
Frascati DOC
Bianco storico dei Castelli Romani (DOC dal 1966): Malvasia bianca di Candia, Malvasia del Lazio, Trebbiano toscano e giallo. Compagno della cucina di trattoria romana.
Vai alla scheda →I vini della tradizione italiana: specialità regionali, ingredienti distintivi e ricette che raccontano il territorio.

Bianco storico dei Castelli Romani (DOC dal 1966): Malvasia bianca di Candia, Malvasia del Lazio, Trebbiano toscano e giallo. Compagno della cucina di trattoria romana.
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DOCG dei Castelli Romani (dal 2011): stessa area del Frascati DOC con requisiti più severi, imbottigliamento in zona e maggiore struttura.
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Unica DOCG rossa del Lazio (dal 2008), da uve Cesanese di Affile nei comuni di Piglio, Serrone, Acuto, Anagni e Paliano in Ciociaria.
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Bianco della Tuscia (DOC dal 1966) legato alla leggenda medievale del vescovo Defuk lungo la via Francigena. Trebbiano toscano, Malvasia e Rossetto.
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Rosso dolce da vitigno Aleatico, prodotto sulle sponde nord-occidentali del Lago di Bolsena. Tipologie: base, Liquoroso, Liquoroso Riserva e Passito.
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Vino rosso di struttura da uve Primitivo coltivate nell'area di Manduria (Taranto e Brindisi). DOC dal 1974; la versione Dolce Naturale è DOCG dal 2011.
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Vino rosso DOCG prodotto nell'area di Castel del Monte, in provincia di Bari e BAT, da uve Nero di Troia (Uva di Troia) in purezza (min. 90%). Struttura importante, invecchiamento minimo di due anni.
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Vino rosso da uve Montepulciano coltivate in tutte e quattro le province abruzzesi. DOC dal 1968, tra i rossi italiani più conosciuti nel mondo.
Vai alla scheda →Unica DOCG rossa dell'Abruzzo (dal 2003), prodotta esclusivamente nella provincia di Teramo con Montepulciano al 90% minimo e affinamento minimo di due anni.
Vai alla scheda →Vino bianco DOC (dal 1972) da uve Trebbiano abruzzese e Bombino bianco. Colore paglierino, profumo delicato, sapore secco e armonico.
Vai alla scheda →Rosato DOC (dal 2010) da uve Montepulciano vinificate in bianco: colore ciliegia (cerasa) intenso, profumo fruttato, ideale con arrosticini e pesce.
Vai alla scheda →Vino rosso DOC (dal 2011) prodotto nell'area di Villamagna (Chieti) da Montepulciano in purezza (min. 95%), con invecchiamento minimo obbligatorio.
Vai alla scheda →DOC del Teramano (dal 1996) con numerose tipologie: rosso Montepulciano, bianco Trebbiano, Passerina, Pecorino, Malvasia, Riesling, spumanti e passiti.
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Vino liquoroso storico di Marsala (Trapani) da uve Grillo, Catarratto, Inzolia (bianco) o Perricone, Nero d'Avola, Nerello (rubino). DOC dal 1969, tra i primi vini fortificati italiani riconosciuti.
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Vini vulcanici prodotti sui versanti dell'Etna nelle tipologie Bianco (Carricante), Rosso e Rosato (Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio). DOC dal 1968, la prima DOC della Sicilia.
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Unica DOCG della Sicilia (dal 2005), rosso da uve Nero d'Avola e Frappato prodotto nell'area di Vittoria (Ragusa) e in altri comuni di Caltanissetta e Catania.
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Vini dell'isola di Pantelleria da uva Zibibbo (Moscato d'Alessandria): il celebre Passito di Pantelleria e il Moscato di Pantelleria DOC, vini da meditazione simbolo della viticoltura eroica.
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Vino passito dolce delle isole Eolie (in particolare Salina), da uve Malvasia di Lipari e Corinto Nero. DOC dal 1973: vino dorato, dolce e aromatico.
Vai alla scheda →DOC regionale (dal 2011) che riunisce le varietà autoctone e internazionali coltivate in tutto il territorio siciliano: Nero d'Avola, Grillo, Catarratto, Frappato, Perricone, Carricante.
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Rosso da uve Aglianico prodotto in Irpinia: struttura tannica importante e lunga longevità, chiamato "Barolo del Sud".
Vai alla scheda →Bianco strutturato di area vulcanica dell'Irpinia: mineralità marcata e note di frutta gialla matura, ottimo su cucina di mare complessa.
Vai alla scheda →Bianco irpino di lunga longevità: fresco in gioventù, con l'invecchiamento sviluppa complessità di nocciola tostata e miele.
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Rosso da uve Aglianico coltivate ai piedi del monte Taburno (Benevento): tannino vigoroso e struttura importante.
Vai alla scheda →Bianco fresco e agrumato del Sannio beneventano da uve Falanghina: vino da aperitivo e da tutto pasto della tradizione campana.
Vai alla scheda →Rosso, bianco e rosato prodotti sulle pendici vulcaniche del Vesuvio da uve Piedirosso, Sciascinoso, Coda di Volpe e Caprettone.
Vai alla scheda →Piccola produzione vinicola dell'isola di Capri: bianchi da Falanghina e Greco, rossi da Piedirosso, entrambi legati alla ristorazione locale.
Vai alla scheda →Vini dell'isola d'Ischia da vigneti terrazzati sul mare: bianco da Forastera e Biancolella, rosso da Guarnaccia e Piedirosso.
Vai alla scheda →Vini della Costiera Amalfitana con sottozone Furore, Ravello e Tramonti: bianchi da Falanghina e Biancolella, rossi da Piedirosso e Tintore.
Vai alla scheda →Bianco della Valle d'Itria da uve Verdeca e Bianco d'Alessano: profilo secco, agrumato e leggermente mandorlato.
Vai alla scheda →Bianco della Valle d'Itria (aree di Martina Franca, Alberobello e Locorotondo), simile al Locorotondo per varietà e profilo.
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Rosso salentino da uve Negroamaro con Malvasia Nera di Lecce: struttura piena e note di frutta rossa matura, spezie e macchia mediterranea.
Vai alla scheda →Rosso salentino a base Negroamaro in purezza o prevalenza, dall'omonimo areale IGT: colore intenso, tannino morbido, finale ammandorlato.
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Dolce naturale o liquoroso da uve Moscato Reale del territorio di Trani: aromatico, dorato, da meditazione o abbinamento a pasticceria secca.
Vai alla scheda →Rosso frizzante modenese dal colore scarico e dalla spuma rosata, teso e agrumato: il più «bianco» dei lambruschi.
Vai alla scheda →Lambrusco delle colline modenesi, colore cupo, tannino percepibile e spuma consistente: ideale con gnocco fritto e salumi.
Vai alla scheda →Vino della Bassa modenese da uve Salamino, dal frutto pieno e dalla beva succosa, a metà strada fra Sorbara e Grasparossa.
Vai alla scheda →Bianco dei colli bolognesi da uve Grechetto gentile (localmente Pignoletto), asciutto e sapido, prodotto fermo o spumante.
Vai alla scheda →Primo bianco italiano a ottenere la DOCG, nel 1987: si produce secco, amabile, dolce e passito, con struttura e nota tannica insolita per un bianco.
Vai alla scheda →Rosso simbolo della Romagna collinare, con menzioni comunali (Predappio, Bertinoro, Modigliana e altre) che ne distinguono i terroir.
Vai alla scheda →Rosso dei Colli Piacentini da Barbera e Croatina, prodotto fermo, frizzante o superiore: il nome richiama la coppa romana ritrovata a Veleia.
Vai alla scheda →Bianco piacentino da uva autoctona Ortrugo, fresco e sapido, molto spesso frizzante: classico aperitivo con salumi DOP locali.
Vai alla scheda →Bianco aromatico da Malvasia di Candia aromatica, nelle versioni secca, frizzante e dolce, tipico delle vallate piacentine.
Vai alla scheda →Denominazione riservata al vitigno autoctono Tintilia, coltivato oltre i 200 metri di quota: rosso di colore intenso, tannico e speziato, prodotto anche in rosato e riserva.
Vai alla scheda →Denominazione della valle del Biferno, in provincia di Campobasso: rosso e rosato su base Montepulciano e Aglianico, bianco su base Trebbiano toscano.
Vai alla scheda →Denominazione regionale approvata come DOC nel 1998, articolata in numerose tipologie varietali fra cui Tintilia, Montepulciano, Aglianico, Falanghina, Greco e Trebbiano.
Vai alla scheda →Piccola denominazione dell'area pentra, in provincia di Isernia: rosso e rosato da Montepulciano e Sangiovese, bianco da Trebbiano toscano e Bombino.
Vai alla scheda →Unica DOCG della Basilicata: Aglianico coltivato sui suoli vulcanici del Monte Vulture, con invecchiamento minimo prolungato, tannini fitti e note di frutta scura e spezie.
Vai alla scheda →Rosso da uve Aglianico dei comuni del Vulture, prodotto anche nelle tipologie spumante e rosato: acidità viva e struttura tannica marcata.
Vai alla scheda →Denominazione della provincia di Matera con tipologie rosse a base Primitivo e Sangiovese, bianchi da Greco e Malvasia e uno spumante metodo classico.
Vai alla scheda →Piccola denominazione del Sinni-Agri legata alle grotte scavate nell'arenaria di Roccanova, usate storicamente come cantine: rossi e rosati da Sangiovese, Montepulciano e Malvasia nera.
Vai alla scheda →Denominazione dell'alta Val d'Agri, fra Viggiano e Moliterno: rossi e rosati da Merlot, Cabernet Sauvignon e Barbera coltivati in quota.
Vai alla scheda →La denominazione più nota della Calabria, nell'area di Cirò e Cirò Marina: rosso e rosato da Gaglioppo, bianco da Greco bianco.
Vai alla scheda →Piccolissima denominazione della Locride dedicata a un passito da uve Greco appassite al sole: colore ambrato e note di agrumi canditi e miele.
Vai alla scheda →Denominazione della valle del fiume Savuto, fra Cosenza e Catanzaro: rossi e rosati a base Gaglioppo, Magliocco e Greco nero.
Vai alla scheda →Denominazione della piana lametina: rossi e rosati da Gaglioppo, Magliocco e Greco nero, bianchi da Greco e Malvasia.
Vai alla scheda →Denominazione ombrello della provincia di Cosenza con numerose sottozone (Donnici, Pollino, Esaro, Colline del Crati, Verbicaro, San Vito-Cirella, Condoleo), basata su Magliocco e Greco nero.
Vai alla scheda →Denominazione della vallata dello Stilaro, fra Reggio Calabria e Catanzaro: rossi e rosati da Gaglioppo, Greco nero e Nocera, bianchi da Greco e Guardavalle.
Vai alla scheda →Denominazione dei colli marnoso-arenacei al confine sloveno, in provincia di Gorizia: bianchi di riferimento da Friulano, Ribolla Gialla, Malvasia istriana, Sauvignon e Pinot bianco.
Vai alla scheda →Denominazione delle colline orientali udinesi: bianchi da Friulano e Ribolla, rossi da Refosco dal peduncolo rosso, Schioppettino e Pignolo.
Vai alla scheda →Vino dolce da uve Verduzzo friulano coltivate sui ripidi pendii di Nimis e Tarcento: colore dorato, tannino insolito per un bianco, note di miele e frutta secca.
Vai alla scheda →Bianco a base Friulano con Sauvignon, Pinot bianco, Chardonnay e Ribolla Gialla, prodotto nell'area dell'abbazia di Rosazzo: affinamento minimo prima dell'uscita.
Vai alla scheda →Vino dolce raro da uve Picolit, vitigno soggetto ad acinellatura che produce rese bassissime: dolcezza sottile e finale ammandorlato.
Vai alla scheda →Denominazione dell'altopiano carsico triestino e goriziano: Terrano su suoli di terra rossa, Vitovska e Malvasia istriana fra le tipologie bianche.
Vai alla scheda →Denominazione della piana alluvionale dell'Isonzo, in provincia di Gorizia: bianchi di grande precisione da Friulano, Pinot grigio e Chardonnay, oltre a rossi da Merlot e Cabernet.
Vai alla scheda →Bianco da uve Bosco, Albarola e Vermentino coltivate sui terrazzamenti a picco sul mare delle Cinque Terre: profilo fresco e sapido, con sentori di macchia mediterranea.
Vai alla scheda →Vino da uve appassite delle stesse varietà del Cinque Terre DOC, dolce e concentrato: prodotto in quantità limitate per la difficoltà della viticoltura eroica sui terrazzamenti.
Vai alla scheda →Bianco strutturato da uve Pigato, vitigno autoctono del Ponente ligure, coltivato soprattutto nell'Albenganese e nell'Imperiese: sapido, con note di erbe aromatiche e frutta a polpa gialla.
Vai alla scheda →Bianco fresco e profumato da uve Vermentino, diffuso su tutta la Riviera di Ponente: fiori bianchi e agrumi al naso, acidità viva in bocca.
Vai alla scheda →Rosso da uve Ormeasco (clone locale del Dolcetto) coltivate in alta valle Arroscia, nell'entroterra imperiese: prodotto anche nelle versioni Superiore e Sciac-trà, rosato da uve appassite.
Vai alla scheda →Denominazione a cavallo fra Liguria di Levante e Toscana: bianchi da Vermentino e rossi da Sangiovese coltivati nelle colline della Val di Magra e della Lunigiana ligure.
Vai alla scheda →Denominazione del Tigullio con bianchi da Vermentino e Bianchetta Genovese e rossi da Ciliegiolo e Dolcetto: piccola produzione fra Camogli, Rapallo e Chiavari.
Vai alla scheda →Spumante metodo classico prodotto nell'area collinare bresciana della Franciacorta da uve Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, con lunghi affinamenti sui lieviti.
Vai alla scheda →Rosso da uve Nebbiolo (localmente Chiavennasca) coltivate sui terrazzamenti alpini della Valtellina, con sottozone come Sassella, Grumello, Inferno e Valgella.
Vai alla scheda →Vino rosso da uve Nebbiolo appassite (tecnica dello sfursat), di grande struttura e gradazione alcolica, prodotto nelle valli alpine della Valtellina.
Vai alla scheda →Bianco da uve Turbiana prodotto sulla sponda meridionale del Lago di Garda, tra le province di Brescia e Mantova, fresco e minerale.
Vai alla scheda →Ampia denominazione delle colline a sud del Po, in provincia di Pavia, con vini rossi da Barbera e Croatina e bianchi da Riesling e Pinot Nero vinificato in bianco.
Vai alla scheda →Spumante da uve Pinot Nero rifermentato in bottiglia, prodotto nell'Oltrepò Pavese, area storica di coltivazione di questo vitigno in Italia.
Vai alla scheda →Piccola denominazione rossa dell'omonima collina lombarda tra Lodi, Milano e Pavia, da uve Croatina, Barbera e Uva Rara.
Vai alla scheda →Denominazione della provincia di Bergamo con rossi da Merlot e Cabernet e bianchi da Chardonnay e Pinot Bianco, coltivati fra le colline dell'alta pianura bergamasca.
Vai alla scheda →Rosso strutturato dell'omonimo comune bresciano, ottenuto da un uvaggio di Barbera, Marzemino, Sangiovese e Schiava.
Vai alla scheda →Denominazione bresciana della collina isolata di Capriano, con rossi da Sangiovese e Marzemino e un bianco Trebbiano.
Vai alla scheda →Denominazione della sponda bresciana del Lago di Garda, con rosati e rossi da uve Groppello, vitigno autoctono dell'area.
Vai alla scheda →Vini fermi rossi e bianchi della Franciacorta, prodotti dalle stesse uve della denominazione spumantistica ma vinificati come vini tranquilli.
Vai alla scheda →Piccola DOCG bergamasca di vino rosso dolce da uve Moscato di Scanzo appassite, prodotto nell'area di Scanzorosciate.
Vai alla scheda →Vino rosso frizzante prodotto nella provincia di Mantova da uve Lambrusco, in versione secca o amabile.
Vai alla scheda →Bianco dal vitigno Verdicchio coltivato sulle colline intorno a Jesi, nell'Anconetano: fresco e sapido, con tipologie superiore, riserva e spumante metodo classico.
Vai alla scheda →Verdicchio prodotto nell'alta valle dell'Esino, intorno a Matelica, in un microclima più continentale rispetto ai Castelli di Jesi: struttura maggiore e spiccata longevità.
Vai alla scheda →Vertice qualitativo del Verdicchio dei Castelli di Jesi, con affinamento minimo prolungato: la sola DOCG bianca delle Marche insieme all'Offida Pecorino.
Vai alla scheda →Selezione riserva del Verdicchio di Matelica, con invecchiamento minimo e rese più contenute: denominazione elevata a DOCG per valorizzare l'areale dell'alto Esino.
Vai alla scheda →Rosso da uve Montepulciano coltivate sulle pendici del Monte Conero, affacciate sull'Adriatico: struttura e frutto scuro, con la tipologia superiore Conero DOCG al vertice.
Vai alla scheda →Selezione superiore del Rosso Conero, da uve Montepulciano in purezza raccolte nell'area più vocata del promontorio: affinamento più lungo e potenziale di invecchiamento.
Vai alla scheda →Denominazione più estesa delle Marche, da uve Montepulciano e Sangiovese coltivate nelle province di Ascoli, Fermo, Macerata e Ancona: la tipologia superiore proviene dal cuore del Piceno.
Vai alla scheda →Rosso profumato dall'omonimo vitigno autoctono coltivato intorno a Morro d'Alba, nell'Anconetano: aromi intensi di rosa e frutti di bosco, raro fra i vitigni a bacca rossa italiani.
Vai alla scheda →Denominazione del Piceno che comprende Pecorino, Passerina e Rosso da uve Montepulciano e Cabernet Sauvignon: la sola DOCG marchigiana che unisce bianchi e rossi.
Vai alla scheda →Raro spumante rosso ottenuto da uve appassite dell'omonimo vitigno autoctono di Serrapetrona, nel Maceratese, con rifermentazione che gli dona la caratteristica spuma vivace.
Vai alla scheda →Rosso strutturato e tannico da uve Sagrantino in purezza, vitigno autoctono coltivato intorno a Montefalco: tra i vini italiani più ricchi di polifenoli, prodotto anche nella versione passito.
Vai alla scheda →Uvaggio a base di Sangiovese con una quota di Sagrantino coltivato nell'areale di Montefalco: versione più accessibile e beverina rispetto al Sagrantino DOCG in purezza.
Vai alla scheda →Bianco storico a base di Trebbiano Toscano, Grechetto e altre uve locali, prodotto nell'area intorno a Orvieto tra Umbria e Lazio: disponibile nelle versioni secco, amabile e superiore.
Vai alla scheda →Riserva a base di Sangiovese prodotta nel comune di Torgiano, tra Perugia e Assisi: la prima DOCG dell'Umbria, con affinamento minimo obbligatorio di tre anni.
Vai alla scheda →Denominazione che comprende vini bianchi e rossi coltivati sulle colline intorno al lago Trasimeno, da uve Trebbiano, Grechetto, Sangiovese e Gamay del Trasimeno.
Vai alla scheda →Denominazione dei Monti Martani, tra Perugia, Todi e Spoleto, imperniata soprattutto sul Grechetto in purezza: bianco fresco e sapido rappresentativo del cuore verde dell'Umbria.
Vai alla scheda →Passito ottenuto da uve Trebbiano Spoletino appassite naturalmente e vinificate dopo mesi, spesso invecchiato in piccole botti: vino da meditazione della zona di Spoleto, prodotto anche nell'ambito della denominazione Spoleto DOC.
Vai alla scheda →Rosso da uve Cannonau prodotto in tutta l'isola, con le sottozone Oliena/Nepente di Oliena, Jerzu e Capo Ferrato: caldo, speziato, con note di frutta rossa matura.
Vai alla scheda →Unica DOCG della Sardegna, prodotta sui suoli granitici della Gallura da uve Vermentino: bianco sapido e aromatico, con finale leggermente ammandorlato.
Vai alla scheda →Bianco da uve Vermentino prodotto sull'intero territorio regionale: fresco e agrumato, è l'abbinamento più diffuso con fregola, bottarga e piatti di mare.
Vai alla scheda →Rosso da uve Carignano coltivate sulle sabbie del Sulcis e delle isole di Sant'Antioco e San Pietro, spesso ad alberello: morbido, con tannini fitti e note mediterranee.
Vai alla scheda →Bianco ossidativo affinato sotto velo di flor in botti scolme nella valle del Tirso: aromi di mandorla amara e frutta secca, tradizionalmente servito con dolci di mandorla.
Vai alla scheda →Bianco da uve Malvasia della Planargia, prodotto anche in versione ossidativa e dolce: rarità enologica della costa occidentale, abbinata a formaggi stagionati e dolci secchi.
Vai alla scheda →Rosso ottenuto da uve Corvina, Corvinone e Rondinella appassite per mesi sui graticci prima della vinificazione: robusto, caldo e vellutato, è il vino simbolo della Valpolicella veronese.
Vai alla scheda →Vino ottenuto rifermentando il Valpolicella base sulle vinacce ancora umide dell'Amarone o del Recioto: struttura e morbidezza intermedie fra il Valpolicella e l'Amarone.
Vai alla scheda →Bianco da uve Garganega prodotto sui suoli vulcanici e calcarei attorno al borgo medievale di Soave, nel Veronese: fresco, con note di mandorla e fiori bianchi.
Vai alla scheda →Vino dolce da uve Garganega appassite, prodotto nella stessa area del Soave: aromi di miele e frutta candita, tradizionalmente abbinato ai dolci di mandorla e ai formaggi erborinati.
Vai alla scheda →Rosso leggero da uve Corvina, Rondinella e Molinara coltivate sulle rive orientali del Lago di Garda: beva fresca e fruttata, disponibile anche nella versione Chiaretto rosata.
Vai alla scheda →Spumante da uve Glera coltivate sulle colline terrazzate fra Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio UNESCO: la denominazione più prestigiosa del Prosecco, con la sottozona storica del Cartizze.
Vai alla scheda →Spumante da uve Glera prodotto sulle colline attorno ad Asolo, nel Trevigiano, distinto dalla vicina area di Conegliano Valdobbiadene: fresco e delicatamente aromatico.
Vai alla scheda →Bianco da uvaggio di Garganega, Trebbianello, Cortese e altre varietà coltivate fra il Lago di Garda e la pianura veronese: fresco e sapido, prodotto anche nella versione spumante.
Vai alla scheda →Rosso intenso dal vitigno autoctono Teroldego, coltivato nella Piana Rotaliana trentina: colore violaceo profondo, tannino robusto e note di frutti di bosco.
Vai alla scheda →Denominazione che comprende numerose tipologie di bianchi e rossi (Chardonnay, Pinot Grigio, Marzemino) prodotte nelle valli trentine, dall'Adige alla Vallagarina.
Vai alla scheda →Spumante metodo classico da uve Chardonnay e Pinot Nero coltivate sulle colline trentine, prodotto secondo il disciplinare Trentodoc: la prima denominazione italiana dedicata esclusivamente alla spumantizzazione classica.
Vai alla scheda →Denominazione che raggruppa bianchi e rossi altoatesini da vitigni come Gewürztraminer, Pinot Bianco, Sauvignon e Lagrein, coltivati sui terrazzamenti della Val d'Adige e delle valli laterali.
Vai alla scheda →Rosso leggero e fruttato da uve Schiava, coltivato sulle colline intorno al Lago di Caldaro nella Bassa Atesina: denominazione storica condivisa tra Alto Adige e la vicina Trentino settentrionale.
Vai alla scheda →Denominazione interregionale prodotta lungo la valle dell'Adige tra Trentino-Alto Adige e Veneto, con bianchi e rossi di beva quotidiana da vitigni come Pinot Grigio e Schiava.
Vai alla scheda →Rosso da uve Nebbiolo in purezza prodotto in undici comuni delle Langhe attorno a Barolo: lungo affinamento obbligatorio, tannino importante e note di rosa, catrame e spezie.
Vai alla scheda →Rosso da Nebbiolo prodotto fra Barbaresco, Neive e Treiso, sulla destra del Tanaro: profilo più slanciato e pronto rispetto al Barolo, con affinamento minimo più breve.
Vai alla scheda →Rosso da uve Barbera coltivate nell'Astigiano: acidità viva, tannino contenuto e frutto scuro, con le sottozone Nizza, Tinella e Colli Astiani nelle versioni più strutturate.
Vai alla scheda →Rosso da uve Dolcetto delle colline albesi: colore intenso, tannino morbido e finale ammandorlato, pensato per una beva quotidiana e per i piatti di tutti i giorni.
Vai alla scheda →Rosso da Nebbiolo prodotto attorno ad Alba, fuori dalle aree di Barolo e Barbaresco: più immediato, con profumi floreali e tannino meno severo.
Vai alla scheda →Bianco da uve Arneis coltivate sui suoli sabbiosi del Roero, sulla sinistra del Tanaro: varietà recuperata dal rischio di scomparsa, con note di pera, fiori bianchi e mandorla.
Vai alla scheda →Bianco da uve Cortese prodotto attorno a Gavi, nell'Alto Monferrato alessandrino: secco e sapido, storicamente legato al commercio con Genova e ai piatti di pesce liguri.
Vai alla scheda →Vino dolce e leggermente frizzante da uve Moscato bianco delle colline fra Asti, Alba e Acqui: bassa gradazione alcolica e aromi di salvia, pesca e fiori d'arancio.
Vai alla scheda →Spumante dolce da uve Moscato bianco ottenuto con rifermentazione in autoclave, prodotto anche nella versione Asti Secco: vino da dessert storicamente legato alle feste natalizie.
Vai alla scheda →Bianco da uve Erbaluce del Canavese, prodotto fermo, spumante e nella versione passito Caluso: acidità marcata e note agrumate, con vigne spesso allevate a pergola.
Vai alla scheda →Rosso da uve Sangiovese prevalenti prodotto nella zona storica del Chianti fra Firenze e Siena, contrassegnato dal gallo nero: tannino equilibrato e note di ciliegia, spesso affinato in versione Riserva.
Vai alla scheda →Rosso da Sangiovese prodotto in un'area molto più ampia rispetto al Chianti Classico, suddivisa in diverse sottozone: beva versatile, spesso più immediata rispetto alla denominazione storica.
Vai alla scheda →Rosso da Sangiovese in purezza (clone Brunello) prodotto attorno a Montalcino, con lungo affinamento obbligatorio: struttura tannica importante e grande capacità di invecchiamento.
Vai alla scheda →Rosso da Sangiovese prodotto nello stesso territorio del Brunello, ma con affinamento più breve: versione più pronta e accessibile, spesso definita il "fratello minore" del Brunello.
Vai alla scheda →Rosso da Sangiovese (localmente detto Prugnolo Gentile) prodotto sulle colline di Montepulciano, in Val di Chiana: struttura elegante, tra le prime denominazioni italiane a ottenere la DOCG.
Vai alla scheda →Bianco da uve Vernaccia coltivate attorno a San Gimignano, prima DOCG bianca d'Italia: colore dorato, sapidità marcata e finale leggermente amarognolo.
Vai alla scheda →Denominazione della costa livornese che comprende rossi, bianchi e rosati da vitigni internazionali e autoctoni: area diventata celebre a partire dagli anni Settanta con i cosiddetti "Supertuscan".
Vai alla scheda →Rosso da Sangiovese (localmente detto Morellino) prodotto nella Maremma grossetana attorno a Scansano: profilo più caldo e fruttato rispetto ai Sangiovese delle colline interne.
Vai alla scheda →Rosso da Sangiovese con una piccola percentuale di Cabernet, ammessa da tradizione secolare, prodotto nell'area di Carmignano fra Firenze e Prato: una delle denominazioni toscane più antiche.
Vai alla scheda →Vino da dessert ottenuto da uve Trebbiano e Malvasia appassite e poi vinificate in piccole botti dette "caratelli": dolce e ossidativo, si abbina tradizionalmente ai cantuccini.
Vai alla scheda →Vino dolce da uve Aleatico appassite coltivate sull'Isola d'Elba: colore rubino intenso e aromi di frutti rossi maturi e spezie, prodotto in piccole quantità.
Vai alla scheda →Vino bianco secco prodotto con uve Prié Blanc coltivate su piede franco fra Morgex e La Salle, ai piedi del Monte Bianco, in alcuni fra i vigneti europei più alti: profilo fresco e minerale.
Vai alla scheda →Vino rosso a base di uve Petit Rouge, coltivato sui terrazzamenti del comune di Saint-Pierre e della valle centrale: colore rubino intenso e sapore asciutto, il rosso più diffuso della regione.
Vai alla scheda →Vino aromatico da uve Moscato bianco coltivate attorno a Chambave, prodotto sia in versione secca sia in versione passita dolce: profumo intenso di fiori bianchi e frutta matura.
Vai alla scheda →Vino bianco ottenuto da uve Pinot Grigio, localmente chiamato Malvoisie, coltivate sui pendii soleggiati di Nus: disponibile in versione secca e nella rara versione passita flétri.
Vai alla scheda →Vino rosso a base di Nebbiolo, localmente detto Picotendro, coltivato su terrazzamenti in pietra a secco nel comune di Donnas, all'ingresso della valle: struttura elegante e buona longevità.
Vai alla scheda →Vino rosso da uve Petit Rouge coltivate sui ripidi terrazzamenti soleggiati di Arvier, che secondo la tradizione ricordano l'inferno per il calore estivo: colore rubino e sapore sapido.
Vai alla scheda →Vino spumante o frizzante ottenuto prevalentemente da uve Glera, con denominazione riconosciuta nel 2009 su un'area interregionale che comprende nove province fra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. È la base della piramide del Prosecco, sopra la quale si collocano le DOCG di Conegliano Valdobbiadene e Asolo.
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