
Ratafià Ciociara
Liquore tradizionale della Ciociaria a base di visciole, alcol e vino rosso locale (Cesanese), zuccherato e macerato al sole per diverse settimane. Tra i PAT del Lazio.
Vai alla scheda →Gli amari, liquori e distillati della tradizione italiana: specialità regionali, ingredienti distintivi e ricette che raccontano il territorio.

Liquore tradizionale della Ciociaria a base di visciole, alcol e vino rosso locale (Cesanese), zuccherato e macerato al sole per diverse settimane. Tra i PAT del Lazio.
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Amaro tradizionale dell'Appennino laziale ottenuto per macerazione della radice di Gentiana lutea raccolta sui Monti Ernici, Simbruini e della Sabina.
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Distillato secco d'anice tradizionale dell'Italia centrale, prodotto anche in Sabina e Ciociaria. Non zuccherato: si consuma come digestivo o per correggere il caffè.
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Liquore aromatizzato all'anice e ai fiori di sambuco tipico della tradizione romana, servito «con la mosca» (tre chicchi di caffè) o in caffè corretto.
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Versione della Tuscia viterbese del liquore d'anice laziale, legata alla tradizione della «Sambuca di Civitavecchia» IG e alla raccolta del sambuco cimino.
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Liquore ottenuto per macerazione delle noci verdi raccolte la notte di San Giovanni sui Monti Lepini, Sabini e in Ciociaria: colore bruno scuro, note di spezie.
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Liquore verde intenso prodotto a Tocco da Casauria (Pescara) dal 1817 con oltre cento erbe di montagna della Majella. Gradazione elevata, sapore balsamico e piccante. PAT dell'Abruzzo.
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Amaro tradizionale ottenuto per macerazione delle radici di Gentiana lutea raccolte sui monti abruzzesi (Gran Sasso, Majella, Sirente-Velino). PAT dell'Abruzzo.
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Liquore di amarene o visciole selvatiche macerate nel Montepulciano d'Abruzzo con zucchero: colore rosso rubino intenso, sapore dolce-amaro. Diffuso in tutta la regione. PAT.
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Mosto di uva scura cotto lentamente per ridurne il volume e poi fatto invecchiare in botte di legno: bevanda dolce da fine pasto della tradizione contadina. PAT dell'Abruzzo.
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Bevanda calda a base di caffè, rum e buccia di limone servita nei bar di Vasto e dell'Aquila: variante abruzzese del ponce livornese.
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Liquore giallo-oro ottenuto per infusione dei pistilli di Zafferano dell'Aquila DOP in alcol e zucchero: bevanda simbolo del territorio di Navelli.
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Distillato tradizionale ibleo di miele fermentato (idromele), noto localmente come «spiritu re' fascitrari», «spiritu i meli» o «spiritu a cira». Prodotto dai mielari dei Monti Iblei (Ragusa, Siracusa). PAT della Sicilia.
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Distillato di vino ottenuto da uve autoctone siciliane (Catarratto, Grillo, Nero d'Avola): tradizione delle distillerie della Sicilia occidentale e del trapanese. PAT della Sicilia.
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Liquore di mandarino tardivo di Ciaculli e degli agrumeti dell'Etna orientale, prodotto storicamente a Santa Venerina (Catania), sede di distillerie liquoristiche dell'Etna. PAT della Sicilia.
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Liquore rosso-arancio ad alta gradazione (70° circa) prodotto sull'Etna con infusione di peperoncini, spezie e agrumi: bevanda simbolo del vulcano, servita a fine pasto.
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Rum siciliano di canna da zucchero coltivata storicamente nella piana di Avola (Siracusa): tradizione produttiva della Sicilia orientale, oggi ripresa da piccole distillerie artigianali.
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Rosolio storico siciliano prodotto per infusione a freddo di petali di rosa, agrumi, cannella o ficodindia in alcol e sciroppo di zucchero: liquore da fine pasto delle famiglie e dei monasteri siciliani. Diverse varianti PAT.
Vai alla scheda →Liquore giallo aromatico prodotto a Benevento dal 1860 da un'infusione di 70 erbe e spezie, tra cui zafferano che ne definisce il colore.
Vai alla scheda →Liquore ottenuto dall'infusione delle sole scorze di limone in alcol, poi diluita con sciroppo zuccherino: prodotto simbolo della Costiera.
Vai alla scheda →Rosolio artigianale salentino a base di petali di rosa, alcol e sciroppo zuccherino: liquore dolce da fine pasto, dal colore rosato.
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Liquore artigianale murgiano ottenuto per infusione di mandorle amare della Murgia barese in alcol e sciroppo: profilo dolce e amarognolo, servito a fine pasto. Prodotto di tradizione locale, non iscritto all'elenco PAT della Regione Puglia.
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Digestivo ottenuto per infusione in alcol e sciroppo dei semi e delle ombrelle di finocchietto selvatico della macchia mediterranea pugliese: è il prodotto trasformato, distinto dall'erba spontanea di partenza.
Vai alla scheda →Liquore scuro da mallo di noce raccolto tradizionalmente la notte di San Giovanni, infuso in alcol con zucchero e spezie e affinato mesi in damigiana.
Vai alla scheda →Liquore all'anice stellato nato a Sassuolo, in provincia di Modena: si beve liscio o si usa per aromatizzare dolci come la torta di tagliatelle.
Vai alla scheda →Liquore casalingo delle valli piacentine ottenuto dall'infusione delle prugnole selvatiche (bargnò) in vino rosso o alcol, con zucchero e spezie.
Vai alla scheda →Liquore all'anice della Bassa modenese, storicamente legato a Finale Emilia: profilo dolce e balsamico, servito a fine pasto.
Vai alla scheda →Liquore casalingo delle valli piacentine ottenuto dall'infusione delle sorbe mature, i frutti del sorbo domestico, con alcol, zucchero e spezie.
Vai alla scheda →Preparazione domestica del Modenese a base di ciliegie di Vignola: infusione alcolica di frutti e noccioli, dolce e fruttata, servita a fine pasto.
Vai alla scheda →Amaro d'erbe ottenuto per infusione alcolica di erbe e radici appenniniche, di colore bruno e gusto amaro-balsamico: digestivo tradizionale delle aree interne.
Vai alla scheda →Liquore domestico bianco e denso a base di latte fresco, zucchero e alcol aromatizzato, preparato nelle case dell'Alto Molise e servito freddo.
Vai alla scheda →Liquore scuro ottenuto per infusione alcolica di noci verdi raccolte a inizio estate, zuccherato e lasciato riposare: iscritto come «Nocino» fra i PAT del Molise.
Vai alla scheda →Liquore molisano dal colore ambrato scuro, costruito su zucchero caramellato, alcol e aromi: si serve caldo d'inverno e conta la variante Poncio al caffè, anch'essa PAT.
Vai alla scheda →Liquore domestico ottenuto per macerazione alcolica di ciliegie nere o di noci con zucchero e spezie: rosso scuro, dolce e morbido, si prepara in casa a fine estate.
Vai alla scheda →Amaro d'erbe della tradizione lucana nato a Pisticci nel 1894 da un'infusione di oltre trenta erbe aromatiche: profilo dolce-amaro con finale di china e genziana.
Vai alla scheda →Liquore domestico ottenuto per infusione di castagne del Vulture in alcol con zucchero e spezie, tradizionalmente preparato dopo la raccolta autunnale.
Vai alla scheda →Famiglia di rosoli casalinghi lucani ottenuti per infusione a freddo di frutta, agrumi o petali in alcol e sciroppo di zucchero, serviti a fine pasto.
Vai alla scheda →Liquore scuro e denso ottenuto dall'estratto di liquirizia calabrese: dolce-amaro, si serve molto freddo a fine pasto.
Vai alla scheda →Infusione delle bucce di bergamotto reggino in alcol e sciroppo di zucchero: profilo agrumato e amaricante, più asciutto di un limoncello.
Vai alla scheda →Liquore ottenuto per infusione delle bucce di cedro coltivate fra Santa Maria del Cedro e Diamante: naso resinoso e sorso pulito.
Vai alla scheda →Amaro artigianale ottenuto da erbe, radici e bacche raccolte sull'altopiano silano, fra cui genziana, ginepro e achillea.
Vai alla scheda →Distillato di vinacce dei vitigni regionali — Friulano, Ribolla Gialla, Picolit, Refosco — con una tradizione di distillazione documentata in Friuli fin dal Quattrocento.
Vai alla scheda →Acquavite di susine di tradizione mitteleuropea, entrata nell'uso di Trieste e del Carso attraverso i legami con l'area danubiana e balcanica.
Vai alla scheda →Liquori d'erbe di montagna preparati nelle valli carniche per infusione di genziana, achillea, pino mugo e bacche di ginepro.
Vai alla scheda →Liquore ottenuto per infusione delle bucce di limone di Monterosso in alcol con acqua e zucchero: digestivo profumato tipico della costa spezzina.
Vai alla scheda →Amaro a base di corteccia di china e altre erbe, tradizione delle distillerie genovesi ottocentesche legate al commercio portuale con le colonie.
Vai alla scheda →Distillato ottenuto dalle vinacce di Vermentino delle due Riviere liguri: profilo aromatico floreale e fruttato, prodotto da piccole distillerie artigianali della regione.
Vai alla scheda →Amaro di erbe alpine nato a Bormio nel 1875, invecchiato in botti di rovere: profilo balsamico e amaricante legato alla tradizione valtellinese.
Vai alla scheda →Liquore denso a base di tuorlo d'uovo, zucchero e alcol, creato a Bergamo nell'Ottocento: dolce, vellutato, servito come digestivo o dessert al cucchiaio.
Vai alla scheda →Liquore scuro casalingo ottenuto per infusione di mallo di noce acerbo in alcol con zucchero e spezie, preparato tradizionalmente attorno a San Giovanni.
Vai alla scheda →Mosto cotto in caldaia scoperta e invecchiato in piccole botti scolme per anni, spesso rincalzato con il metodo della madre: vino da meditazione tipico dell'entroterra maceratese e fermano.
Vai alla scheda →Liquore dolce all'anice stellato prodotto per infusione e distillazione, diffuso nell'Anconetano e nel Maceratese: si serve liscio, con chicchi di caffè o nel caffè corretto.
Vai alla scheda →Distillato trasparente all'anice, versione marchigiana dell'anisato diffuso lungo tutta la costa adriatica centrale: la stessa famiglia del Mistrà laziale, qui legata alle distillerie di Ascoli e Offida.
Vai alla scheda →Anice secco distillato dal 1868 a Muccia, nel Maceratese, da semi di anice verde selezionati: uno dei distillati storici più noti delle Marche, base anche di amari e sciroppi locali.
Vai alla scheda →Liquore amaro ottenuto dall'infusione di erbe, radici e tartufo nero della Valnerina in alcol: prodotto artigianale nato nell'area di Norcia e Spoleto, servito come digestivo a fine pasto.
Vai alla scheda →Liquore ottenuto dalla lavorazione di vino Sagrantino di Montefalco con zucchero e alcol, dal colore rubino intenso: prodotto delle cantine della zona di Montefalco come proposta da fine pasto.
Vai alla scheda →Liquore scuro ottenuto dall'infusione alcolica di noci verdi raccolte tradizionalmente intorno al 24 giugno, festa di San Giovanni, con zucchero e spezie: digestivo casalingo diffuso in tutta la regione.
Vai alla scheda →Liquore ottenuto dall'infusione alcolica delle bacche mature di mirto raccolte nella macchia mediterranea: il digestivo simbolo dell'isola, servito freddo.
Vai alla scheda →Versione chiara del mirto ottenuta dall'infusione delle foglie e dei giovani germogli anziché delle bacche: più erbaceo e delicato del mirto rosso.
Vai alla scheda →Acquavite di vinaccia sarda ad alta gradazione, il cui nome ricorda il filo di ferro con cui si segnalavano le damigiane nascoste all'epoca della distillazione clandestina.
Vai alla scheda →Liquore alle erbe e allo zafferano prodotto a Villacidro, nel Medio Campidano, nelle versioni gialla e bianca: dolce e aromatico, tradizionale fine pasto.
Vai alla scheda →Digestivo ottenuto dall'infusione di erbe della macchia mediterranea come mirto, elicriso, corbezzolo e agrumi, prodotto da distillerie artigianali dell'isola.
Vai alla scheda →Acquavite ottenuta dalla distillazione delle vinacce dei vitigni veneti, prodotta da numerose distillerie artigianali della regione: gradazione elevata e aromi che ricordano l'uva d'origine.
Vai alla scheda →Grappa distillata a Bassano del Grappa, città che ha dato il nome popolare a questa acquavite grazie alla lunga tradizione delle sue distillerie storiche ai piedi del Monte Grappa.
Vai alla scheda →Digestivo ottenuto dall'infusione di erbe alpine e di montagna raccolte sul massiccio del Grappa, prodotto da distillerie artigianali della zona pedemontana vicentina e trevigiana.
Vai alla scheda →Liquore scuro ottenuto dall'infusione alcolica delle noci verdi raccolte attorno alla notte di San Giovanni, preparazione domestica diffusa nelle campagne venete come in altre regioni del Nord Italia.
Vai alla scheda →Liquore dolce e aromatico a base di infusi di petali di rosa o di erbe, tradizione settecentesca delle case venete, oggi riproposta da alcune distillerie artigianali della regione.
Vai alla scheda →Distillato di vinacce trentine prodotto da numerose piccole distillerie di montagna, spesso aromatizzato con erbe alpine o affinato in botti di legno.
Vai alla scheda →Distillato di vinacce delle uve altoatesine (Gewürztraminer, Lagrein, Schiava), prodotto da distillerie storiche della Val d'Adige, spesso aromatico e morbido.
Vai alla scheda →Liquore digestivo ottenuto dall'infusione di erbe di montagna raccolte sulle Dolomiti trentine, prodotto da distillerie artigianali secondo ricette tramandate nelle valli.
Vai alla scheda →Distillato amaro ottenuto dalla radice di genziana raccolta sui pascoli alpini del Trentino, digestivo tradizionale delle malghe e dei rifugi di montagna.
Vai alla scheda →Acquavite ottenuta dalla distillazione di mele altoatesine selezionate, prodotta dalle distillerie della Val Venosta e della Val d'Adige, aromatica e delicata.
Vai alla scheda →Sciroppo ricavato dai fiori di sambuco raccolti nei masi altoatesini, diluito in acqua o utilizzato come base per cocktail: tradizione delle famiglie contadine sudtirolesi.
Vai alla scheda →Vino aromatizzato con artemisia e altre erbe, prodotto in Piemonte secondo l'indicazione geografica riconosciuta: nato a Torino alla fine del Settecento, base della miscelazione classica.
Vai alla scheda →Vino aromatizzato ottenuto dal Barolo DOCG con infusione di corteccia di china, rabarbaro e spezie: nato come tonico in farmacia nell'Ottocento, oggi si beve con il cioccolato fondente.
Vai alla scheda →Liquore ottenuto per infusione delle piante di genepì delle praterie d'alta quota alpine: aroma erbaceo e amaricante, tradizione delle valli alpine occidentali del Piemonte.
Vai alla scheda →Acquavite di vinacce distillate in Piemonte, tutelata dall'indicazione geografica Grappa Piemontese: spesso monovitigno da Nebbiolo, Barbera o Moscato.
Vai alla scheda →Liquore dolce e speziato dal colore rosso intenso, aromatizzato con cannella, chiodi di garofano e vaniglia: nato nelle spezierie fiorentine rinascimentali, è l'ingrediente che colora la mortadella di Prato e lo zuccotto.
Vai alla scheda →Bevanda calda a base di caffè, rum e altri distillati, zucchero e scorza di limone, servita nei bar storici di Livorno in bicchieri di vetro spesso: tradizione portuale legata ai commerci marittimi della città.
Vai alla scheda →Amaro ottenuto dall'infusione di corteccia di china calissaia e altre erbe, prodotto storicamente da farmacie e distillerie toscane: si serve a fine pasto come digestivo.
Vai alla scheda →Liquore scuro ottenuto per infusione di noci verdi raccolte a San Giovanni (fine giugno), alcol e spezie, lasciato macerare per settimane al sole: tradizione domestica diffusa in tutta la Toscana rurale.
Vai alla scheda →Acquavite di vinacce distillate in Toscana, spesso ottenuta da vinacce di Sangiovese delle zone del Chianti e di Montalcino: distillato secco che accompagna il fine pasto nelle trattorie regionali.
Vai alla scheda →Liquore ottenuto per infusione delle bacche di mirto che cresce spontaneo nella macchia mediterranea dell'Isola d'Elba: colore violaceo intenso e sapore dolce-amarognolo, si serve ghiacciato a fine pasto.
Vai alla scheda →Liquore digestivo ottenuto per infusione alcolica dei fiori essiccati di génépy, pianta alpina raccolta oltre i duemila metri: sapore erbaceo e amarognolo, base della coppa dell'amicizia.
Vai alla scheda →Distillato ottenuto dalle vinacce dei vitigni autoctoni della regione, come Petit Rouge e Prié Blanc, prodotto da piccole distillerie artigianali: tutelato da indicazione geografica riconosciuta a livello nazionale.
Vai alla scheda →Distillato ottenuto dalla fermentazione e distillazione delle mele coltivate in valle, spesso della varietà Renetta: profumo fruttato intenso, tradizionalmente servito a fine pasto.
Vai alla scheda →Amaro digestivo ottenuto dalla macerazione delle radici di genziana raccolte sui pascoli alpini, dal gusto marcatamente amaro: prodotto tradizionale delle distillerie di montagna della regione.
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