Cavatelli molisani
Pasta di semola e acqua trascinata con le dita sulla spianatoia: la forma di pasta più diffusa del Molise, condita con ragù, verdure di campo o legumi.
Scopri Cavatelli molisaniDai tratturi dell'Alto Molise alla costa di Termoli: cavatelli e crioli tirati a mano, pampanella di San Martino in Pensilis, agnello cacio e uova, brodetto adriatico, ostie ripiene di Agnone, Olio Extravergine Molise DOP, Caciocavallo di Agnone, tartufo bianco di San Pietro Avellana e Tintilia del Molise DOC.

Il Molise è la seconda regione italiana per superficie più piccola e la meno popolata dopo la Valle d'Aosta, ma conserva una cucina di sorprendente coerenza: due province soltanto — Campobasso e Isernia — riassumono montagna appenninica, colline argillose, valli fluviali e trentacinque chilometri di costa adriatica. La transumanza lungo i tratturi regi, in particolare il Pescasseroli-Candela e il Celano-Foggia, ha modellato per secoli il paesaggio e la dispensa: pecore, formaggi da latte ovino e vaccino, agnello, erbe di campo, legumi d'altura.
La cucina molisana è una cucina di poche materie prime lavorate con precisione: semola e acqua per cavatelli, crioli, taccozze e fusilli al ferretto; maiale allevato in casa per soppressate, salsicce di fegato e per la pampanella; latte per caciocavalli, stracciate, scamorze e manteche; il mare di Termoli per il brodetto e il baccalà arracanato. Il risultato è un repertorio senza sovrastrutture, in cui il nome del piatto coincide quasi sempre con il gesto che lo produce.
Il Molise non conosce la sfoglia all'uovo come codice dominante: la sua pasta nasce da semola di grano duro e acqua, lavorata con le mani o con il ferretto. I cavatelli — trascinati con due dita sulla spianatoia — sono la forma più diffusa, presente in tutte le province con nomi diversi (cavatiélle, cecatelli, cazzarielli). I crioli, chiamati anche crejoli o cicatelli lunghi, sono spaghetti a sezione quadrata tirati con il ferretto o sulla chitarra.
Le taccozze sono rombi di sfoglia cotti direttamente con i fagioli; i frascatielli si ottengono irrorando la farina con acqua e raccogliendo i grumi con una frasca. Sono tutte tecniche di cucina povera: nessun uovo, nessun grasso nell'impasto, cottura in un solo recipiente insieme al condimento.
L'Alto Molise, fra Agnone, Capracotta e San Pietro Avellana, conserva la memoria della pastorizia transumante. Da qui vengono il Caciocavallo di Agnone, formaggio a pasta filata stagionato appeso a coppie, la stracciata — pasta filata fresca stesa a nastro —, il pecorino d'altura di Capracotta e la manteca, involucro di pasta filata che conserva al suo interno un cuore di burro.
La stessa cultura pastorale spiega i piatti a base di agnello e capretto: l'agnello cacio e uova della Pasqua, i torcinelli di interiora avvolte nel budello, il castrato cotto alla brace. Il Molise rientra inoltre nell'area di produzione del Caciocavallo Silano DOP e del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP.
La lavorazione domestica del maiale ha generato soppressata, salsiccia di fegato aromatizzata con aglio, peperoncino e talvolta miele, e soprattutto la Signora di Conca Casale, insaccato raro cucito a mano in budello naturale e riconosciuto come Presidio Slow Food.
La pampanella di San Martino in Pensilis è il piatto molisano più identificabile: pezzi di maiale conditi con abbondante peperone rosso dolce e piccante, aglio e aceto, cotti lentamente nel forno a legna dentro teglie coperte. Nasce come cibo di festa e di sagra, si mangia con il pane e si è diffusa in tutto il Basso Molise.
I trentacinque chilometri di costa fra Campomarino e Montenero di Bisaccia sostengono una cucina di mare essenziale, centrata sulla zuppa di pesce alla termolese — il brodétte — preparata in tegame di coccio con pesci di scoglio, seppie, scorfano e pomodoro fresco, senza soffritti complessi.
Nel Basso Molise il pesce convive con la cucina di terra: baccalà arracanato per la vigilia, caragnoli al miele per il Natale, olio extravergine della Gentile di Larino, e i trabucchi — le antiche macchine da pesca in legno — a segnare il paesaggio costiero.
Pasta di semola e acqua trascinata con le dita sulla spianatoia: la forma di pasta più diffusa del Molise, condita con ragù, verdure di campo o legumi.
Scopri Cavatelli molisaniSpaghetti a sezione quadrata tirati con il ferretto o sulla chitarra, tradizionalmente serviti con sugo di castrato o ragù di carni miste.
Scopri Crioli (crejoli) molisaniCarne di maiale a pezzi condita con peperone rosso dolce e piccante, aglio e aceto, cotta lentamente nel forno a legna: specialità di San Martino in Pensilis.
Scopri PampanellaBrodetto dell'Adriatico molisano con pesci di scoglio, seppie, scorfano e pomodoro fresco, cotto in tegame di coccio e servito con pane abbrustolito.
Scopri Zuppa di pesce alla termolese (u' bredétte)Agnello rosolato e finito con una crema di uova sbattute e pecorino che si rapprende sulla carne: piatto pasquale della tradizione molisana.
Scopri Agnello cacio e uovaZuppa natalizia di cardi lessati, brodo di gallina, polpettine minute, uovo e formaggio: il primo delle feste in gran parte del Molise.
Scopri Minestra di cardoneBaccalà dissalato gratinato al forno con pangrattato, uva passa, noci, aglio e prezzemolo: piatto della vigilia nel Basso Molise.
Scopri Baccalà arracanatoPolenta di mais servita sulla spianatoia con sugo di salsiccia e verdure ripassate: piatto invernale delle aree appenniniche.
Scopri Polenta alla molisanaDue cialde sottili di ostia che racchiudono un ripieno caldo di miele, noci e mandorle: dolce identitario di Agnone, in Alto Molise.
Scopri Ostie ripiene di AgnoneNastri di pasta all'uovo arrotolati a spirale, fritti e immersi nel miele: dolce natalizio del Basso Molise.
Scopri CaragnoliPalline di pasta fritte grandi come ceci, legate con miele caldo e composte a ciambella: dolce di Carnevale dell'Italia centro-meridionale, molto radicato in Molise.
Scopri Cicerchiata molisanaInvolucro di pasta che racchiude un ripieno di formaggio fresco, uova e zucchero, cotto in forno: dolce pasquale diffuso fra Molise e Abruzzo.
Scopri Fiadone molisanoOlio extravergine ottenuto prevalentemente da Gentile di Larino, Aurina (Nera di Colletorto) e Leccino nell'intero territorio regionale: fruttato medio, con note di carciofo e mandorla.
Leggi la scheda: Olio Extravergine di Oliva Molise DOPFormaggio a pasta filata di latte vaccino, forma a pera con testina, legato a coppie e stagionato appeso: prodotto storico dell'Alto Molise.
Leggi la scheda: Caciocavallo di AgnonePasta filata fresca stesa a nastro e ripiegata su sé stessa, dal sapore dolce e lattico: si consuma in giornata o appena scottata sulla piastra.
Leggi la scheda: Stracciata di AgnoneInsaccato raro di Conca Casale, in provincia di Isernia, con carni tagliate a punta di coltello, spezie e budello naturale cucito a mano. Presidio Slow Food.
Leggi la scheda: Signora di Conca CasaleTuber magnatum raccolto nei boschi dell'Alto Molise: il Molise è fra le prime regioni italiane per raccolta di tartufi, con San Pietro Avellana come centro storico della cerca.
Leggi la scheda: Tartufo bianco di San Pietro AvellanaLenticchia piccola d'altura coltivata sui terreni magri dell'Alto Molise: buccia sottile, non richiede ammollo prolungato.
Leggi la scheda: Lenticchia di CapracottaCipolla rosso-ramata di forma appiattita coltivata nell'area di Isernia, dolce e serbevole, tradizionalmente venduta a trecce nella fiera di fine giugno.
Leggi la scheda: Cipolla di IserniaPecorino d'altura prodotto con latte di pecore allevate sui pascoli oltre i mille metri dell'Alto Molise, a pasta compatta e sapore erbaceo.
Leggi la scheda: Pecorino di CapracottaSalume di carni suine scelte tagliate al coltello, pressato in stagionatura e speziato con pepe in grani: prodotto diffuso in tutta la regione.
Leggi la scheda: Soppressata molisanaDenominazione riservata al vitigno autoctono Tintilia, coltivato oltre i 200 metri di quota: rosso di colore intenso, tannico e speziato, prodotto anche in rosato e riserva.
Leggi la scheda: Tintilia del Molise DOCDenominazione della valle del Biferno, in provincia di Campobasso: rosso e rosato su base Montepulciano e Aglianico, bianco su base Trebbiano toscano.
Leggi la scheda: Biferno DOCDenominazione regionale approvata come DOC nel 1998, articolata in numerose tipologie varietali fra cui Tintilia, Montepulciano, Aglianico, Falanghina, Greco e Trebbiano.
Leggi la scheda: Molise DOC (o del Molise)Primi, secondi e fritti della tradizione molisana, dai cavatelli alla pampanella.
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Formaggi di pasta filata, salumi, olio DOP, legumi d'altura e tartufo bianco.
22 contenuti disponibili
Ostie ripiene di Agnone, caragnoli, cancelle, piccillati e cicerchiata.
7 contenuti disponibili
Tintilia del Molise DOC, Biferno DOC, Molise DOC e Pentro di Isernia DOC.
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Amaro molisano, liquore al latte, nocino e Poncio: i liquori tradizionali PAT della regione.
4 contenuti disponibili
Le denominazioni europee e i prodotti agroalimentari tradizionali della regione.
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L'altopiano oltre i mille metri fra tratturi e faggete: caciocavallo, stracciata, pecorino di Capracotta, lenticchie d'altura, tartufo bianco e le ostie ripiene di Agnone.
Agnone · Capracotta · San Pietro Avellana · Pescopennataro
La provincia interna dei Sanniti Pentri: cipolla di Isernia, crioli con sugo di castrato, torcinelli, fiadone e i vini del Pentro di Isernia DOC.
Isernia · Venafro · Carpinone · Frosolone
Il capoluogo e le colline argillose del Sannio: minestra di cardone, fusilli al ferretto con ragù di braciole, calcioni fritti, cicerchiata e caprino di Montefalcone.
Campobasso · Montefalcone del Sannio · Trivento · Bojano
Trentacinque chilometri di Adriatico con i trabucchi: zuppa di pesce alla termolese, ciffe e ciaffe, pesce azzurro e i vigneti di Biferno DOC affacciati sul mare.
Termoli · Campomarino · Petacciato · Montenero di Bisaccia
Le colline olivate della Gentile di Larino e delle Carresi: Olio Molise DOP, baccalà arracanato, caragnoli al miele, pampanella e treccia di Santa Croce.
Larino · San Martino in Pensilis · Santa Croce di Magliano · Ururi
Il massiccio del Matese e la valle fluviale che scende al mare: scamorze e manteche, agnello, salsiccia di fegato, cazzarielli e i rossi del Biferno DOC.
Bojano · Guardiaregia · Sepino · Casacalenda

Sull'altopiano dell'Alto Molise, oltre i mille metri, la transumanza ha lasciato in eredità formaggi a pasta filata, pascoli d'altura e una cucina di montagna essenziale. L'itinerario segue tre filiere — quella del latte, quella dei legumi e quella del bosco — per chiudere con la cena di montagna e i dolci ostilari di Agnone, prima di un congedo con i liquori tradizionali della regione.
Alto Molise e terra pentra 2 giorni
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Il Molise centrale, il territorio che gravita attorno a Campobasso fino alle pendici del Matese e alla piana di Bojano, è terra di transumanza: i tratturi Castel di Sangro-Lucera e i loro raccordi attraversano ancora oggi i comuni di Ferrazzano, Oratino, Busso, Baranello e Sepino, disegnando un'economia pastorale che ha modellato la cucina locale più delle influenze urbane. I cavatelli, la pasta al ferretto e le taccozze con i fagioli restano i primi piatti quotidiani; la piana di Bojano, irrigata dal Biferno nascente, produce formaggi freschi e mozzarelle diverse da quelle dell'Alto Molise montano. Le feste patronali, in primis i Misteri di Campobasso durante il Corpus Domini, scandiscono un calendario gastronomico fatto di dolci fritti e piatti conviviali. Il Caciocavallo di Agnone e la pezzata di Capracotta, spesso associati genericamente al Molise, appartengono invece all'Alto Molise montano, area distinta con un proprio itinerario dedicato.
Campobasso, Sannio molisano e Matese 2 giorni
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Il Molise ha appena trentacinque chilometri di costa, ma bastano a produrre una cucina di mare distinta da quella dell'entroterra: a Termoli il piatto di riferimento è il brodetto, u' bredette, zuppa di pesce dell'Adriatico con pomodoro e peperoncino, cotta nel tegame di coccio. Alle spalle del litorale, le colline della Frentania producono l'Olio Molise DOP, mentre nei paesi del Basso Molise legati alle Carresi si mangia la pampanella, maiale a fette speziato con peperone dolce e forte e cotto in forno. Due giorni bastano per collegare porto, frantoi e paesi interni.
Termoli, costa adriatica e Basso Molise 2 giorni
Scopri l'itinerarioI cavatelli sono la preparazione più diffusa in tutta la regione, conditi con ragù, verdure di campo o legumi. Il piatto più riconoscibile a livello identitario è però la pampanella di San Martino in Pensilis: maiale condito con peperone rosso, aglio e aceto e cotto nel forno a legna.
L'unica denominazione esclusivamente molisana registrata è l'Olio Extravergine di Oliva Molise DOP. Il territorio regionale rientra inoltre nelle aree di alcune denominazioni interregionali: Caciocavallo Silano DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP, Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP e Salamini italiani alla cacciatora DOP. Molte altre specialità sono iscritte all'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).
Sono tutte paste di semola e acqua senza uovo, distinte dalla forma. I cavatelli sono corti e incavati, trascinati con due dita sulla spianatoia. I crioli (o crejoli) sono lunghi, a sezione quadrata, tirati con il ferretto o sulla chitarra. I cazzarielli sono gnocchetti allungati, tipici dell'Alto Molise, quasi sempre cotti insieme ai fagioli.
È un piatto di San Martino in Pensilis, nel Basso Molise: pezzi di carne di maiale conditi con peperone rosso dolce e piccante in polvere, aglio, sale e aceto, sistemati in teglia coperta e cotti lentamente nel forno a legna. Il nome deriverebbe dalle pampini di vite un tempo usate per coprire la teglia. Si mangia con il pane, tiepida o fredda.
Il vitigno identitario è la Tintilia, autoctona e coltivata sopra i 200 metri di quota, protagonista della DOC Tintilia del Molise. Le altre denominazioni regionali sono Biferno DOC nella valle omonima, Molise DOC (o del Molise) con numerose tipologie varietali e la piccola Pentro di Isernia DOC.
Sono due cialde sottili di ostia — le stesse un tempo prodotte nei conventi — che racchiudono un ripieno caldo di miele, noci e mandorle tostate, lasciato poi raffreddare e rassodare. Sono il dolce simbolo di Agnone, in Alto Molise, città nota anche per la lavorazione del rame e per la fonderia di campane.
Sì: il Molise è stabilmente fra le prime regioni italiane per quantità di tartufi raccolti, in rapporto alla superficie la prima in assoluto. L'area di San Pietro Avellana, in Alto Molise, è il centro storico della cerca del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum), a cui si affiancano il nero pregiato e lo scorzone estivo.
È un insaccato rarissimo prodotto in poche famiglie di Conca Casale, in provincia di Isernia: carni suine tagliate a punta di coltello, speziate e insaccate nel budello naturale cucito a mano con spago, poi stagionate a lungo. È riconosciuta come Presidio Slow Food e iscritta fra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali molisani.
Un percorso essenziale prevede cavatelli e minestra di cardone a Campobasso, crioli e cipolla di Isernia nella terra pentra, caciocavallo, stracciata e ostie ripiene ad Agnone, pampanella a San Martino in Pensilis, zuppa di pesce a Termoli e un calice di Tintilia del Molise DOC a chiudere.