Pentro di Isernia DOC: la denominazione dell'entroterra isernino

Il Pentro di Isernia DOC, indicato anche come «Pentro», è la denominazione dell'entroterra isernino, riconosciuta nel 1982. Prende il nome dai Pentri, popolo sannita che abitava l'area.

Calice di vino rosso Pentro di Isernia con vigneti collinari dell'entroterra isernino
Calice di Pentro di Isernia DOC con i vigneti collinari dell'area sannita.

Caratteristiche del prodotto

  • Rosso di colore rubino, profumo vinoso e fruttato, sapore asciutto e di media struttura.
  • Rosato dal colore rosa più o meno intenso, fresco e delicato.
  • Bianco paglierino chiaro, leggero, sapido, di pronta beva.
  • Gradazioni contenute e stile tradizionale, legato alla viticoltura di collina.

Territorio di produzione

  • L'area comprende comuni della provincia di Isernia nell'entroterra appenninico.
  • Vigneti collinari in territorio di antica presenza sannita, con clima continentale e forti escursioni termiche.
  • Suoli calcarei e argillosi, spesso su terrazzamenti di piccole dimensioni.

Materie prime

  • Rosso e rosato: Montepulciano come vitigno prevalente, con Sangiovese nelle percentuali del disciplinare.
  • Bianco: Trebbiano toscano come base, con Bombino bianco e altri vitigni a bacca bianca ammessi.

Lavorazione

  1. Vendemmia manuale nei piccoli appezzamenti collinari.
  2. Macerazione sulle bucce per il rosso, contatto breve per il rosato.
  3. Vinificazione in bianco con fermentazione a temperatura controllata per la tipologia bianca.

Stagionatura

  • Vini di pronta beva: rosso consigliato entro due anni, bianco e rosato entro l'anno successivo alla vendemmia.
  • Non è uno stile orientato al lungo invecchiamento.

Disciplinare

  • Denominazione di Origine Controllata riconosciuta nel 1982 con la dicitura «Pentro di Isernia» o «Pentro».
  • Il disciplinare stabilisce area delimitata, base ampelografica per tipologia, rese massime e parametri analitici minimi.
  • Le tipologie rosso, rosato e bianco fanno capo alla stessa denominazione.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Il rosso accompagna i piatti di montagna come i cazzarielli e fagioli e la polenta alla molisana.
  • Il bianco si abbina ai formaggi freschi, alla scamorza e alle verdure di campo.
  • Il rosato è adatto alla salsiccia di fegato e ai salumi dell'entroterra.
  • Servizio: bianco 8–10 °C, rosato 10–12 °C, rosso 16–18 °C.

Conservazione

  • Luogo fresco, buio e privo di vibrazioni, bottiglie in posizione orizzontale.
  • Consumo consigliato entro pochi anni dalla vendemmia.

Curiosità

Il nome richiama i Pentri, la principale tribù sannita dell'area di Isernia e Bojano.

È una delle denominazioni italiane con superficie rivendicata più contenuta: la produzione imbottigliata è molto limitata.

Domande frequenti

Perché si chiama Pentro?
Il nome deriva dai Pentri, popolazione sannita insediata nell'entroterra isernino. La denominazione può essere indicata come «Pentro di Isernia» o semplicemente «Pentro».
Quali tipologie prevede?
Rosso, rosato e bianco: sono tipologie della stessa DOC, non denominazioni distinte.
È un vino facile da trovare?
No. Le superfici rivendicate sono molto ridotte e la produzione imbottigliata è di nicchia, spesso reperibile solo in ambito locale.

Fonti

  • MASAF — Catalogo nazionale dei disciplinari, Disciplinari di produzione delle denominazioni di origine del Molise www.masaf.gov.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  • Regione Molise, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari regionali www.regione.molise.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  • Regione Molise — portale turistico regionale, Enogastronomia del Molise: piatti, sagre e prodotti del territorio www.visitmolise.eu. Consultato il 31 luglio 2026.

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