Biferno DOC: la denominazione storica della valle del Biferno
Il Biferno DOC è la denominazione storica del Molise, riconosciuta nel 1983 e legata alla valle del fiume Biferno, in provincia di Campobasso. Prevede le tipologie rosso, rosso riserva, rosato e bianco: i rossi e i rosati si basano su Montepulciano con Aglianico e Trebbiano toscano, il bianco su Trebbiano toscano con Bombino bianco e Malvasia.
Caratteristiche del prodotto
- Rosso di colore rubino, profumo vinoso con note di frutta rossa e spezie dolci.
- Rosato cerasuolo, fresco, con sentori di ciliegia e fragola.
- Bianco giallo paglierino, delicato, sapido, di pronta beva.
- La tipologia Riserva presenta maggiore struttura e note terziarie dovute all'affinamento.
Territorio di produzione
- L'area comprende numerosi comuni della provincia di Campobasso lungo il corso del fiume Biferno.
- I vigneti si sviluppano dalle colline interne fino alle zone prossime alla costa adriatica.
- Suoli argillosi e sabbiosi, clima mediterraneo mitigato dalle brezze marine nella parte bassa della valle.
Materie prime
- Rosso e rosato: Montepulciano come vitigno principale, con Aglianico e Trebbiano toscano nelle percentuali fissate dal disciplinare.
- Bianco: Trebbiano toscano come base, con Bombino bianco, Malvasia bianca e altri vitigni a bacca bianca ammessi.
Lavorazione
- Vendemmia scalare secondo la varietà e la tipologia di destinazione.
- Per i rossi macerazione sulle bucce; per il rosato contatto breve con le bucce.
- Vinificazione in bianco per la tipologia bianca, con fermentazione a temperatura controllata.
- Affinamento in acciaio o in legno per la tipologia Riserva.
Stagionatura
- Il rosso è pronto entro uno o due anni dalla vendemmia.
- La Riserva prevede l'invecchiamento minimo stabilito dal disciplinare.
- Bianco e rosato si consumano giovani, entro l'anno successivo.
Disciplinare
- Denominazione di Origine Controllata riconosciuta nel 1983, con successivi aggiornamenti del disciplinare.
- Il disciplinare definisce area delimitata, base ampelografica per ciascuna tipologia, rese massime e requisiti analitici.
- Le tipologie rosso, rosso riserva, rosato e bianco appartengono alla medesima denominazione.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Il rosso accompagna le paste ai sughi di carne come i cavatelli al ragù e i fusilli al ferretto.
- Il rosato si abbina alla zuppa di pesce alla termolese e al baccalà arracanato.
- Il bianco è indicato con il brodetto, i formaggi freschi come la stracciata e le verdure di campo.
- Servizio: rosso 16–18 °C, rosato 10–12 °C, bianco 8–10 °C.
Conservazione
- Ambiente fresco e buio, bottiglie in posizione orizzontale.
- Consumo entro uno o due anni salvo la tipologia Riserva.
Curiosità
Il Biferno è la denominazione molisana più antica e ha rappresentato per decenni il volto enologico della regione.
La valle del Biferno unisce montagna e Adriatico in poche decine di chilometri, con forti differenze microclimatiche fra le sottozone.
Domande frequenti
- Quali tipologie prevede il Biferno DOC?
- Rosso, rosso riserva, rosato e bianco. Si tratta di tipologie della stessa denominazione, disciplinate da un unico documento.
- Qual è la differenza rispetto alla Tintilia del Molise DOC?
- Il Biferno DOC si basa soprattutto su Montepulciano e Trebbiano toscano nella valle del Biferno; la Tintilia del Molise DOC è riservata al vitigno autoctono Tintilia coltivato oltre i 200 metri di quota.
- Con quali piatti si abbina il bianco?
- Con la zuppa di pesce alla termolese, il baccalà arracanato, i formaggi freschi molisani e le verdure di campo condite con olio Molise DOP.
Fonti
- MASAF — Catalogo nazionale dei disciplinari, Disciplinari di produzione delle denominazioni di origine del Molise — www.politicheagricole.it. Consultato il 31 luglio 2026.
- Regione Molise, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari regionali — www.regione.molise.it. Consultato il 31 luglio 2026.
- Regione Molise — portale turistico regionale, Enogastronomia del Molise: piatti, sagre e prodotti del territorio — www.visitmolise.eu. Consultato il 31 luglio 2026.
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