PizzoIGPGelato artigianale

Tartufo di Pizzo IGP: storia e caratteristiche del gelato calabrese

Il Tartufo di Pizzo è un gelato artigianale a base di nocciola e cioccolato con un cuore fondente che si scioglie al taglio, ricoperto di cacao amaro. Nasce a Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia, e nel 2021 ha ottenuto il riconoscimento IGP dall'Unione Europea come «Tartufo di Pizzo». Si presenta a forma sferica leggermente irregolare, a richiamare il tartufo da cui prende il nome.

Tartufo di Pizzo IGP tagliato a metà con cuore di cioccolato fondente
Tartufo di Pizzo tagliato a metà, con il cuore di cioccolato fuso in evidenza.
Origine
Pizzo, Vibo Valentia
Regione
Calabria
Categoria
Dolce al cucchiaio / gelato
Certificazione
IGP dell'Unione Europea (2021)
Formati
Nocciola, cioccolato fondente, cacao amaro
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del Tartufo di Pizzo

Ingredienti e procedimento per 6 persone.

6 porzioniPrep 40 minCottura 10 min

Ingredienti

Per 6 persone

  • 500 ml di latte fresco intero
  • 150 g di pasta di nocciole tostate
  • 150 g di zucchero
  • 3 tuorli d'uovo
  • 200 g di cioccolato fondente di buona qualità
  • 100 ml di panna fresca
  • Cacao amaro in polvere per la copertura

Preparazione

  1. Preparare una crema con latte, tuorli e zucchero cotta a fuoco basso fino a velare il cucchiaio, senza portarla a bollore.

  2. Incorporare la pasta di nocciole tostate e far raffreddare completamente il composto in frigorifero.

  3. Mantecare la crema in gelatiera fino a ottenere un gelato alla nocciola morbido e omogeneo.

  4. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con la panna fresca, ottenendo una ganache liquida ma densa, e farla intiepidire.

  5. Foderare piccole coppette semisferiche con il gelato alla nocciola, lasciando una cavità al centro.

  6. Colare la ganache di cioccolato nella cavità e richiudere con altro gelato, sigillando bene i bordi.

  7. Riporre in freezer per almeno quattro ore, finché le sfere sono ben rassodate.

  8. Estrarre i tartufi dagli stampi, passarli nel cacao amaro in polvere e servirli subito.

La versione tradizionale prevede
  • latte fresco intero
  • pasta di nocciole tostate
  • zucchero
  • d'uovo
  • cioccolato fondente di buona qualità
  • panna fresca
Cosa non prevede
  • Copertura di zucchero a velo al posto del cacao amaro
  • Cuore di crema o marmellata al posto del cioccolato fondente
  • Preparazioni industriali surgelate spacciate per artigianali
Storia e origine

Un dolce nato per caso a Pizzo

La tradizione gastronomica locale attribuisce la nascita del Tartufo di Pizzo a un gelatiere del paese, che intorno alla metà del Novecento avrebbe dovuto servire una torta gelato a un banchetto e, non avendo a disposizione la forma necessaria, ripiegò su una preparazione sferica con un cuore di cioccolato fuso al centro.

Da lì il dolce si è affermato come specialità identitaria di Pizzo Calabro, cittadina affacciata sul Tirreno vibonese già nota per la lavorazione del gelato artigianale, diventando nel tempo un prodotto riconoscibile ben oltre i confini calabresi.

Le caratteristiche in breve

Forma sferica leggermente irregolare, che richiama l'aspetto del tartufo di terra.
Involucro esterno di gelato alla nocciola, talvolta variegato al cioccolato.
Cuore centrale di cioccolato fondente fuso, che rimane morbido anche da congelato.
Copertura in cacao amaro in polvere, che dona il colore scuro caratteristico.

Domande frequenti

Da quando il Tartufo di Pizzo è un prodotto IGP?

La denominazione «Tartufo di Pizzo» è stata iscritta nel registro europeo delle Indicazioni Geografiche Protette nel 2021, al termine di un percorso di riconoscimento che ha definito area di produzione e caratteristiche del dolce.

Perché si chiama tartufo?

Il nome richiama l'aspetto esterno del dolce, una sfera scura e irregolare ricoperta di cacao che ricorda nella forma il tartufo di terra, non per la presenza di ingredienti in comune.

Il Tartufo di Pizzo si può conservare a lungo?

Essendo un gelato, va mantenuto costantemente a temperatura di congelamento e consumato entro tempi brevi dall'acquisto o dalla preparazione, evitando sbalzi termici che ne comprometterebbero la struttura.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Commissione Europea — eAmbrosia, Registro europeo delle denominazioni DOP, IGP e STG ec.europa.eu. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Calabria, Agricoltura e produzioni agroalimentari di qualità della Calabria www.regione.calabria.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.