Centerba di Tocco da Casauria: il liquore d'erbe ad alta gradazione della Majella
La centerba è un liquore verde a base di infusione di erbe fresche, associato alla tradizione del comune di Tocco da Casauria, in provincia di Pescara, ai piedi della Majella.
Caratteristiche del prodotto
- Colore verde intenso, dato dalla clorofilla delle erbe fresche utilizzate nell'infusione, non da coloranti artificiali nelle ricette tradizionali.
- Gradazione alcolica molto elevata, spesso superiore a quella della maggior parte dei liquori d'erbe italiani, tratto che ha reso la centerba nota come uno dei distillati più «forti» della tradizione abruzzese.
- Aroma erbaceo, resinoso e balsamico, con note di menta, issopo e altre erbe di montagna che dominano nettamente sulla componente dolce.
- Gusto che vira dall'amaro al pungente, molto diverso dagli amari da fine pasto più morbidi e zuccherini.
Differenze dal prodotto generico
- Si distingue nettamente dagli amari dolci da fine pasto, più morbidi e con gradazioni alcoliche moderate: la centerba punta su un'intensità alcolica ed erbacea molto più marcata.
- Va distinta dalla genziana abruzzese, che nasce dalla macerazione di un'unica radice, mentre la centerba è un'infusione di numerose erbe fresche diverse.
- Esiste una tradizione di centerba anche in Molise, con ricette e distillerie proprie: le due tradizioni condividono il nome e il principio dell'infusione erbacea ad alta gradazione, ma restano prodotti distinti legati a territori e aziende diverse.
Territorio di produzione
- Il nome è legato al comune di Tocco da Casauria, in provincia di Pescara, alle pendici della Majella, dove secondo la tradizione locale la ricetta fu messa a punto da distillatori del paese nel corso dell'Ottocento.
- Le erbe utilizzate nella ricetta tradizionale provengono in parte dai pascoli e dai versanti del massiccio della Majella, area storicamente ricca di piante spontanee aromatiche e officinali.
- La produzione oggi fa capo principalmente a distillerie storiche del territorio, che custodiscono ricette proprie tramandate in azienda: non esiste un consorzio o un disciplinare che regoli l'uso del nome da parte di più produttori indipendenti.
Storia e documentazione
La tradizione locale attribuisce l'origine della centerba di Tocco da Casauria a distillatori del paese attivi nell'Ottocento, che avrebbero messo a punto una ricetta a base di numerose erbe di montagna raccolte sulla Majella.
Il nome «centerba», diffuso anche in altre aree del Centro-Sud Italia (inclusa una tradizione analoga in Molise), fa riferimento colloquialmente all'elevato numero di erbe impiegate nell'infusione, più che a un numero letterale di cento specie.
Le date precise e i nomi dei fondatori tramandati dalle singole distillerie appartengono alla tradizione aziendale e non sono verificabili in modo indipendente: vanno considerati attribuzione storica locale, non fatto documentato in modo terzo.
Materie prime
- Un numero elevato di erbe aromatiche e officinali fresche, in parte di raccolta locale, secondo miscele che restano segreto delle singole distillerie storiche.
- Alcol etilico ad alta gradazione, necessario per estrarre in tempi rapidi i principi aromatici dalle erbe fresche.
- Zucchero in piccola quantità, funzionale a smorzare solo in parte l'intensità amara e alcolica del prodotto.
Lavorazione
- Le erbe fresche vengono messe in infusione in alcol ad alta gradazione, secondo tempi e proporzioni proprietarie delle singole distillerie.
- L'infusione avviene generalmente a freddo o con leggero riscaldamento, per preservare la componente aromatica volatile delle erbe.
- Il liquido ottenuto viene filtrato per rimuovere i residui vegetali e corretto con acqua e una modesta quantità di zucchero fino al grado alcolico finale, che resta comunque molto elevato rispetto alla media dei liquori d'erbe.
- Segue l'imbottigliamento, generalmente senza un periodo di invecchiamento prolungato.
Stagionatura
- Non è prevista una stagionatura in legno: la centerba è pensata per essere consumata relativamente giovane, mantenendo intatta la carica aromatica delle erbe fresche.
- Un breve riposo in vetro scuro prima della vendita aiuta ad amalgamare la componente alcolica con quella aromatica.
Disciplinare
- Non esiste un disciplinare pubblico né una denominazione DOP, IGP o PAT per la centerba di Tocco da Casauria: il nome è storicamente associato a ricette d'azienda di distillerie del comune, che rivendicano una tradizione locale ottocentesca senza che questa sia oggetto di un riconoscimento ufficiale aperto a più produttori.
- Va quindi presentata come specialità di ricetta storica locale legata a specifiche aziende, non come categoria tutelata cui chiunque possa attingere.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Si consuma come digestivo di fine pasto, in piccole quantità viste l'intensità alcolica e la persistenza aromatica.
- È tradizionalmente proposta anche come rimedio popolare per il mal di stomaco o come tonico invernale, uso diffuso nella cultura contadina abruzzese.
- Alcuni locali la impiegano diluita in acqua calda o in infusi come bevanda calda invernale, pratica che ne attenua la gradazione.
Conservazione
- Si conserva indefinitamente grazie all'elevatissima gradazione alcolica, al riparo da luce e fonti di calore.
- Non necessita di refrigerazione dopo l'apertura; va richiusa bene per limitare l'evaporazione delle componenti volatili.
Domande frequenti
- La centerba di Tocco da Casauria è una denominazione tutelata?
- No: non risulta una PAT, DOP o IGP riconosciuta. Il nome è legato storicamente a ricette proprietarie di distillerie del comune, non a un disciplinare pubblico aperto a più produttori.
- Perché si chiama centerba?
- Il nome fa riferimento colloquialmente all'elevato numero di erbe impiegate nell'infusione, non a un conteggio letterale di cento specie botaniche diverse.
- Che differenza c'è tra la centerba e un amaro erbaceo qualsiasi?
- La centerba si distingue per la gradazione alcolica molto più elevata della media e per un gusto erbaceo e resinoso molto marcato, lontano dalla morbidezza e dalla dolcezza tipiche di molti amari da fine pasto.
- Esiste solo una centerba abruzzese?
- No: esiste anche una tradizione di centerba in Molise, con proprie distillerie e ricette. Le due tradizioni condividono nome e principio produttivo ma restano prodotti distinti.
Fonti
- Regione Abruzzo, Prodotti agroalimentari tradizionali abruzzesi — www.regione.abruzzo.it. Consultato il 10 agosto 2026.
- Parco Nazionale della Majella, Flora protetta e specie tutelate del massiccio della Majella — www.parcomajella.it. Consultato il 10 agosto 2026.
- Camera di Commercio di Chieti Pescara, Prodotti tipici e tradizionali della provincia — www.chpe.camcom.it. Consultato il 10 agosto 2026.
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — www.politicheagricole.it. Consultato il 10 agosto 2026.
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