Greco di Bianco DOC: il passito della Locride
Il Greco di Bianco DOC è una delle più piccole denominazioni italiane, prodotta nel territorio del comune di Bianco, in Locride. È un vino passito ottenuto da uve Greco appassite al sole dopo la vendemmia, di colore ambrato e con note di agrumi canditi e miele.
Caratteristiche del prodotto
- Colore ambrato, più o meno intenso secondo il grado di appassimento delle uve.
- Profilo dolce, con note di agrumi canditi, miele e frutta secca.
- Struttura vellutata, con acidità che bilancia la componente zuccherina.
- Produzione limitata, coerente con la ridotta estensione dell'area di denominazione.
Territorio di produzione
- Comune di Bianco e territori limitrofi, in Locride, provincia di Reggio Calabria.
- Vigneti su terrazzamenti collinari esposti al mare Ionio.
Materie prime
- Greco, vitigno a bacca bianca coltivato nell'area della Locride, spesso indicato localmente come Greco di Bianco.
Lavorazione
- Vendemmia manuale delle uve, raccolte a piena maturazione.
- Appassimento dei grappoli al sole su graticci, per un periodo che concentra zuccheri e aromi.
- Pressatura delle uve appassite e fermentazione lenta a temperatura controllata.
- Interruzione della fermentazione per mantenere la componente zuccherina residua tipica del passito.
Stagionatura
- Affinamento in bottiglia o in piccoli contenitori prima della commercializzazione, secondo la scelta del produttore.
- Il vino si presta anche a un invecchiamento prolungato, che ne accentua le note di frutta secca.
Disciplinare
- Denominazione di Origine Controllata riconosciuta a livello nazionale e iscritta nel catalogo dei disciplinari vitivinicoli del MASAF.
- Il disciplinare prevede l'appassimento delle uve come pratica obbligatoria per la tipologia passito.
- L'area di produzione è limitata al territorio del comune di Bianco e ai comuni limitrofi indicati dal disciplinare.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Vino da meditazione, servito a fine pasto.
- Con formaggi stagionati e a pasta dura, come il pecorino crotonese stagionato.
- Con dolci a base di frutta secca e agrumi canditi, tipici della pasticceria calabrese.
Conservazione
- In posizione orizzontale, in luogo fresco e buio, a temperatura costante.
- Una volta aperta la bottiglia, si conserva in frigorifero per alcuni giorni grazie al contenuto zuccherino.
Curiosità
Si tratta di una delle denominazioni italiane con estensione di vigneto più ridotta, legata a una produzione di nicchia della Locride.
La tecnica dell'appassimento al sole su graticci è documentata in area mediterranea fin dall'antichità come metodo per concentrare zuccheri e aromi nell'uva.
Domande frequenti
- Perché il Greco di Bianco è considerato un passito?
- Perché le uve, dopo la raccolta, vengono fatte appassire al sole su graticci prima della pressatura: questo processo concentra zuccheri e aromi, dando origine a un vino dolce dal colore ambrato.
- Con cosa si abbina il Greco di Bianco DOC?
- È indicato come vino da meditazione o in abbinamento a formaggi stagionati e dolci a base di frutta secca e agrumi canditi, tipici della tradizione dolciaria calabrese.
- Da dove prende il nome la denominazione?
- Dal comune di Bianco, in provincia di Reggio Calabria, territorio storico di produzione di questo vino passito a base di uve Greco.
Fonti
- MASAF — Catalogo nazionale dei disciplinari, Disciplinari di produzione delle denominazioni di origine dei vini — www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Regione Calabria, Agricoltura e produzioni agroalimentari di qualità della Calabria — www.regione.calabria.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.
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