Fileja con 'nduja
Maccheroni attorcigliati a mano attorno a un ferretto e conditi con un sugo di pomodoro sciolto nella 'nduja di Spilinga: il primo piatto simbolo del Vibonese.
Scopri Fileja con 'ndujaDalla Sila all'Aspromonte, dallo Stretto alla piana di Sibari: fileja con 'nduja di Spilinga, sagne chine, morzeddhu catanzarese, pesce spada alla bagnarese, tartufo di Pizzo IGP, Cipolla Rossa di Tropea IGP, Liquirizia di Calabria DOP, Bergamotto di Reggio Calabria DOP e Cirò DOC.
La Calabria è una regione stretta e lunga, con oltre ottocento chilometri di coste e un interno quasi interamente montuoso: Pollino, Sila, Serre e Aspromonte separano il versante tirrenico da quello ionico e hanno mantenuto per secoli cucine di montagna e cucine di mare quasi indipendenti. Il risultato è un repertorio doppio, in cui il maiale, i formaggi di pastorizia e le patate d'altura convivono con pesce spada, alici, stoccafisso e agrumi.
Gli elementi che attraversano l'intera regione sono tre: il peperoncino, arrivato dal Nuovo Mondo e diventato la spezia identitaria; la conservazione — salumi stagionati, conserve sott'olio, essiccazione, salagione dei bianchetti; e la cucina di festa, dalle sagne chine di Pasqua alle frittole della macellazione invernale. La 'nduja di Spilinga, spalmabile e piccantissima, è oggi il prodotto calabrese più riconosciuto all'estero.
Il peperoncino è coltivato, essiccato e macinato in tutta la regione, e non serve soltanto a piccare: nella 'nduja di Spilinga costituisce fino a un terzo dell'impasto e funziona da conservante naturale, oltre a dare il colore rosso intenso. La 'nduja nasce sul Monte Poro, in provincia di Vibo Valentia, da carni e grassi suini macinati finemente, insaccati e affumicati: si scioglie nel sugo, si spalma sul pane, insaporisce le pizze.
Accanto alla 'nduja la Calabria conta quattro salumi DOP — Soppressata, Capocollo, Pancetta e Salsiccia di Calabria — tutti ottenuti da suini allevati in regione e stagionati con sale, pepe o peperoncino. È un sistema di norcineria domestica trasformato in filiera certificata.
L'altopiano silano, oltre i mille metri, fornisce patate IGP a pasta soda, funghi porcini, castagne, carni di capra e di castrato, e formaggi di lunga stagionatura. Da qui vengono le patate 'mpacchiuse, il capretto al forno, la pitta 'mpigliata di San Giovanni in Fiore e i maccheroni al ferretto con ragù di capra.
Sull'Aspromonte reggino e nel Pollino cosentino la pastorizia ha prodotto caciocavalli, pecorini e il caciocavallo di Ciminà da latte misto vaccino e caprino. La Calabria rientra anche nell'area del Caciocavallo Silano DOP, denominazione interregionale del Sud Italia.
Sulla Costa Viola, fra Bagnara e Scilla, la pesca del pesce spada con la passerella e la feluca è un mestiere documentato da secoli: la preparazione tipica, alla bagnarese, si limita a olio, limone, origano e capperi. Le alici del basso Tirreno diventano ammollicate al forno o conservate sotto sale.
Sulla costa ionica prevale la conservazione: la sardella di Crucoli, conserva di novellame con peperoncino e finocchietto, e lo stocco di Mammola, stoccafisso importato dal Nord Europa e ammollato nelle acque sorgive della Locride, dove la lavorazione locale è diventata identità gastronomica.
La fascia ionica reggina è l'unico luogo al mondo in cui il bergamotto è coltivato su scala rilevante: la DOP riguarda l'olio essenziale della buccia, usato in profumeria, in liquoreria e in pasticceria. La Riviera dei Cedri, sull'alto Tirreno cosentino, coltiva il cedro sotto pergole; le piane di Sibari, Lamezia e Gioia Tauro producono clementine IGP.
La Liquirizia di Calabria DOP, raccolta lungo la costa ionica, si consuma come radice o come estratto puro. In pasticceria il prodotto più noto è il tartufo di Pizzo IGP, semifreddo modellato a mano con cuore di cioccolato fuso, seguito da pitta 'mpigliata, mostaccioli di Soriano e susumelle.
Maccheroni attorcigliati a mano attorno a un ferretto e conditi con un sugo di pomodoro sciolto nella 'nduja di Spilinga: il primo piatto simbolo del Vibonese.
Scopri Fileja con 'ndujaLasagna calabrese delle feste, farcita a strati con polpettine, uova sode, provola, funghi, piselli e ragù: piatto pasquale del Cosentino.
Scopri Sagne chineFrattaglie di vitello cotte a lungo in sugo di pomodoro, origano e peperoncino, servite dentro la pitta, il pane a ciambella schiacciata di Catanzaro.
Scopri Morzeddhu catanzareseZuppa densa di cipolle rosse di Tropea stufate a lungo, patate e peperoncino, servita su fette di pane raffermo con pecorino grattugiato.
Scopri Licurdia (zuppa di cipolla di Tropea)Patate della Sila tagliate sottili e cotte a lungo in padella con olio e cipolla finché si attaccano fra loro formando una crosta dorata.
Scopri Patate 'mpacchiuseTrance di pesce spada dello Stretto cotte con olio, limone, origano, capperi e prezzemolo: preparazione essenziale della costa viola.
Scopri Pesce spada alla bagnareseStoccafisso ammollato nelle acque di Mammola e cotto in umido con patate, olive, capperi, pomodoro e peperoncino.
Scopri Stocco di Mammola alla ghiottaMinestra di legumi misti, cereali, verdure e pasta corta avanzata, cotta lentamente con cotenne e peperoncino: piatto di recupero del Catanzarese.
Scopri MillecoseddeSemifreddo modellato a mano con due gelati — nocciola e cioccolato — e un cuore di cioccolato fuso, rivestito di cacao amaro: nato nella piazza di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia.
Scopri Tartufo di Pizzo IGPRosa di sfoglie sottili arrotolate con noci, uvetta, miele, mosto cotto e spezie, cotta al forno: dolce natalizio di San Giovanni in Fiore, in Sila.
Scopri Pitta 'mpigliata (pitta 'nchiusa)Biscotti duri di farina e miele modellati a mano in figure simboliche — pesci, cavalli, cuori, la 'panara' — tipici di Soriano Calabro.
Scopri Mostaccioli di Soriano CalabroCiambella o figura di pasta dolce con uova sode incastonate e fermate da strisce di impasto, regalata ai figliocci nel periodo pasquale.
Scopri Cuzzupa pasqualeSalume spalmabile di carni suine e peperoncino piccante insaccato e affumicato, originario di Spilinga sul Monte Poro: si scioglie a caldo nei sughi e si spalma sul pane.
Leggi la scheda: 'Nduja di SpilingaCipolla dolce dal bulbo rosso violaceo coltivata sulla fascia costiera tirrenica fra Nicotera e Campora San Giovanni: bassa piccantezza, alta serbevolezza nelle trecce.
Leggi la scheda: Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGPRadice di Glycyrrhiza glabra coltivata e spontanea sulla fascia ionica: si consuma come radice fresca o essiccata e come estratto puro in pastiglie.
Leggi la scheda: Liquirizia di Calabria DOPAgrume coltivato quasi esclusivamente sulla fascia ionica reggina: la DOP riguarda l'olio essenziale estratto dalla buccia, usato in profumeria, liquoreria e pasticceria.
Leggi la scheda: Bergamotto di Reggio Calabria DOPSalume di carni suine scelte tagliate a punta di coltello, condite con sale, pepe o peperoncino e pressate durante la stagionatura.
Leggi la scheda: Soppressata di Calabria DOPCoppa di suino salata a secco, aromatizzata con pepe e vino, avvolta in pellicola di diaframma e legata a mano prima della stagionatura.
Leggi la scheda: Capocollo di Calabria DOPFormaggio di latte ovino del Marchesato di Crotone, prodotto fresco, semiduro o stagionato in grotta, con la caratteristica rigatura del canestro.
Leggi la scheda: Pecorino Crotonese DOPPatata coltivata oltre i 1.000 metri sull'altopiano silano: pasta soda e asciutta, ideale per le patate 'mpacchiuse e per i piatti al forno.
Leggi la scheda: Patata della Sila IGPFichi essiccati della varietà Dottato coltivati nella provincia di Cosenza: polpa chiara, dolcezza intensa, base delle crocette e dei fichi ripieni.
Leggi la scheda: Fichi di Cosenza DOPAgrumi senza semi coltivati nelle piane di Sibari, Lamezia e Gioia Tauro: buccia sottile e aderente, polpa succosa e dolce.
Leggi la scheda: Clementine di Calabria IGPLa denominazione più nota della Calabria, nell'area di Cirò e Cirò Marina: rosso e rosato da Gaglioppo, bianco da Greco bianco.
Leggi la scheda: Cirò DOCPiccolissima denominazione della Locride dedicata a un passito da uve Greco appassite al sole: colore ambrato e note di agrumi canditi e miele.
Leggi la scheda: Greco di Bianco DOCPrimi, secondi e street food della tradizione calabrese, dalla fileja al morzeddhu.
28 contenuti disponibili
Salumi DOP, 'nduja, cipolla di Tropea, liquirizia, bergamotto, formaggi e oli.
25 contenuti disponibili
Tartufo di Pizzo IGP, pitta 'mpigliata, mostaccioli di Soriano, susumelle e cuzzupe.
8 contenuti disponibili
Cirò DOC, Greco di Bianco DOC, Savuto, Lamezia, Terre di Cosenza e Bivongi.
6 contenuti disponibili
Liquore di liquirizia, liquore al bergamotto, liquore di cedro e amari d'erbe silani.
4 contenuti disponibili
Le denominazioni europee e i prodotti agroalimentari tradizionali della regione.
25 contenuti disponibili
L'altopiano silano e la valle del Crati: patate della Sila IGP, funghi, caciocavalli, sagne chine, patate 'mpacchiuse, fichi di Cosenza DOP e pitta 'mpigliata.
Cosenza · San Giovanni in Fiore · Camigliatello Silano · Acri
La costa degli Dei e l'altopiano del Poro: cipolla rossa di Tropea IGP, 'nduja di Spilinga, fileja, pecorino del Poro e il tartufo di Pizzo IGP.
Tropea · Vibo Valentia · Spilinga · Pizzo
Lo Stretto di Messina e la fascia ionica reggina: bergamotto DOP, pesce spada alla bagnarese, alici ammollicate, susumelle, nacatole e il Greco di Bianco.
Reggio Calabria · Bagnara Calabra · Scilla · Bianco
Le colline argillose del Marchesato e la costa ionica: pecorino crotonese DOP, sardella di Crucoli, olio Alto Crotonese DOP, pitta maniata e Cirò DOC.
Crotone · Cirò Marina · Crucoli · Santa Severina
L'istmo più stretto d'Italia fra i due mari: morzeddhu e pitta, millecosedde, mostaccioli di Soriano, olio Lametia DOP e i vini della piana lametina.
Catanzaro · Lamezia Terme · Soriano Calabro · Serra San Bruno
La Costa degli Dei e l'altopiano del Monte Poro occupano il Vibonese tirrenico: sotto, la fascia sabbiosa fra Pizzo, Briatico, Tropea e Capo Vaticano dove si coltiva la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP; sopra, a 700 metri, i pascoli del Monte Poro con il pecorino DOP e, sul versante interno, Spilinga con la 'nduja. In pochi chilometri si passa dall'orticoltura di sabbia alla pastorizia d'altopiano e alla norcineria piccante, con il gelato al tartufo di Pizzo a chiudere. L'areale è preciso e vale la pena rispettarlo: bergamotto e pesce spada appartengono al Reggino, non a questa costa.
Tropea e Monte Poro 2 giorni
Scopri l'itinerarioL'altopiano della Sila — diviso in Sila Grande, Sila Piccola e Sila Greca — e il Cosentino di pianura e collina, dalla valle del Crati fino a Rossano e Corigliano sullo Ionio, formano un itinerario a due quote nettamente distinte. In alto, fra i 1.200 e i 1.800 metri, l'economia agricola gira intorno a patata da seme, allevamento bovino podolico e funghi porcini dei boschi di faggio e pino laricio; in basso, nella piana del Crati e sulla costa ionica cosentina, prevalgono fico essiccato, liquirizia di radice e vigneti di collina. Non è la Calabria della cipolla di Tropea né della 'nduja, entrambe del Vibonese: qui i riferimenti sono Patata della Sila IGP, Caciocavallo Silano DOP, Fichi di Cosenza DOP e Liquirizia di Calabria DOP.
Sila e Cosentino 3 giorni
Scopri l'itinerarioFra lo Stretto di Messina e la Locride si concentrano tre filiere che non esistono altrove in questa forma: la pesca del pesce spada dalle passerelle di Bagnara e Scilla, la coltivazione del bergamotto sulla stretta fascia costiera reggina, dove si produce la quasi totalità del frutto mondiale, e la lavorazione dello stoccafisso a Mammola, nell'entroterra preaspromontano. Due giorni permettono di attraversarle tutte, chiudendo sulla Locride con i dolci delle feste e il Greco di Bianco, vino dolce da uve appassite fra i più antichi del Mediterraneo.
Reggio e Costa Viola 2 giorni
Scopri l'itinerarioLa fileja con la 'nduja: maccheroni attorcigliati a mano su un ferretto e conditi con un sugo di pomodoro in cui la 'nduja di Spilinga viene sciolta. Unisce i due tratti distintivi della cucina regionale, la pasta di semola fatta a mano e il salume piccante spalmabile.
È un salume spalmabile originario di Spilinga, sul Monte Poro in provincia di Vibo Valentia: carni e grassi suini macinati finemente e impastati con una quota molto alta di peperoncino piccante, poi insaccati, affumicati e stagionati. Il peperoncino agisce anche da conservante e dà il caratteristico colore rosso.
Fra le principali: Soppressata, Capocollo, Pancetta e Salsiccia di Calabria DOP, Pecorino Crotonese DOP, Liquirizia di Calabria DOP, Bergamotto di Reggio Calabria DOP, Fichi di Cosenza DOP, Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP, Clementine di Calabria IGP, Patata della Sila IGP, Limone di Rocca Imperiale IGP, Tartufo di Pizzo IGP e gli oli Bruzio, Lametia e Alto Crotonese DOP. La regione rientra anche nel Caciocavallo Silano DOP.
Il bergamotto richiede una combinazione molto specifica di clima, esposizione e suolo che si realizza sulla fascia ionica della provincia di Reggio Calabria, fra Villa San Giovanni e Monasterace. Fuori da quest'area la pianta cresce ma la resa e la qualità dell'olio essenziale calano nettamente: per questo la quasi totalità della produzione mondiale è calabrese.
È un piatto di frattaglie di vitello — trippa, cuore, polmone, milza — cotte a lungo in sugo di pomodoro con origano e peperoncino, servite dentro la pitta, il pane a ciambella schiacciata di Catanzaro. È lo street food storico del capoluogo, consumato anche a colazione nelle putiche del centro.
Il vitigno rosso principale è il Gaglioppo, base del Cirò DOC sulla costa crotonese; il Magliocco domina nelle Terre di Cosenza DOC. Fra i bianchi spicca il Greco bianco, con cui si produce il raro passito Greco di Bianco DOC nella Locride. Completano il quadro Savuto, Lamezia e Bivongi.
È un semifreddo IGP nato a Pizzo, in provincia di Vibo Valentia: due gelati — nocciola e cioccolato — modellati a mano attorno a un cuore di cioccolato fuso e rivestiti di cacao amaro. Non contiene tartufo: il nome deriva dalla forma irregolare simile a quella del fungo ipogeo.
Mammola, nella Locride, non pesca il merluzzo: lo importa essiccato dal Nord Europa e lo ammolla nelle proprie acque sorgive, particolarmente povere di sali. È questa fase di lavorazione locale, che dura giorni, a determinare la consistenza morbida dello stocco di Mammola e a renderlo un prodotto identitario.
Un percorso essenziale prevede fileja con 'nduja e cipolla di Tropea sulla Costa degli Dei, tartufo di Pizzo a Pizzo, morzeddhu a Catanzaro, sagne chine e patate 'mpacchiuse in Sila, pesce spada a Bagnara e un calice di Cirò o di Greco di Bianco a chiudere.