Territori del gusto · Lombardia

Valtellina e Valchiavenna: cucina tipica, piatti e prodotti

Le valli alpine del nord della regione: pizzoccheri, sciatt, polenta taragna, Bitto DOP, Valtellina Casera DOP, bresaola IGP e Amaro Braulio.

Terrazzamenti alpini della Valtellina con vigneti e alpeggi

Il territorio in breve

Località principali

  • Sondrio
  • Teglio
  • Bormio
  • Chiavenna

Tutti i territori del gusto

Dove si trova e cosa lo caratterizza

Valtellina e Valchiavenna si colloca in provincia di Sondrio, in Lombardia e comprende le località di Sondrio, Teglio, Bormio e Chiavenna.

Le produzioni che identificano l'area sono Pizzoccheri della Valtellina, Bresaola della Valtellina IGP, Bitto DOP: materie prime, tecniche e stagionalità locali si riconoscono nella cucina della Lombardia documentata nelle schede collegate.

Due valli alpine, un’unica dispensa di montagna

Valtellina e Valchiavenna sono le valli più settentrionali della Lombardia: la prima corre da est a ovest lungo l’Adda fra Sondrio, Teglio e Bormio, la seconda risale verso i passi svizzeri da Chiavenna. L’orientamento della Valtellina, con il versante retico esposto a sud, ha reso possibile una viticoltura terrazzata inconsueta a queste latitudini, mentre il fondovalle e i pascoli d’alpeggio forniscono grano saraceno, latte e carne bovina.

Il piatto simbolo sono i pizzoccheri della Valtellina: tagliatelle corte di grano saraceno e frumento cotte con patate e verza e condite con burro, aglio e abbondante Valtellina Casera DOP. Teglio ne rivendica la paternità e ospita l’accademia che ne ha depositato la ricetta di riferimento.

Bitto, Casera e bresaola: i prodotti a denominazione

Il Bitto DOP si produce esclusivamente durante l’alpeggio estivo, con latte vaccino lavorato in quota subito dopo la mungitura e con eventuale aggiunta di una quota di latte caprino: può raggiungere stagionature molto lunghe. Il Valtellina Casera DOP è invece il formaggio di fondovalle, semigrasso e a pasta semicotta, prodotto tutto l’anno nelle latterie: due DOP con calendari e destinazioni d’uso diverse.

La Bresaola della Valtellina IGP nasce dalla salagione a secco di tagli magri di manzo, seguita da asciugatura e stagionatura nell’aria secca della valle. È un salume di bovino, non di suino, e questa è la ragione per cui la valle ha sviluppato una norcineria diversa da quella padana.

Vini di terrazzamento, sciatt e amari d’erbe

Il Valtellina Superiore DOCG si ottiene da Nebbiolo, qui chiamato Chiavennasca, coltivato sui terrazzamenti del versante retico; lo Sforzato di Valtellina DOCG nasce dalle stesse uve fatte appassire nei fruttai per mesi prima della vinificazione, ed è uno dei pochi rossi secchi italiani da uve passite. Sono due DOCG distinte, non due versioni dello stesso vino.

Fra i piatti di casa restano gli sciatt, frittelle di grano saraceno con cuore di formaggio filante, la polenta taragna con burro e formaggio, il taroz di patate e fagiolini schiacciati e la spongada come dolce di festa. L’Amaro Braulio di Bormio, nato da una ricetta di erbe alpine di fine Ottocento, chiude il pasto. Il percorso dedicato è l’itinerario Valtellina: grano saraceno, formaggi d’alpeggio e bresaola, e restano gli archivi dei piatti tipici della Lombardia e dei prodotti tipici lombardi.

Piatti tipici del territorio (5)

Prodotti simbolo del territorio (3)

Vini, amari e liquori del territorio (3)

Itinerari collegati

Domande frequenti

Cosa si mangia in Valtellina?

Il piatto simbolo sono i pizzoccheri di grano saraceno con patate, verza e Valtellina Casera DOP. Accanto stanno sciatt, polenta taragna, taroz di patate e fagiolini, bresaola e formaggi d’alpeggio. I vini sono Valtellina Superiore DOCG e Sforzato; a fine pasto l’Amaro Braulio di Bormio.

Che differenza c’è fra Bitto DOP e Valtellina Casera DOP?

Il Bitto DOP si produce solo durante l’alpeggio estivo, in quota, con latte lavorato subito dopo la mungitura ed eventuale aggiunta di latte caprino; regge stagionature molto lunghe. Il Valtellina Casera DOP è invece prodotto tutto l’anno nelle latterie di fondovalle, è semigrasso e a pasta semicotta ed è il formaggio da cucina della valle.

Perché in Valtellina si usa il grano saraceno?

Perché il grano saraceno ha ciclo breve e cresce anche su suoli poveri e a quote in cui il frumento non matura: è stato per secoli il cereale di sussistenza delle valli alpine. Da qui derivano pizzoccheri, sciatt e polenta taragna. Non è un cereale in senso botanico ma una poligonacea, e la sua farina non contiene glutine.

Che cos’è lo Sforzato di Valtellina?

È una DOCG a sé stante: le uve Nebbiolo, qui chiamate Chiavennasca, vengono fatte appassire nei fruttai per alcuni mesi prima della vinificazione, ottenendo un rosso secco di grande concentrazione. Non va confuso con il Valtellina Superiore DOCG, che nasce dalle stesse uve ma senza appassimento.

Come si produce la Bresaola della Valtellina IGP?

Si parte da tagli magri di coscia di bovino, salati a secco con sale e aromi, lasciati riposare alcune settimane e poi asciugati e stagionati nell’aria secca della valle. Il risultato è un salume di manzo, non di suino, magro e di colore rosso uniforme. L’IGP tutela la lavorazione nel territorio della provincia di Sondrio.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani www.masaf.gov.it. Consultato il 12 agosto 2026.
  • Commissione Europea — eAmbrosia, Registro europeo delle denominazioni DOP, IGP e STG ec.europa.eu. Consultato il 12 agosto 2026.
  • MASAF — Catalogo nazionale dei disciplinari, Disciplinari di produzione delle denominazioni di origine dei vini www.masaf.gov.it. Consultato il 12 agosto 2026.
  • Regione Lombardia, Agricoltura e prodotti agroalimentari tradizionali lombardi www.regione.lombardia.it. Consultato il 12 agosto 2026.

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