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Peperoncino di Calabria: le varietà e gli usi in cucina

Il Peperoncino di Calabria è il nome che raccoglie le diverse varietà piccanti coltivate ed essiccate in tutta la regione, dal tipico peperoncino a cornetto a quello tondo simile a una ciliegia. È l'ingrediente identitario della cucina calabrese, base di preparazioni come la 'nduja, la sardella e numerose conserve sott'olio.

Peperoncini di Calabria rossi legati a mazzo per l'essiccazione
Peperoncini di Calabria rossi, appena raccolti e disposti a mazzo.

Caratteristiche del prodotto

  • Varietà diverse per forma: a cornetto allungato, tondo tipo ciliegia, piccolo e appuntito.
  • Colore rosso intenso a piena maturazione.
  • Livello di piccantezza variabile secondo la varietà e il grado di maturazione.
  • Buona attitudine all'essiccazione, che ne concentra aromi e piccantezza.

Territorio di produzione

  • Coltivazione diffusa in tutta la regione, con aree di maggiore vocazione nel Vibonese, nel Crotonese e nel Cosentino.
  • Orti familiari e piccole aziende agricole di pianura e collina.

Materie prime

  • Semi delle varietà tradizionalmente coltivate in Calabria, spesso conservati e riprodotti in ambito familiare.

Lavorazione

  1. Semina primaverile e trapianto quando le temperature lo consentono.
  2. Raccolta manuale scalare, dalla tarda estate all'autunno inoltrato.
  3. Essiccazione al sole, appesi a mazzi o infilati su corde, secondo la tradizione locale.
  4. Macinazione dei peperoncini essiccati per ottenere la polvere, o conservazione intera.

Stagionatura

  • Non è prevista una stagionatura in senso stretto: l'essiccazione al sole è il processo di trasformazione che ne consente la conservazione prolungata.

Disciplinare

  • Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Calabria, iscritto nell'elenco nazionale del MASAF.
  • La denominazione raccoglie diverse varietà locali, senza un disciplinare europeo unico DOP o IGP.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Base della 'nduja di Spilinga, insaccato spalmabile ottenuto da carni suine grasse e peperoncino.
  • Ingrediente principale della sardella (rosamarina) di Crucoli, conserva di novellame e peperoncino.
  • In polvere, per insaporire salumi, sughi e conserve sott'olio.
  • Fresco, negli involtini di peperoncini ripieni tipici di alcune zone della regione.

Conservazione

  • Essiccato, in luogo asciutto e areato, anche per mesi.
  • In polvere, in contenitori ermetici al riparo dalla luce.
  • Sott'olio, in vasetti sterilizzati, secondo le pratiche tradizionali di conserva.

Curiosità

Il peperoncino è diventato uno dei simboli gastronomici della Calabria, celebrato in diverse sagre e feste locali durante la stagione della raccolta.

La piccantezza non è uniforme: varia sensibilmente da varietà a varietà e anche da pianta a pianta, secondo le condizioni di coltivazione.

Domande frequenti

Il Peperoncino di Calabria è una denominazione DOP o IGP?
No: è iscritto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Calabria. La denominazione raccoglie diverse varietà locali coltivate ed essiccate in tutta la regione, senza un disciplinare europeo unico.
Qual è la differenza fra il peperoncino a cornetto e quello tondo?
Il peperoncino a cornetto ha forma allungata e sottile, mentre quello tondo ricorda una piccola ciliegia; le due forme corrispondono a varietà diverse, con differenze anche nel grado di piccantezza percepita.
Come si prepara la polvere di peperoncino in casa?
I peperoncini essiccati al sole, privati del picciolo, vengono macinati finemente; la polvere ottenuta va conservata in contenitori ermetici, al riparo dalla luce, per mantenerne colore e aroma più a lungo.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Calabria, Agricoltura e produzioni agroalimentari di qualità della Calabria www.regione.calabria.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.