroterra savonese.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Base della farina utilizzata per il castagnaccio ligure.
  • Ingrediente di pane e polente tradizionali dell'entroterra.
  • Consumata arrostita o lessata come alimento invernale tipico delle zone di montagna.

Conservazione

  • Fresche, in luogo fresco e ventilato, per alcune settimane.
  • Essiccate o in farina, in contenitori chiusi, per diversi mesi.

Curiosità

I metati, piccoli edifici in pietra un tempo usati per l'essiccazione delle castagne con fumo di legna, sono ancora visibili in diversi borghi dell'entroterra savonese.

La castagna ha rappresentato per secoli un alimento base nei mesi invernali per le comunità di montagna dell'Appennino ligure, in un'epoca in cui il grano era meno disponibile.

Domande frequenti

Dove si coltiva questa castagna?
Nei castagneti secolari dell'entroterra savonese, in particolare nella zona di Calizzano e nei comuni limitrofi dell'Appennino ligure.
A cosa serve principalmente la farina di castagne?
È l'ingrediente base del castagnaccio ligure e di pane e polente tradizionali dell'entroterra, oltre a essere usata in altre preparazioni dolci e salate.
Cos'erano i metati?
Piccoli edifici in pietra, tipici dell'entroterra ligure, usati tradizionalmente per essiccare le castagne con il calore e il fumo di un focolare dedicato.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Liguria, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari liguri www.regione.liguria.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.