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Prosecco DOC: disciplinare, zona di produzione e differenze con le DOCG

Spumante da uve Glera di nove province fra Veneto e Friuli: la base della piramide del Prosecco, sotto le due DOCG.

Calici di Prosecco DOC con bollicine
Calici di Prosecco DOC durante un brindisi.

Caratteristiche del prodotto

  • Colore giallo paglierino tenue, spuma fine e persistente.
  • Profumo fruttato con note di mela verde, pera e fiori bianchi.
  • Gusto fresco, di corpo medio-leggero, con acidità viva.
  • Tipologie per residuo zuccherino: brut nature, extra brut, brut, extra dry, dry.

Differenze dal prodotto generico

  • Prosecco DOC: area ampia e interregionale, gran parte in pianura e collina bassa.
  • Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG: solo le colline fra Conegliano e Valdobbiadene, con rese inferiori e rive.
  • Asolo Prosecco DOCG: colline asolane, produzione limitata.
  • Le DOCG rappresentano il vertice della piramide qualitativa, la DOC ne è la base per volumi e diffusione.

Territorio di produzione

  • Area interregionale di nove province: Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Udine, Venezia e Vicenza.
  • Le menzioni Treviso e Trieste identificano produzioni interamente ottenute nelle rispettive province.
  • Le zone collinari di Conegliano Valdobbiadene e Asolo hanno denominazioni proprie di livello DOCG.

Storia e documentazione

La coltivazione della Glera nelle colline trevigiane è documentata da secoli; il nome "Prosecco" deriva dall'omonima località del Carso triestino.

Fino al 2009 il termine indicava il vitigno: il riconoscimento della denominazione, con la contestuale ridenominazione dell'uva in Glera, ha permesso di tutelare il nome sui mercati internazionali.

Da quel momento il Prosecco è diventato lo spumante italiano più esportato al mondo.

Materie prime

  • Uva Glera per almeno l'85% del blend.
  • Fino al 15% di varietà complementari ammesse dal disciplinare (fra cui Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero vinificato in bianco).

Lavorazione

  1. Vendemmia e pressatura soffice per preservare i profumi varietali.
  2. Fermentazione del vino base a temperatura controllata.
  3. Presa di spuma con metodo Martinotti in autoclave, a contatto con i lieviti per alcune settimane.
  4. Filtrazione isobarica e imbottigliamento senza perdita di pressione.

Stagionatura

  • Non è un vino da lungo affinamento: si beve giovane, entro pochi anni dalla vendemmia.
  • Alcune versioni prevedono soste più lunghe sui lieviti per maggiore complessità.

Disciplinare

  • Denominazione di origine controllata riconosciuta nel 2009 e registrata come DOP nel registro europeo.
  • Il disciplinare fissa rese massime, base ampelografica, tipologie (spumante, frizzante, tranquillo) e vincoli di imbottigliamento nella zona.
  • Il controllo è affidato al Consorzio di tutela della denominazione, riconosciuto dal MASAF.

Come riconoscere il prodotto autentico

  • Fascetta di Stato numerata sul collo della bottiglia.
  • Dicitura completa della denominazione e, quando prevista, della menzione provinciale (Treviso o Trieste).
  • Indicazione della tipologia di residuo zuccherino in etichetta.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Aperitivo classico, da solo o in miscelazione (spritz).
  • Accompagna antipasti di pesce, salumi leggeri, fritture e formaggi freschi.
  • Le versioni dry e extra dry si abbinano a dolci secchi e frutta.

Conservazione

  • Conservare in posizione verticale, al buio, fra 8 e 14 °C.
  • Consumare giovane; servire a 6-8 °C in calice a tulipano.

Curiosità

Il vitigno si chiama Glera dal 2009 proprio per liberare il nome Prosecco e destinarlo alla denominazione.

Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono iscritte nella lista del Patrimonio mondiale UNESCO dal 2019.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra Prosecco DOC e DOCG?
La DOC copre nove province fra Veneto e Friuli-Venezia Giulia; le DOCG di Conegliano Valdobbiadene e Asolo riguardano aree collinari ristrette con rese più basse e requisiti più severi.
Con quale uva si fa il Prosecco?
Con la Glera, per almeno l'85%, eventualmente integrata da varietà complementari ammesse dal disciplinare.
Perché il vitigno si chiama Glera?
Dal 2009 il nome Prosecco identifica la denominazione: il vitigno è stato ufficialmente ridenominato Glera per proteggerne l'uso.
Il Prosecco invecchia?
No: è un vino da bere giovane, che esprime al meglio freschezza e profumi entro i primi anni.

Fonti

  • Commissione europea — eAmbrosia, Registro UE delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di qualità ec.europa.eu. Consultato il 14 febbraio 2026. Verifica delle denominazioni registrate e dei relativi disciplinari.
  • Consorzio di Tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco, Disciplinare e zona di produzione del Prosecco DOC www.prosecco.it. Consultato il 14 febbraio 2026. Ente di tutela riconosciuto: area, tipologie e regole di produzione.
  • MASAF, Elenco nazionale dei vini DOP e IGP www.politicheagricole.it. Consultato il 14 febbraio 2026. Riconoscimento della denominazione e disciplinare vigente.

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