Colli di Luni DOC: il vino a cavallo tra Liguria e Toscana
Colli di Luni è una denominazione di origine controllata che si estende a cavallo tra la Liguria di Levante e la Toscana settentrionale, nella zona della Val di Magra e della Lunigiana. Comprende vini bianchi da uve Vermentino e vini rossi da uve Sangiovese, coltivati sulle colline che circondano l'antica città romana di Luni, da cui la denominazione prende il nome.
Caratteristiche del prodotto
- Versione bianca: colore paglierino, profumo floreale e fruttato, acidità equilibrata.
- Versione rossa: colore rubino, profumo di frutti rossi e spezie, tannino morbido.
- Denominazione interregionale, che si estende su territori sia liguri sia toscani.
- Vigneti su terreni collinari, con esposizioni favorevoli lungo la Val di Magra.
Territorio di produzione
- Comuni della provincia di La Spezia, in Liguria, e comuni limitrofi della Lunigiana toscana.
- Area storicamente unificata dall'antica città romana di Luni, da cui la denominazione prende nome.
Materie prime
- Uve Vermentino per la tipologia bianca.
- Uve Sangiovese per la tipologia rossa, spesso in uvaggio con altre varietà locali.
Lavorazione
- Vendemmia manuale o meccanizzata secondo la conformazione del vigneto.
- Vinificazione in bianco per il Vermentino, con fermentazione a temperatura controllata.
- Vinificazione in rosso per il Sangiovese, con macerazione sulle bucce.
Stagionatura
- La versione bianca è generalmente pronta al consumo entro uno o due anni dalla vendemmia.
- La versione rossa può beneficiare di un affinamento più lungo, anche in legno secondo le scelte del produttore.
Disciplinare
- Denominazione di Origine Controllata interregionale, riconosciuta dal MASAF, che comprende territori sia liguri sia toscani.
- Il disciplinare definisce le tipologie previste, i vitigni ammessi e l'area di produzione tra le due regioni.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- La versione bianca si abbina a piatti di pesce e primi piatti conditi con pesto.
- La versione rossa accompagna piatti di carne e salumi dell'entroterra spezzino.
Conservazione
- In posizione orizzontale, in luogo fresco e buio, secondo la tipologia e l'eventuale affinamento.
- Una volta aperta la bottiglia, da consumare entro pochi giorni in frigorifero.
Curiosità
Luni, l'antica città romana da cui prende il nome la denominazione, si trovava proprio nell'area oggi compresa tra Liguria e Toscana, ed era un importante porto per l'esportazione del marmo delle Alpi Apuane.
È una delle poche denominazioni di origine controllata italiane a estendersi su due regioni amministrative diverse.
Domande frequenti
- Perché Colli di Luni è una denominazione a cavallo tra due regioni?
- Perché l'area di produzione, storicamente unificata dall'antica città romana di Luni, si estende su territori sia della provincia di La Spezia in Liguria sia della Lunigiana in Toscana.
- Quali vitigni si usano per Colli di Luni?
- Principalmente Vermentino per la versione bianca e Sangiovese per la versione rossa, spesso in uvaggio con altre varietà locali.
- Con cosa si abbina il Colli di Luni?
- La versione bianca si abbina a piatti di pesce e primi con pesto, mentre la versione rossa accompagna piatti di carne e salumi dell'entroterra spezzino.
Fonti
- MASAF — Catalogo nazionale dei disciplinari, Disciplinari di produzione delle denominazioni di origine dei vini — www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Regione Liguria, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari liguri — www.regione.liguria.it. Consultato il 02 agosto 2026.
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