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Soppressata molisana: il salume pressato di carni tagliate al coltello

La soppressata molisana è un salume di carni suine scelte tagliate al coltello, condite con sale, pepe in grani e talvolta peperoncino, insaccate e pressate durante la stagionatura: da qui la forma appiattita e il nome. È diffusa in tutta la regione e prodotta nei mesi invernali con la lavorazione domestica del maiale.

Fette di soppressata molisana con grana grossa e grani di pepe su un tagliere
Soppressata molisana affettata, con grana visibile e pepe in grani.

Caratteristiche del prodotto

  • Sezione appiattita o ovale, effetto della pressatura.
  • Grana media o grossa, con grasso ben distribuito.
  • Pepe in grani interi ben visibile nella fetta.
  • Sapore dolce e speziato, con eventuale nota piccante.

Territorio di produzione

  • Intero territorio regionale, con varianti locali di spezie e pezzatura.
  • Produzione concentrata fra dicembre e febbraio, nel periodo della macellazione domestica.

Materie prime

  • Carni suine scelte: coscia, spalla e lombo.
  • Grasso duro di suino in proporzione controllata.
  • Sale, pepe nero in grani, peperoncino nelle versioni piccanti.
  • Budello naturale.

Lavorazione

  1. Taglio delle carni al coltello o con tritacarne a fori grandi.
  2. Impasto con sale e spezie e riposo in cella fredda.
  3. Insaccatura in budello naturale e legatura con spago.
  4. Pressatura fra tavole di legno nelle prime settimane di stagionatura.

Stagionatura

  • Asciugatura iniziale di alcuni giorni in ambiente tiepido e ventilato.
  • Stagionatura in cantina fresca da 45 giorni a oltre tre mesi secondo la pezzatura.
  • Le forme possono essere conservate sott'olio o sotto strutto dopo la stagionatura.

Disciplinare

  • Iscritta nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Molise.
  • Il Molise rientra anche nell'area della DOP interregionale Salamini italiani alla cacciatora, denominazione distinta.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Affettata sottile, servita a temperatura ambiente con pane casereccio.
  • A dadini nel ripieno dei calcioni fritti.
  • Nei taglieri con caciocavallo e scamorza molisani.

Conservazione

  • Intera, appesa in cantina fresca e ventilata.
  • Iniziata, avvolta in carta e conservata in frigorifero.
  • Sotto olio extravergine per prolungare la conservazione dei pezzi tagliati.

Domande frequenti

Perché si chiama soppressata?
Dalla pressatura a cui il salume è sottoposto nelle prime settimane di stagionatura, fra tavole di legno o con pesi: da qui la sezione appiattita che la distingue dal salame cilindrico.
È piccante?
Dipende dalla zona e dalla famiglia produttrice. La versione più diffusa in Molise è dolce con pepe in grani; le varianti con peperoncino sono presenti soprattutto nel Basso Molise.
Quanto deve stagionare?
Da 45 giorni per le pezzature piccole fino a tre mesi e oltre per quelle grandi. La stagionatura corretta si riconosce dalla fetta compatta e dal grasso bianco, non ingiallito.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Molise www.politicheagricole.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  • Regione Molise, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari regionali www.regione.molise.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  • Regione Molise — portale turistico regionale, Enogastronomia del Molise: piatti, sagre e prodotti del territorio www.visitmolise.eu. Consultato il 31 luglio 2026.

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Ultima revisione editoriale: 31 luglio 2026.