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China ligure da aperitivo: l'amaro delle distillerie genovesi

La china ligure è un amaro a base di corteccia di china e altre erbe aromatiche, nato nella tradizione delle distillerie genovesi ottocentesche, che grazie al commercio portuale della città avevano accesso privilegiato a spezie ed erbe provenienti da territori lontani. È un amaro dal gusto intenso, tradizionalmente consumato come aperitivo o digestivo.

China ligure, amaro scuro servito in un bicchierino da aperitivo
Bicchierino di china ligure servito come aperitivo.

Caratteristiche del prodotto

  • Colore bruno intenso, quasi ambrato scuro.
  • Sapore amaro e speziato, dato dalla corteccia di china come ingrediente principale.
  • Gradazione alcolica media, tipica degli amari da aperitivo italiani.
  • Aroma complesso, arricchito da altre erbe secondo la ricetta della distilleria.

Territorio di produzione

  • Genova e il suo territorio, dove nel corso dell'Ottocento si svilupparono diverse distillerie legate al commercio portuale.
  • Produzione oggi portata avanti da alcune distillerie artigianali che si rifanno a questa tradizione storica.

Materie prime

  • Corteccia di china, pianta di origine sudamericana, storicamente importata attraverso i traffici portuali genovesi.
  • Alcol, zucchero e altre erbe aromatiche secondo la ricetta.

Lavorazione

  1. Infusione della corteccia di china e delle altre erbe in alcol, per un periodo di alcune settimane.
  2. Filtrazione dell'infuso e aggiunta di uno sciroppo di acqua e zucchero.
  3. Riposo prima dell'imbottigliamento, per amalgamare gli aromi.

Stagionatura

  • Non prevede un invecchiamento prolungato: si consuma generalmente entro uno o due anni dalla produzione.
  • Un breve periodo di riposo dopo l'imbottigliamento ne migliora l'equilibrio aromatico.

Disciplinare

  • Non esiste un disciplinare di denominazione europea: la produzione segue ricette storiche tramandate dalle distillerie genovesi.
  • Il legame con il territorio è di natura storica, legato al ruolo del porto di Genova nel commercio di spezie e piante esotiche nell'Ottocento.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Servito liscio come aperitivo o digestivo, a temperatura ambiente o leggermente fresco.
  • Utilizzato in piccole dosi per la preparazione di cocktail a base di amari.

Conservazione

  • In luogo fresco e buio, senza necessità di refrigerazione grazie all'alta gradazione alcolica.
  • Una volta aperta la bottiglia, si conserva per molti mesi senza perdere le caratteristiche organolettiche.

Curiosità

Il porto di Genova, uno dei principali scali commerciali italiani nell'Ottocento, permise l'arrivo di ingredienti esotici come la corteccia di china, alla base di questo amaro locale.

Diverse ricette storiche di china ligure sono andate perdute nel tempo, ma alcune distillerie artigianali contemporanee ne hanno recuperato la tradizione.

Domande frequenti

Cos'è la china usata in questo amaro?
È la corteccia di una pianta di origine sudamericana, storicamente importata attraverso i traffici del porto di Genova, e utilizzata come ingrediente principale per il suo caratteristico sapore amaro.
Quando si beve la china ligure?
Tradizionalmente come aperitivo o digestivo, servita liscia a temperatura ambiente o leggermente fresca.
Perché è legata a Genova in particolare?
Perché nacque nell'Ottocento nelle distillerie genovesi, che grazie al commercio portuale della città avevano accesso privilegiato a spezie ed erbe provenienti da territori lontani, come la corteccia di china.

Fonti

  • Regione Liguria, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari liguri www.regione.liguria.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Voci enciclopediche di enologia e prodotti alimentari italiani www.treccani.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.