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Patata della Sila IGP: la patata d'altura dell'altopiano silano

La Patata della Sila IGP è coltivata sull'altopiano silano, oltre i 1.000 metri di altitudine, in un ambiente fresco che rallenta lo sviluppo del tubero e ne concentra le caratteristiche organolettiche. Ha pasta soda e asciutta, particolarmente adatta alla cottura al forno e alle preparazioni che richiedono struttura, come le patate 'mpacchiuse.

Patate della Sila IGP di forma ovale con buccia chiara
Patate della Sila IGP appena raccolte, con la terra ancora sui tuberi.

Caratteristiche del prodotto

  • Tubero di forma ovale-allungata, buccia sottile di colore giallo chiaro.
  • Pasta di colore giallo paglierino, soda e asciutta, poco farinosa.
  • Coltivazione oltre i 1.000 metri sull'altopiano silano, che allunga il ciclo vegetativo.
  • Buona serbevolezza dovuta alla struttura compatta del tubero.

Territorio di produzione

  • Altopiano della Sila, fra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone.
  • Aree agricole d'altura oltre i 1.000 metri, con clima fresco anche nei mesi estivi.

Materie prime

  • Tuberi-seme di varietà idonee alla coltivazione d'altura, iscritte nell'elenco varietale del disciplinare.

Lavorazione

  1. Semina primaverile, quando il terreno silano raggiunge una temperatura idonea alla germinazione.
  2. Coltivazione con cicli vegetativi più lunghi rispetto alla pianura, favoriti dal clima fresco d'altura.
  3. Raccolta meccanica o manuale fra fine estate e inizio autunno, a seconda dell'annata.
  4. Selezione e calibratura dei tuberi prima della commercializzazione.

Stagionatura

  • Non prevista: il prodotto si consuma fresco, con una buona attitudine alla conservazione grazie alla struttura compatta.

Disciplinare

  • Indicazione Geografica Protetta riconosciuta a livello europeo e iscritta nel registro eAmbrosia.
  • Il disciplinare fissa l'area di produzione sull'altopoano silano oltre una determinata quota altimetrica e le varietà ammesse.
  • Il controllo è affidato a un organismo terzo autorizzato dal MASAF.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Nelle patate 'mpacchiuse, cotte a lungo in padella con olio e cipolla fino a formare una crosta dorata.
  • Al forno, intere o a spicchi, grazie alla pasta soda che tiene bene la cottura prolungata.
  • Lessate, in insalate e contorni della cucina silana.
  • Nella preparazione di gnocchi e altri impasti che richiedono un tubero poco acquoso.

Conservazione

  • In luogo fresco, buio e asciutto, lontano da fonti di luce che ne favoriscono il germogliamento.
  • Non in frigorifero: temperature troppo basse ne alterano il sapore e la consistenza.

Curiosità

L'altitudine dell'altopiano silano rallenta la crescita del tubero rispetto alla pianura, un fattore che secondo i produttori locali contribuisce alla maggiore consistenza della pasta.

Le patate 'mpacchiuse, piatto povero della tradizione cosentina, devono il nome proprio all'effetto delle fette che restano attaccate fra loro in cottura.

Domande frequenti

Cosa distingue la Patata della Sila dalle altre patate italiane?
La coltivazione a oltre 1.000 metri di altitudine, con un ciclo vegetativo più lungo dovuto al clima fresco, che il disciplinare IGP individua come fattore determinante della sua pasta soda e asciutta.
È adatta alla frittura?
Sì: la pasta poco acquosa e la buona tenuta in cottura la rendono indicata anche per fritture e cotture al forno prolungate, oltre che per il piatto tradizionale delle patate 'mpacchiuse.
Quando si raccoglie?
La raccolta avviene fra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, più tardi rispetto alle patate di pianura, per effetto del clima d'altura dell'altopiano silano.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Commissione Europea — eAmbrosia, Registro europeo delle denominazioni DOP, IGP e STG ec.europa.eu. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Calabria, Agricoltura e produzioni agroalimentari di qualità della Calabria www.regione.calabria.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.