Amaro Braulio: l'amaro di erbe alpine nato a Bormio
Il Braulio è un amaro a base di erbe alpine, radici e genziana, nato a Bormio, in Alta Valtellina, nel 1875. Il nome deriva dal passo dello Stelvio, anticamente chiamato Monte Braulio.
Caratteristiche del prodotto
- Colore ambrato scuro.
- Naso balsamico, resinoso, con note di genziana ed erbe di montagna.
- Gusto amaricante ma equilibrato, con un finale caldo dato dall'invecchiamento in legno.
- Grado alcolico medio-alto, tipico della categoria degli amari da montagna.
Territorio di produzione
- Bormio, in Alta Valtellina, provincia di Sondrio.
- Le erbe utilizzate sono in parte raccolte nell'area alpina circostante, secondo la tradizione erboristica valtellinese.
Materie prime
- Erbe alpine, radici e genziana.
- Alcol per liquori.
- Zucchero.
Lavorazione
- Infusione idroalcolica delle erbe, radici e genziana.
- Filtrazione dell'infuso.
- Invecchiamento in botti di rovere per un periodo di alcuni mesi.
- Aggiunta di zucchero e assemblaggio finale prima dell'imbottigliamento.
Stagionatura
- Invecchiamento in botti di rovere, elemento distintivo rispetto ad altri amari alpini non affinati in legno.
Disciplinare
- Liquore storico legato alla tradizione erboristica dell'Alta Valtellina, la cui origine risale al 1875.
- Non è oggetto di una denominazione DOP o IGP: la sua identità è legata alla ricetta e al territorio di Bormio.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Servito liscio come digestivo di fine pasto, in bicchierino piccolo.
- Utilizzato talvolta in cocktail e long drink della miscelazione contemporanea.
- Abbinato a formaggi di montagna stagionati come il Bitto DOP.
Conservazione
- In bottiglia chiusa, al riparo dalla luce.
- Servizio a temperatura ambiente o leggermente fresco.
- Lunga conservabilità grazie alla gradazione alcolica.
Domande frequenti
- Da dove deriva il nome Braulio?
- Dal Monte Braulio, antico nome del massiccio in cui si apre il passo dello Stelvio, nell'area alpina sopra Bormio da cui provengono in parte le erbe utilizzate.
- Che cosa distingue il Braulio da altri amari alpini?
- L'invecchiamento in botti di rovere, che gli conferisce un profilo più rotondo e caldo rispetto ad altri amari a base di erbe di montagna non affinati in legno.
- Si può usare in cocktail?
- Sì, oltre al consumo tradizionale come digestivo liscio, il Braulio è impiegato anche nella miscelazione contemporanea per la sua componente balsamica e amaricante.
Fonti
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali — www.masaf.gov.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Regione Lombardia — Agricoltura, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Lombardia — www.regione.lombardia.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Comune di Bormio — portale turistico, Tradizioni gastronomiche e prodotti tipici dell'Alta Valtellina — www.bormio.eu. Consultato il 02 agosto 2026.
- Istituto della Enciclopedia Italiana — Treccani, Voci enciclopediche su vini, liquori e tradizioni alimentari italiane — www.treccani.it. Consultato il 02 agosto 2026.
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