Castagna di Serino IGP: le varietà Montemarano e Verdole dell'Irpinia
La Castagna di Serino è il frutto del castagno coltivato nell'alta valle del fiume Sabato, in provincia di Avellino, ottenuto principalmente dalle varietà locali Montemarano e Verdole.
Caratteristiche del prodotto
- Frutto di pezzatura medio-piccola, di forma generalmente più tondeggiante rispetto al marrone, con buccia sottile di colore bruno chiaro.
- Presenza di più frutti per riccio, tratto tipico della castagna comune rispetto al gruppo varietale del marrone.
- Polpa bianco-giallastra, dolce e farinosa, con un setto interno più marcato che nel marrone.
- Le due varietà principali, Montemarano e Verdole, presentano lievi differenze di epoca di maturazione e di aspetto della buccia.
- Buona attitudine alla curatura in acqua e all'essiccazione, pratiche tradizionali che ne prolungano la conservabilità oltre la stagione di raccolta.
Differenze dal prodotto generico
- Rispetto al Marrone di Roccadaspide IGP, altra IGP campana ma della provincia di Salerno, la Castagna di Serino proviene dall'alta valle del Sabato in Irpinia e appartiene alle varietà Montemarano e Verdole, con più frutti per riccio e pezzatura generalmente inferiore rispetto al marrone.
- Va distinta dalla castagna comune generica: il termine indica in genere frutti non riconducibili a varietà o aree specifiche, mentre la Castagna di Serino IGP è legata a varietà locali definite e a un territorio delimitato dal disciplinare.
- Le pratiche di curatura in acqua ed essiccazione tradizionale sono un tratto distintivo di questa denominazione rispetto a castagne commercializzate esclusivamente fresche senza questi passaggi di lavorazione tipici dell'area di Serino.
Territorio di produzione
- L'alta valle del fiume Sabato, in provincia di Avellino, comprendente il comune di Serino e i territori limitrofi individuati dal disciplinare come area IGP.
- Versanti collinari e montani dell'Irpinia, con terreni di origine vulcanica e silicea favorevoli alla castanicoltura da frutto.
- Castagneti tradizionali, spesso storici, gestiti da famiglie locali con pratiche colturali tramandate da generazioni.
Storia e documentazione
La coltivazione del castagno nell'alta valle del Sabato ha una tradizione che la memoria locale fa risalire a diversi secoli fa, in un'area montana dove la castagna ha rappresentato a lungo un alimento base dell'economia contadina.
Le fonti non fissano una data certa per la selezione delle varietà Montemarano e Verdole, ma la loro diffusione nel territorio di Serino è considerata storicamente consolidata.
La pratica della curatura in acqua e dell'essiccazione tradizionale si è mantenuta nel tempo come tecnica distintiva della castanicoltura irpina, tramandata nelle famiglie di produttori locali.
Materie prime
- Frutti del castagno appartenenti alle varietà locali Montemarano e Verdole, individuate dal disciplinare come tipiche dell'area di Serino.
- Nessun ingrediente aggiunto per il prodotto fresco; nel caso della curatura si utilizza esclusivamente acqua per il trattamento dei frutti.
Lavorazione
- Raccolta dei frutti caduti a terra dai ricci, effettuata in autunno nei castagneti dell'alta valle del Sabato.
- Prima cernita in campo per separare i frutti sani da quelli danneggiati o attaccati da parassiti.
- Curatura in acqua, pratica tradizionale che prevede l'immersione delle castagne in acqua fredda per alcuni giorni: i frutti bacati tendono a galleggiare e vengono scartati, mentre gli altri assorbono umidità che ne favorisce la conservazione.
- Essiccazione tradizionale, effettuata in locali dedicati chiamati essiccatoi, dove le castagne vengono esposte al calore per un periodo prolungato fino alla perdita della maggior parte dell'umidità.
- Confezionamento del prodotto fresco o secco secondo le classi di qualità previste dal disciplinare IGP.
Stagionatura
- L'essiccazione tradizionale, quando praticata, richiede diverse settimane nei tipici essiccatoi a fuoco lento dell'area irpina, al termine delle quali si ottiene la castagna secca da conservare più a lungo nel tempo.
Disciplinare
- La Castagna di Serino è Indicazione Geografica Protetta dell'Unione Europea, iscritta nel registro delle denominazioni tutelate.
- Il disciplinare individua l'area dell'alta valle del Sabato in provincia di Avellino e le varietà Montemarano e Verdole come materiale genetico ammesso.
- Sono descritte le pratiche tradizionali di curatura in acqua ed essiccazione come metodi di lavorazione tipici del prodotto, oltre ai requisiti per la commercializzazione del frutto fresco.
- La conformità è verificata da un organismo di controllo autorizzato; il Consorzio di Tutela vigila sul rispetto del disciplinare tra i castanicoltori aderenti.
Come riconoscere il prodotto autentico
- Etichetta o cartellino con il logo IGP dell'Unione Europea e il riferimento al Consorzio di Tutela della Castagna di Serino.
- Buccia sottile di colore bruno chiaro, con più frutti visibili per riccio nella vendita del prodotto non ancora separato.
- Nella versione secca, frutti privi della buccia esterna, ottenuti dopo essiccazione tradizionale negli essiccatoi tipici dell'area.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Consumata bollita o arrosto, secondo le più diffuse preparazioni autunnali della tradizione irpina.
- Utilizzata secca, dopo essiccazione tradizionale, per zuppe e minestre invernali tipiche delle aree montane campane.
- Impiegata nella preparazione di dolci locali e di purea di castagne, anche come accompagnamento a piatti a base di carne.
- Trasformata in farina di castagne artigianale, usata per pane, dolci e polente in alcune ricette della tradizione appenninica campana.
Conservazione
- Fresca, va conservata in luogo fresco e asciutto e consumata entro un tempo relativamente breve, oppure sottoposta a curatura per prolungarne la durata.
- La castagna secca, ottenuta con essiccazione tradizionale, si conserva per mesi in luogo asciutto grazie alla ridotta umidità residua.
- In frigorifero, in sacchetto forato, il prodotto fresco mantiene le proprie caratteristiche per alcune settimane.
Curiosità
Gli essiccatoi tradizionali dell'Irpinia, piccole strutture in pietra dove le castagne venivano essiccate a fuoco lento, sono ancora presenti in alcuni centri dell'area di Serino come testimonianza della lavorazione storica.
La curatura in acqua, oltre a selezionare i frutti sani, era anticamente un metodo pratico per conservare le castagne senza ricorrere ad attrezzature complesse.
Domande frequenti
- Quali varietà rientrano nella Castagna di Serino IGP?
- Il disciplinare individua principalmente le varietà locali Montemarano e Verdole, coltivate nell'alta valle del Sabato in provincia di Avellino.
- Che cos'è la curatura in acqua?
- È una pratica tradizionale che consiste nell'immergere le castagne in acqua fredda per alcuni giorni: i frutti bacati tendono a galleggiare e vengono eliminati, mentre gli altri assorbono umidità utile alla conservazione.
- Come funziona l'essiccazione tradizionale?
- Le castagne vengono poste in essiccatoi dedicati ed esposte al calore per diverse settimane, fino a perdere gran parte dell'umidità e diventare castagne secche adatte a una conservazione più lunga.
- È lo stesso prodotto del Marrone di Roccadaspide IGP?
- No: la Castagna di Serino proviene dall'Irpinia e appartiene a varietà di castagna comune, mentre il Marrone di Roccadaspide proviene dagli Alburni e dal Cilento salernitano ed è un marrone, con caratteristiche morfologiche diverse.
- Dove si trova l'area di produzione?
- Nell'alta valle del fiume Sabato, in provincia di Avellino, con il comune di Serino come riferimento storico della denominazione IGP.
Fonti
- Commissione Europea — eAmbrosia, Registro delle indicazioni geografiche dell'Unione Europea — ec.europa.eu. Consultato il 08 agosto 2026.
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Prodotti DOP, IGP e STG — elenco e disciplinari — www.politicheagricole.it. Consultato il 08 agosto 2026.
- Consorzio di Tutela della Castagna di Serino IGP, Castagna di Serino IGP: le varietà dell'alta valle del Sabato — www.politicheagricole.it. Consultato il 08 agosto 2026.
- Camera di Commercio di Avellino, La castanicoltura irpina e la Castagna di Serino IGP — www.av.camcom.gov.it. Consultato il 08 agosto 2026.
Contenuti correlati

Dolce senza farina a base di mandorle e cioccolato fondente, dalla superficie crepata e dal cuore umido: nato per caso a Capri.
Scopri Torta capreseBiscotti duri a forma di ciambella con mandorle, canditi e pisto (mix di spezie): dolce natalizio partenopeo di antica tradizione monastica.
Scopri Roccocò napoletani
Palline di pasta fritta legate con miele caldo, decorate con codette colorate e canditi: dolce tradizionale del Natale campano.
Scopri Struffoli napoletani